Centenario dell'Istituto Italiano di Cultura di Praga all'insegna di Napoli tra teatro, musica e arte presepiale

Un articolato programma di eventi

Foto di scena: Perché non io? / Why not me? - Teatro NEST, Fondazione Campagna Festival, Napoli, Divadlo Archa
Foto di scena: Perché non io? / Why not me? - Teatro NEST, Fondazione Campagna Festival, Napoli, Divadlo Archa
di Mariagiovanna Capone
Martedì 15 Novembre 2022, 21:25
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L’Istituto Italiano di Cultura di Praga, il più antico dell’intera rete internazionale, festeggia il centenario della sua fondazione all'insegna di Napoli. Per celebrare le radici profonde di una diplomazia culturale che ha origini lontane e si è evoluta al passo con i tempi per ottimizzare e mettere a sistema l’offerta di lingua, stile di vita e cultura italiane in tutte le sue espressioni, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia a Praga e con l'Istituto, ha predisposto un articolato programma di eventi che prenderà avvio nella capitale ceca in occasione della XII edizione del Festival internazionale di teatro documentario AKCENT. Col sostegno del Centro Ceco di Roma, il 16 e il 17 novembre si terrà l'anteprima dello spettacolo «Perché non io? / Why not me?», una coproduzione del teatro Archa, di NEST - Napoli Est Teatro e Campania Teatro Festival, frutto del lavoro elaborato da Jana Svobodovà in occasione di una residenza condotta dalla regista nel dicembre dello scorso anno e nel giugno 2022 a Napoli, con i giovani artisti di NEST e il loro mentore, Andrea Vellotti, nell'ambito del progetto «Quartieri di Vita. La vita contagiata dal teatro sociale». Nel teatro Archa, nove giovani attori dell'area Est di Napoli racconteranno storie personali attraverso potenti immagini metaforiche maturate durante un laboratorio di ascolto estremo; un metodo che porta gli interpreti alla creazione autonoma basata sul principio del rispetto reciproco. Nove storie di ragazzi che vivono a Napoli e amano il teatro, sognano di partecipare a un film di Sorrentino, hanno recitato in una serie su Netflix e in un cortometraggio nominato agli Oscar italiani, aspirano ad essere drammaturghi, poeti, attori professionisti. Si tratta di Alessandra Mantice, Alessandro Berlino, Michele Ferrantino, Claudia Fico, Lorenzo Izzo, Luigi Cardone, Luigi D’Amore, Domenico Moccia e Daniela De Vita.

Si prosegue il primo dicembre al Teatro ABC - Prague City Theatre, con lo spettacolo prodotto dal Piccolo Teatro di Milano «Le voci di Dante» con Toni Servillo, un viaggio narrativo nel segno di Dante e di un patrimonio culturale unico al mondo qual è quello rappresentato dalla Divina Commedia. Una rappresentazione teatrale che affronta una delle opere fondanti della letteratura mondiale attraverso l’originale chiave di lettura offerta da uno scrittore napoletano contemporaneo: Giuseppe Montesano. Sempre nell'ambito delle celebrazioni, il 2 dicembre Toni Servillo parteciperà con il suo film «Qui rido io», regia di Mario Martone, all’inaugurazione praghese del MittelCinemaFest, il Festival centro europeo del cinema italiano, giunto alla decima edizione grazie al sostegno, tra gli altri, dell'Istituto Italiano di Cultura, dell'Ambasciata d'Italia a Praga, di Cinecittà, della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca e della comunità d'affari italiana.

Le festività natalizie e le celebrazioni del centenario costituiranno l’occasione più propizia per l’allestimento nella Cappella Barocca e nella Sala capitolare dell’Istituto di quello che viene chiamato il «Presepe del Re»: il monumentale presepe napoletano, composto da oltre 100 figure, realizzato con i pastori settecenteschi e ottocenteschi raccolti agli inizi del ‘900 da Lamberto Loria, per poi essere esposti nel 1911 in occasione della Mostra di Etnografia italiana tenutasi a Roma per i 50 anni dell’Unità d’Italia, e oggi parte delle collezioni di arti e tradizioni popolari del Museo delle Civiltà della Capitale. L’iniziativa inaugura inoltre un ampio progetto di collaborazione tra la Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale della Farnesina, e il ministero della Cultura - Direzione generale Musei, volto a valorizzare all’estero il patrimonio custodito dai musei italiani e non esposto, nell’ottica di consentirne la conoscenza e la fruizione da parte di un più vasto pubblico internazionale. La mostra «Il racconto della bellezza. L’immagine del Natale nel presepe napoletano» sarà aperta al pubblico dal 18 dicembre 2022 al 18 gennaio 2023, con ingresso gratuito.

A chiusura delle celebrazioni del Centenario per l’anno 2022, un omaggio particolare sarà portato a Praga il 18 dicembre nella prestigiosa sala concerti del Rudolfinum, dal Teatro di San Carlo di Napoli, il più antico teatro d’opera del mondo che sia sempre stato in attività dalla sua fondazione, nel 1737, e tra i maggiori simboli della cultura italiana. Il compito di comunicare attraverso l’arte musicale dei grandi compositori italiani dell’Ottocento sarà affidato al più giovane organico del Teatro napoletano, l’Accademia di Canto Lirico, avviata nel 2021, durante la pandemia di Covid19, come simbolo di rigenerazione e rinascita. Sotto la direzione del Maestro Maurizio Agostini, per il concerto praghese l’Accademia di Canto lirico proporrà alcune pagine immortali delle quattro “corone” italiane del melodramma romantico: Rossini, Bellini, Donizetti e Verdi, alternate a Ouverture eseguite dall’Orchestra del Teatro di San Carlo.

Nato nel giugno 1922 grazie all’impegno di accademici e intellettuali e ai finanziamenti dei governi italiano e cecoslovacco, l’Istituto Italiano di Cultura di Praga fu inaugurato ufficialmente il 2 marzo del 1923 alla presenza del ministro d’Italia Antonio Chiaromonte Bordonaro e del ministro degli Esteri cecoslovacco Edvard Beneš. Lo stesso Presidente Masaryk contribuì con una donazione in denaro per sostenere la nuova istituzione, nata «con lo scopo di diffondere e approfondire la conoscenza della cultura italiana in Cecoslovacchia e di organizzare reciproci rapporti intellettuali e artistici» (art. 3 dello Statuto Sociale). L’Istituto ha più volte cambiato sede nel corso degli anni fino a stabilirsi nell’attuale edificio nel quartiere di Mala Strana, un ex monastero e ospedale legato alla storia della comunità italiana presente in Boemia fin dal Rinascimento. 

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