Uccide moglie e figlio: dietro l'ira
la gestione dei fondi di famiglia

Domenica 24 Giugno 2018 di Elio Zanni
Uccide moglie e figlio: dietro l'ira la gestione dei fondi di famiglia

Tragedia familiare nelle campagne di Teano, le ricerche per accertare la verità e tentare di comprendere almeno il senso dell'inspiegabile gesto di un padre che uccide moglie e figlio e poi si suicida, proseguono a tutto campo. E forse era in corso una discussione che magari verteva sulle sorti dell'azienda agricola quando è successo l'irreparabile; chissà. Fatto sta che sono in corso delle indagini patrimoniali, proprio sullo stato economico e finanziario dell'impresa di Franco Fioretti, il 72enne che lo scorso giovedì sera in preda a un raptus di follia ha ucciso a fucilate suo figlio 44enne, Felice Fioretti, dottore commercialista e sua moglie Angela Barotta di 63 anni; per poi rivolgere il fucile contro se stesso. In queste ore si apprende che è giunto alle battute finali «si tratta solo di validare e trasmettere in plico i dati tecnici rilevati» il processo d'identificazione delle impronte digitali presenti sui volanti delle quattro autovetture rinvenute nel frutteto degli orrori e poste sotto sequestro. Dunque, l'attesa, ora, è tutta per i risultati degli esami autoptici affidati quattro giorni fa, contestualmente al trasferimento dei corpi, al centro di medicina legale di Caserta.

La clessidra è capovolta. Forse ancora due giorni e gli investigatori avranno a disposizione un quadro delle cose sufficientemente ampio per definire quanto accaduto a Taverna Zarone, frazione di Teano incuneata tra Riardo e Vairano. Trascriveranno così in maniera ufficiale la cronaca organica dei fatti, potendo anche affacciare dal punto di vista tecnico ipotesi più che verosimili sul possibile movente che ha trasformato per un attimo il cervello di Franco, sempre lucido e razionale, in un nido di vespe spingendolo a consumare una tragedia che coloro che hanno conosciuto l'uomo «retto e corretto» non esitano a definire: «Inspiegabile». Fino a questo momento la ricostruzione dei fatti è legata alle dichiarazioni rese ai carabinieri di Teano, del nucleo operativo e radiomobile provinciale di Capua del capitano Francesco Mandia, dal guardiano dell'azienda agricola Fioretti. Pare che l'uomo di nazionalità albanese «udite le urla e i ripetuti spari (si parla addirittura di «sette fucilate») in preda al panico abbia preferito allontanarsi a gambe levate dal fondo agricolo.

Ed erano ormai le 19:30 quando l'albanese bracciante agricolo e guardiano - per sua stessa dichiarazione - guadagnata che aveva quasi l'uscita, ha telefonato ad alcuni parenti delle vittime e infine al 112. Solo assieme ai militari dell'Arma sarebbe poi stato percorso a ritroso il viale sterrato. È così che sono stati rinvenuti i tre corpi senza vita. Dalle notizie apprese, essi erano come disposti a triangolo, distanti tra loro qualche metro e riversi sul selciato antistante la baracca di lamiere del casolare immerso nel frutteto. Quello di Felice e di sua madre Angela, visibilmente attinti tra la gola e il petto, mentre, sempre osservando le lacerazioni, si ritiene che Franco si sia puntato il fucile alla gola e abbia fatto fuoco dal basso verso l'alto. Con i risultati delle autopsie se ne saprà molto di più. E inoltre, dopo la restituzione delle salme, finalmente parenti e amici potranno dare l'ultimo saluto alle tre vittime.
 

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