Tasse, il 20% degli utenti non le paga
​Tari: evade un cittadino su due

Martedì 6 Agosto 2019 di Giuseppe Miretto
Il dissesto è stato archiviato. Ma il Comune permane in uno stato di «sopravvivenza contabile»: calo del 20 per cento nel gettito di tasse e tributi, incassata solo la metà dei proventi attesi per il primo semestre 2019. «Le preoccupazione c'è sempre ammette il vice sindaco con delega la Bilancio Gigi Bove - ma tenere sotto controllo gli allarmi contabili e stiamo valutando attentamente il report del primo semestre. È troppo presto per abbandonarsi a previsioni pessimistiche. Al momento, esistono condizioni economiche per scongiurare l'aumento della Tari».
La tariffa più evasa: non paga quasi uno su due secondo i dati 2018, visto l'aumento dei costi di gestione e senza un aumento della platea di contribuenti, lieviterà inevitabilmente nel 2020. Spunta l'incognita delle prescrizioni sulle cartelle esattoriali non pagate. Ad aumentare, l'incertezza sulla previsioni del gettito reale è la mancanza di informazioni sugli esiti delle politiche di recupero.

 

C'è un fatto nuovo a scatenare inquietudine: dopo, la fine della stagione «gestione, accertamento e riscossione coattiva delle entrate» (Ici-Imu, Tarsu-Tares, canoni idrici, Tosap Icp Dpa e oneri di urbanizzazione), la controversa procedura di fallimento dell'ex gestore Iap srl in corso, non dà contezza sull'esatto ammontare delle somme recuperate. E questo crea un problema contabile non da poco. Torna lo spettro delle somme non riscosse e il timore delle prescrizioni di massa. Non c'è, per esempio, l'esatta contabilità del ruolo idrico, delle pendenze Ici-Imu per le prime case e quelle affidate in comodato d'uso. C'è il ischio che soprattutto che i canoni evasi, a partire dal 2014, vadano in prescrizione. Al momento, il carteggio non ha prodotto esito confortanti. «Non ci sarà la beffa annuncia il sindaco Andrea De Filippo- né un regalo insperato per i soliti furbi. Il rapporto con chi gestisce la Iap e il data base non è a rischio». Ci si affida alla logica dei pesi e dei contrappesi. A far da scudo ai nuovi rischi contabili c'è la rottamazione del contenzioso storico: su tutto la riscossione di 15 milioni e 860 mila euro provenienti dalla «conciliazione giudiziale» con l'Interporto Sud Europa (Ise) per il versamento dell'Imu contestata sui capannoni industriali e commerciali. Poi ci sono i crediti delle strutture comunali a garantire nuovi introiti.
«Lo stato di salute o la sostenibilità dei conti precisa Bove- è garantito dalla rottamazione di tutto il contenzioso accumulato in oltre 20 anni. Come le pendenze debitorie nei confronti del Comune di San Felice a Cancello. Si tratta di un buco di bilancio di oltre 2.5 milioni di euro che ci trasciniamo dal 1999. Altri due milioni di euro sono stati riconosciuti ad altri debitori storici e a coloro che non hanno aderito alle proposte conciliative dell'organo straordinario di liquidazione».
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