Morti improvvise per il vaccino Covid? Uno studio svela la verità: «Nessun aumento di infarti, ictus e miocarditi»

Lo studio, coordinato da Lamberto Manzoli dell'Università di Bologna, ha seguito per 18 mesi l'intera popolazione della provincia di Pescara

Morti improvvise per il vaccino Covid? Uno studio svela la verità: «Nessun aumento di infarti, ictus e miocarditi»
Morti improvvise per il vaccino Covid? Uno studio svela la verità: «Nessun aumento di infarti, ictus e miocarditi»
Mercoledì 18 Gennaio 2023, 13:10 - Ultimo agg. 19 Gennaio, 13:14
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Malori e morti improvvise causate dal vaccino anti Covid? Sul cavallo di battaglia dei no-vax, sempre pronti a puntare il dito contro il vaccino dopo ogni caso di giovane vita spezzata da un malore, da un infarto o da un tumore, non c'è alcuna prova. Anzi, una ricerca italiana che ha seguito per un anno e mezzo migliaia di persone dice tutto il contrario: i vaccini non hanno causato un aumento delle malattie del cuore.

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Vaccini non aumentano malattie cuore

Lo studio, coordinato da Lamberto Manzoli dell'Università di Bologna, ha seguito per 18 mesi l'intera popolazione della provincia di Pescara, raccogliendone i dati sanitari: secondo i risultati della ricerca, pubblicata sulla rivista Vaccines, i vaccini anti Covid non hanno causato un aumento del rischio di eventi avversi come infarti, ictus, arresti cardiaci, miocarditi, pericarditi e trombosi venose profonde. Nessuna patologia è risultata più frequente tra i vaccinati rispetto ai non vaccinati. Lo studio è al momento l'unico al mondo che ha seguito la popolazione per più di un anno.

La ricerca durata un anno e mezzo

La ricerca, condotta dal Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche dell'Ateneo bolognese, in collaborazione con l'Università di Ferrara e l'Asl di Pescara, ha raccolto i dati sanitari dei residenti nella provincia abruzzese e ha analizzato la frequenza di alcune malattie gravi cardiovascolari e polmonari, tenendo in considerazione numerosi fattori come l'età, il sesso e il rischio clinico dei partecipanti. «I risultati che abbiamo ottenuto - dice il professor Manzoli - mostrano in modo netto che tra i vaccinati non c'è stato un aumento di rischio di malattie gravi. Vi sono stati casi isolati negativi, ma il profilo di sicurezza dei vaccini utilizzati durante la pandemia è stato confermato: sarà ora importante continuare il follow-up su un periodo più lungo».

L'analisi ha anche confermato che le persone vaccinate che hanno contratto il Covid sono più protette contro il Coronavirus rispetto a chi è guarito senza essersi vaccinato. Una maggiore incidenza delle patologie considerate è invece emersa tra chi non ha contratto il Covid e ha solo una o due dosi di vaccino, rispetto a chi ne ha tre o più. «Questo dato controintuitivo - spiega Manzoli - è dovuto a un bias epidemiologico causato dalle restrizioni attuate durante l'emergenza: l'83,2% delle persone vaccinate che non ha contratto il Covid ha ricevuto almeno tre dosi di vaccino: chi ha ricevuto solo una o due dosi non ha completato il ciclo vaccinale, o perché è deceduta o perché è stata scoraggiata dall'insorgenza della malattia»

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