Via Europea della Seta,
la Reggia di Carditello si candida

Venerdì 22 Ottobre 2021
Via Europea della Seta, la Reggia di Carditello si candida

Dopo essere stata salvata dall'abbandono e valorizzata, la Reggia borbonica di Carditello, situata nel comune di San Tammaro , si candida ad entrare a far parte della Via Europea della Seta, il nuovo itinerario culturale promosso dal Comune di Venezia con il supporto della sede italiana del Consiglio d'Europa, organismo che conta 47 membri, una sorta di «sorella maggiore» dell'Unione Europea a 27 Stati.

Un progetto che va avanti da circa cinque anni ma che non è ancora arrivato alla conclusione con la certificazione da parte del Consiglio d'Europa.

Della nuova via della Seta, ma anche delle connesse attività di bachicoltura e gelsicoltura, si è discusso al convegno tenutosi alla Reggia di Carditello, e intitolato «Via Europea della Seta: Gelsicoltura e bachicoltura - nuove opportunità».

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«Sono 45 gli itinerari culturali certificati dal Consiglio d'Europa dal 1987 ad oggi - ha illustrato Luisella Pavan-Woolfe, direttrice della sede italiana del Consiglio d'Europa - di cui ben 29 passano in Italia, il Paese dove queste iniziative hanno riscosso maggior successo, anche perché ricco di storia. Il numero non elevato di itinerari fa capire come si tratti di un 'club esclusivò, dove non è facile accedere; per potervi entrare è necessario che un territorio possieda tradizione, storia ma anche potenzialità di innovazione e sviluppo sostenibile. E Carditello ha tutte queste vocazioni; peraltro qui si è fatto un miracolo rilanciando questa bellissima Reggia».

Con Venezia, Carditello e il casertano condividono lo stesso patrimonio di produzione e commercializzazione della seta, basta pensare alla storica località di San Leucio, frazione del capoluogo Caserta, dove dal tempo dei Borboni l'arte serica è protagonista e le famose sete vanno in giro per il mondo.

Per Carditello sarebbe fondamentale essere inserito nel nuovo itinerario, perché ciò avrebbe ricadute anche sul piano turistico e quindi economico. «Gli Itinerari culturali del Consiglio d'Europa - spiega Luisella Pavan-Woolfe - sono uno strumento di dialogo interculturale, cooperazione transnazionale, sviluppo sostenibile e recupero del patrimonio materiale e immateriale europeo unico nel suo genere. Questi offrono anche un'opportunità di ripensare il turismo attraverso approcci più resilienti e sostenibili».

«Una iniziativa di notevole merito - dice Nicola Caputo, assessore agricoltura della Regione Campania, tra gli organizzatori dell'evento - basti pensare che la gelsicoltura oggi si avvale di nuove conoscenze e persegue nuovi utilizzi. È necessario non solo rivalutare ed incentivare le coltivazioni di gelsi per l'allevamento del baco da seta, ma anche sviluppare politiche a sostegno dei giovani che intendono intraprendere attività in questo settore. E la Reggia di Carditello deve diventare un presidio per l'agricoltura».

«Il Real Sito di Carditello - afferma Roberto Formato, direttore della fondazione - è un luogo direttamente collegato all'antica arte serica, in connessione con la tradizione della vicina San Leucio. Stiamo sviluppando numerosi progetti con il Consorzio San Leucio Silk, Club per l'Unesco e Coldiretti Caserta per stimolare i giovani agricoltori, coinvolgendoli in attività di gelsicoltura e bachicoltura, e rilanciare la produzione. Abbiamo già impiantato un migliaio di piantine, promuovendo il Sentiero dei gelsi che unisce la Reggia di Carditello alla stazione di Capua. Il gelso ha rappresentato per secoli una risorsa di immenso valore per la Campania Felix e oggi intendiamo rilanciare questa vocazione».

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Per il presidente della fondazione Luigi Nicolais, «il percorso di rilancio della Reggia nel senso di uno sviluppo sostenibile è più che mai avviato. Presto presenteremo al ministro Carfagna il progetto per acquisire nuovi terreni, e farvi una piantagione du bambù per abbattere l'anidride carbonica».

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