«Vendeva» impieghi alla Federico II,
a processo finto assistente del prof

Sabato 20 Aprile 2019 di Biagio Salvati
Si presentava come assistente di un professore dell'Università degli studi di Napoli Federico II garantendo l'assunzione presso gli uffici amministrativi dell'ateneo napoletano. Per questa accusa, il gup del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Orazio Rossi ha rinviato a giudizio un ex dipendente amministrativo della stessa Università partenopea, Ciro Palumbo, 40 anni, originario di Torre del Greco ma residente a Napoli e ha assolto il suo presunto complice, Giuseppe Iodice, 62 anni, di Macerata Campania.

Le accuse risalgono al 2016, quando furono avviate le indagini della Procura condotte dal pubblico ministero Massimo Urbano. Ipotesi di reato sostenute in udienza con rito abbreviato (per Iodice, difeso dall'avvocato Natalino Giannotti) dal sostituto procuratore Chiara Esposito che aveva chiesto per l'assolto, otto mesi di reclusione. Secondo i militari della Guardia di Finanza di Caserta, Palumbo avrebbe truffato nel con il complice originariamente anche lui vittima del Palumbo, si è accertato poi in udienza - di una quarantina di persone convinte ciascuna a versare la somma di tremila euro in contanti per essere inserite nell'elenco dei partecipanti ad un corso di formazione per la pubblica amministrazione. Elenco, promettevano i due truffatori, dal quale la Federico II avrebbe attinto i nominativi dei soggetti da assumere, a tempo indeterminato, nel settore tecnico-amministrativo. Per gli indagati, il gip all'epoca emise un decreto di sequestro preventivo per una somma, ritenuta il provento delle truffe, pari a 105mila euro. Circa cinquantamila euro, sono state restituite a Iodice. Nel corso delle perquisizioni eseguite dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, furono recuperati 60mila euro. La vicenda, nel 2017, finì anche a «Striscia la Notizia»: nel corso di un servizio dal titolo «Vende posti di lavoro alla Federico II di Napoli», uno dei truffati riconobbe nella persona intervistata, a volto coperto, proprio il falso assistente del professore universitario, appunto Palumbo.

Millantava di essere in servizio presso il Dipartimento di Economia e di fare l'assistente di un professore di diritto del Lavoro (L.F. all'oscuro di tutto), cui aveva rubato indirizzi di posta elettronica e password. Palumbo si faceva pagare subito , poi inviava, sempre usando il nome del professore, una convocazione agli aspiranti impiegati per la stipula del contratto, nel frattempo organizzava presso un ristorante di Caserta riunioni interlocutorie in cui rinviava continuamente la data del contratto. Molti dei truffati hanno denunciato la cosa, anche il professore di cui Palumbo sfruttava il nome. Essendo una vicenda risalente al 2016, le vittime non sono state incriminate di concorso nel reato, come sarebbe accaduto oggi alla luce della nuova normativa. © RIPRODUZIONE RISERVATA