Uccise e fece a pezzi Vincenzo,
ora accusa: «Mi aiutò un complice»

di Mary Liguori

È stato interrogato ieri, a fine udienza, dal pm della Procura di Napoli Nord, Ciro Guarente, l’assassino reo confesso di Vincenzo Ruggiero, il 25enne ucciso e fatto a pezzi nel luglio del 2017. L’interrogatorio era stato richiesto da tempo dallo stesso imputato, intenzionato, a suo dire, a rivelare, finalmente, tutta la verità sull’atroce fine che ha riservato a Ruggiero che uccise a colpi di pistola e poi fece a pezzi. Guarente che avrebbe riferito al sostituto procuratore il nome di un presunto complice che lo avrebbe aiutato a commettere il delitto. L’interrogatorio dell’imputato che, da qualche tempo, sta tentando tutte le mosse per evitare quello che sembra inevitabile, ovvero la condanna all’ergastolo, è durato circa quattro ore ed è stato condotto dal pm Petronella della Procura diretta da Francesco Greco. Il processo riprenderà nel mese di settembre. Alla sbarra, oltre a Guarente, c’è Francesco De Turris, accusato di aver fornito all’assassino la pistola usata per uccidere Ruggiero. Il delitto del giovane Vincenzo sconvolse sia Parete, dove vive la famiglia, che il quartiere in cui furono ritrovati i poveri resti della vittima, Ponticelli. Solo la settimana scorsa è stato possibile celebrare i funerali del ragazzo a causa del lungo iter di accertamenti.
 
Giovedì 12 Luglio 2018, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 11 Luglio, 20:24
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