Tenuti in vita sulle cartelle cliniche:
così l'Hospice Falde truffava l'Asl

di Biagio Salvati

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Nate in Inghilterra negli anni 60 ad opera di Cicely Saunders le cure palliative hanno come scopo principale quello di migliorare la qualità della vita, assicurando agli ammalati e alle loro famiglie, un'assistenza continua e globale. Erano persone addette a questo compito quelle che nel 2018 hanno puntato il dito contro l'Hospice Nicola Falde dando il via a un'inchiesta che ha portato prima a un sequestro e poi al commissariamento della clinica. Ci sarà un custode giudiziale per sei mesi a gestire l'attività di amministrazione dell'«Hospice Nicola Falde», società che gestisce a Santa Maria Capua Vetere la casa di cura per malati terminali con terapie palliative. L'inchiesta ha preso le mosse dalle dichiarazioni degli ex dipendenti che hanno riferito che alcuni pazienti sono stati certificati per vivi» dopo il decesso per ottenere dall'Asl rimborsi più sostanziosi.

È la tesi della Procura della Repubblica guidata da Maria Antonietta Troncone quella alla base del provvedimento «a tempo» eseguito dal Nas dei carabinieri di Caserta nell'interesse della collettività in quanto la struttura assicura un servizio pubblico ed è, scrivono i magistrati, uno dei tre soli centri di questo genere della provincia di Caserta. La nomina del custode segue un sequestro di quote eseguito lo scorso anno nei confronti degli amministratori della società accusati di truffa e falso. L' accusa per la società «Hospice Nicola Falde» è di aver ottenuto dall' Asl di Caserta rimborsi non dovuti, per prestazioni mai erogate. La casa di cura subì un sequestro di 90 mila euro per reati accertati negli anni che vanno dal 2014 al 2016.
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Venerdì 22 Marzo 2019, 10:17 - Ultimo aggiornamento: 22-03-2019 17:52
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