Treno deragliato sul cavalcavia A1:
guasto meccanico al convoglio

Sabato 1 Agosto 2020 di Giuseppe Miretto

Un guasto meccanico al convoglio e non una anomalia sui binari. Sono le prime conclusioni dei tecnici che stanno verificando le cause del dei due carri terminali quattro giorni fa sul ponte dell'A1. Quando sono usciti dai binari gli ultimi due carri pianali, il treno merci 51453 (partito da Milano Smistamento e diretto a Villa San Giovanni Bolano) in ingresso allo scalo merci ferroviario Maddaloni-Marcianise viaggiava a meno di 100 chilometri orari. Si sono staccati dal convoglio subito dopo il transito sul cavalcavia che sovrasta l'A1 Milano-Napoli. L'ipotesi di guasto meccanico al materiale rotabile è quella più accreditata. Non erano in corso lavori sulla linea.

Non sono state rilevate anomalie macroscopiche sui binari. Soprattutto, il convoglio (peso massimo 450 tonnellate) non trasportava carichi. E questo è un elemento decisivo. C'è già una prima ricostruzione: senza attendere l'esito dell'inchiesta in corso, l'attenzione è già tutta concentrata sulla tenuta dei due carrelli che sostengono i carri di coda ora distrutti. Le strutture portanti, con annesso rodiggio (ruote e assi portanti) si sono staccate dai pianali. Lo confermano il mancato ribaltamento della coda del convoglio lungo 400 metri: i due pianali di legno, senza ruote, sono planati e poi sono stati trascinati lungo la massicciata disseminando le paratie laterali dappertutto. Una frazione è caduta sull'autostrada imponendo la pulizia di emergenza, e la chiusura temporanea della tratta al km 741. Pare assai improbabile un cedimento dell'infrastruttura sebbene il cavalcavia ferroviario sia stato sottoposto a sequestro preventivo. Le verifiche sono polarizzate sulla manutenzione, tenuta e una possibile riottura sia del materiale rotabile incidentato che dei carrelli rimasti intatti.
L'incidente, avvenuto su una linea quasi esclusivamente dedicata al trasporto merci, ha scosso soprattutto gli addetti ai lavori dell'impianto Maddaloni-Marcianise. Se i tecnici non parlano, in assenza di perizie ufficiali, sono state raccolti i primi commenti dell'amministratore delegato di Rfi Maurizio Gentile. Al margine di un incontro a Roma (per discutere sulla creazione di un parco archeologico collegati agli scavi della Bari-Napoli a Maddaloni), il numero uno di Rfi ha espresso sollievo per l'inesistenza di danni a persone o cose. «Il sollievo testimonia l'onorevole Antonio Del Monaco (M5S), presente all'incontro - è per la dinamica del sinistro che ha risparmiato il cavalcaferrovia autostradale. Pochi metri prima, con il convoglio sospeso, sarebbe stato necessario interrompere la circolazione».

Prendono posizione anche i sindacati, anch'essi presentia Roma. «Sebbene siano in corso accertamenti spiega Angelo Lustro, segretario provinciale della Filt-Cgil - e quindi poco o nulla si può dire su quanto sia realmente accaduto, abbiano espresso all'amministratore delegato il nostro stato d'animo. Non crediamo al cedimento delle infrastrutture collaudate per carichi enormemente maggiori, ci inquieta invece il cedimento di carri leggeri, peraltro senza carico. E su questo argomento abbiamo preannunciato una nota sulla gestione dell'intero comparto manutenzione». E sempre la sicurezza, ma quella stradale, ha tenuto banco nel confronto con i vertici di Rfi. «Saranno condotti annuncia Del Monaco (Rfi)- da Rfi sopralluoghi tecnici per la riqualificazione dell'Appia, lungo la tratta che collega Maddaloni a Cervino». Sulla statale, che sarà tagliata in due dalla trincea ferroviaria Bari-Napoli, si valuterà la fattibilità del rifacimento di circa 3,5 chilometri non solo della pavimentazione ma anche di parte dei sottoservizi e delle infrastrutture laterali.

 

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