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Teano, il vescovo fa visita al 15enne
massacrato di botte dai bulli

Martedì 20 Settembre 2022 di Antonio Borrelli
Teano, il vescovo fa visita al 15enne massacrato di botte dai bulli

Una visita per dare conforto ad Alfredo e alla famiglia, ma anche per sensibilizzare i giovani ad evitare di usare la violenza, fisica o verbale che sia. Dopo la brutale aggressione di sabato 10 settembre ad opera di un branco contro il 15enne, il vescovo della Diocesi di Teano-Calvi e di Alife-Caiazzo Giacomo Cirulli si è da subito interessato alle condizioni di salute del ragazzo e ha voluto incontrarlo «per incoraggiarlo ad affrontare questo momento di sofferenza fisica e psicologica e per testimoniargli la vicinanza di tutta la comunità ecclesiale». 

Un gesto semplice ma non scontato, quello del monsignore che ha voluto lanciare «un grido di denuncia, in primo luogo rivolto alle famiglie delle persone coinvolte, perché spronino i loro figli ad assumersi la responsabilità del gesto scellerato e, in qualche modo, mettano in atto tutte le strategie possibili perché i loro figli non si rendano più autori di atti del genere». Durante la visita di Cirulli Alfredo è apparso ancora malmesso, con un braccio immobilizzato dopo dieci giorni dal pestaggio. Ma l'appello di Cirulli è anche alle Istituzioni locali, per far fronte comune contro la violenza. «L'episodio continua - si inscrive in un fenomeno piuttosto dilagante, quello del bullismo, sintomo di una crisi valoriale ed educativa, che coinvolge le nuove generazioni e che in qualche modo è riconducibile ad una scarsa incisività da parte delle generazioni precedenti che, troppo spesso, rinunciano o quanto meno disattendono al proprio ruolo educativo nei confronti dei più giovani». Non a caso proprio lo scorso 30 agosto - un anno dopo la morte di Gennaro Leone, ucciso a coltellate nella movida casertana il 28 agosto del 2021 anche il vescovo di Caserta Pietro Lagnese ha voluto organizzare una preghiera di ricordo e sensibilizzazione insieme alla famiglia della vittima. 

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L'ultimo grave episodio sul territorio è proprio quello sidicino. Fu un pestaggio organizzato per vendetta, quello nato da futili motivi in quel drammatico sabato sera. Alfredo, che si trova in compagni di due suoi coetanei, viene assalito da più di una decina di ragazzini, in gran parte minorenni, che riversano tutta la propria rabbia. Sono momenti concitati e drammatici, durante i quali qualcuno prova a farsi sentire e ad interrompere la violenza. Ma la furia prosegue: il 15enne cade a terra ripetutamente e tutte le volte riceve calci e pugni. Qualcuno chiama i soccorsi: sul posto arrivano i carabinieri della locale stazione e un'ambulanza. Mentre i soccorritori prestano le prime cure alla vittima, gli inquirenti vanno alla ricerca degli aggressori che nel frattempo si sono dileguati e hanno fatto perdere le tracce. Mentre i genitori di Alfredo hanno denunciato tutto alle forze dell'ordine, le sorelle Preziosa ed Evelina hanno voluto denunciare il clima di omertà generale: «Silenzio. Nessuno sa. Nessuno dice chi è stato a mandare all'ospedale quel ragazzo con i vestiti strappati e pieno di sangue».

Ultimo aggiornamento: 12:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA