Vigili urbani al buio, sos
​dalla Variante e rischiano la vita

Domenica 8 Settembre 2019 di Giuseppe Miretto
Riesplode il «caso vigili urbani» che si sentono insicuri e per questo denunciano lo stato in cui sono costretti a lavorare, scrivendo al sindaco, al funzionario capo e all'Ispettore del lavoro. Gli animi si sono surriscaldati dopo un intervento serale in seguito al quale gli agenti hanno rischiato di essere investiti perché non hanno i lampeggianti, né pile, tantomeno le divise catarifrangenti. Altro che soccorso e gestione in sicurezza dei sinistri stradali: gli interventi effettuati dalla polizia municipale di sera non sono a norma e ad alto rischio per l'incolumità sia degli agenti che degli automobilisti soccorsi. E così più che il solito stato di agitazione, arriva un denuncia.

«È drammatica la situazione lavorativa dei vigili - spiega, in una nota, Giuseppe De Lucia - segretario provinciale del Csa,- perché la categoria è mandata al macello senza tutela di nessun tipo». Agenti quasi appiedati, con vetture di pattuglia senza lampeggianti, privi di dispositivi di protezione individuali senza collegamenti radio e sistemi di comunicazione. E così, di nuovo, i vigili urbani si rifiutano di prestare pattugliamenti o servizi di vigilanza e rilievi di incidenti stradali su strade extraurbane non illuminate, nei punti critici della viabilità cittadina e sempre dopo il tramonto. È bastato l'ennesimo incidente, enerdì sera dopo le 20.30, sulle rampe di accesso tra la Variante Anas Maddaloni - Santa Maria C.V. e l'ex statale 265, per far esplodere la contestazione documentata sull'«assenza di sicurezza sul luogo di lavoro».

 

I vigili urbani non vogliono solidarietà ma il rispetto delle norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Non si sottraggono all'obbligo di rilevare sinistri stradali. Ma avanzano una pretesa clamorosa. «Vogliamo essere scortati - testimonia Franco Notarstefano, vigile urbano della Rsu aziendale- perché solo per pura casualità, non stiamo a raccontare di danni e incidenti a carico degli operatori». Così, in assenza di idonea attrezzatura, nei luoghi critici e senza visibilità chiedono l'ausilio delle pattuglie dei Carabinieri o dell'Esercito. Per il Comune nella qualità di datore di lavoro e quindi la dirigenza, arriva una messa in mora: «La pretestuosa mancanza di personale e strumenti non assolve il sindaco e tutti i vertici da eventuali responsabilità nel diramare o coordinare disposizioni di servizio senza calcolare il rischio a cui espongono i colleghi».
I vigili urbani non si fanno mancare nulla: anche la macchina fotografica è cieca al buio. L'ultimo sinistro è stato rilevato con i cellulari personali. Se il riordino della Polizia Municipale è una questione decennale, sono periodiche e quasi permanenti le agitazioni degli operatori ecologici. Da domani, cessano i servizi di raccolta dei rifiuti supplementari in notturna. Sarà applicato alla lettera il capitolato d'appalto: inizio del servizio alle ore 6 e rimozione dei rifiuti, con annesso spazzamento, garantito solo in funzione del numero dei mezzi a disposizione del personale in campo. In pratica, garantiti i servizi essenziali è garantita la non rimozione totale in tutta l'area urbana. Senza riassetto e turni in notturna la città resterà sporca. Ritorna la mai risolta contestazione formalizzata dai sindacati confederali: «Carenza di personale, eccessivi carichi di lavoro, soprattutto penuria di mezzi d'opera necessari».
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