Niente tac, muore: sette indagati all'ospedale di Caserta

Sabato 10 Settembre 2016 di Marilù Musto
pronto soccorso

CASERTA - È la seconda inchiesta per colpa medica che piomba come un fulmine sull’ospedale di Caserta in meno di un mese. Dopo il caso della bambina nata morta nel reparto Ginecologia il 20 agosto scorso e l’indagine su 11 medici e infermieri accusati da due genitori di aver tardato il parto cesareo, si apre un secondo tormentato capitolo legato alla morte improvvisa di Paola Nevola, 62 anni di San Nicola La Strada, commessa in un negozio del centro commerciale Apollo di Casapulla, sabato mattina in servizio sul posto di lavoro e il martedì successivo, 6 settembre, già cadavere su un lettino dell’obitorio.

Sono sette i medici indagati per omicidio colposo, in attesa che eventuali responsabilità specifiche siano individuate per ciascun camice bianco. Si tratta - evidenziano dalla Procura - di un atto dovuto a garanzia delle stesse persone indagate e del corretto e puntuale accertamento dei fatti. Si sospetta un ritardo nell’esecuzione del protocollo che prevede, al momento dell’accesso in ospedale, una tac con contrasto. La donna presentava un rigonfiamento al collo e aveva più volte spiegato ai vari medici che non riusciva a deglutire.

La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha circoscritto il campo e, per ora, ha nominato il consulente che proprio ieri sera ha eseguito l’autopsia sul corpo della povera commessa, al pian terreno dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano. Il perito della Procura è Maria Donata Di Palma, ma nel centro di Medicina Legale di Caserta ieri sono entrati anche i consulenti di parte nominati dai legali che rappresentano i figli Alberto ed Emanuela della donna: l’anatomopatologo Antonio Perna, mentre i medici Carmine Lisi e Pasquale Giugliano sono stati designati dagli indagati.

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