Via Appia, patrimonio Unesco: il primo sì porta anche in Campania

Una tappa irrinunciabile per scoprire la storia della strada più importante del mondo antico è al museo archeologico oggi a Santa Maria Capua Vetere, dove è allestita la mostra permanente «I segni del paesaggio: l’Appia e Capua»

La campagna per il riconoscimento Unesco
La campagna per il riconoscimento Unesco
Mercoledì 29 Maggio 2024, 20:42
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La via Appia in direzione patrimonio Unesco. L'Icomos, l'organo tecnico-consultivo della agenzia delle Nazioni Unite, ne ha raccomandato l'iscrizione nella lista. «È una bellissima notizia per l'Italia», ne dà notizia il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, orgoglioso del passo avanti, e delle sue origini campane. Perché la storia di questa strada comincia, anzi porta, proprio nella sua regione: la via Appia fu costruita nel 312 avanti Cristo per unire Roma e Capua, e fu base militare durante lo scontro con i sanniti, nonché asse strategico.

La strada più importante di un mondo antico è lunga oltre 600 chilometri, di cui 180 in Campania, collega anche due mari: per secoli è stata porta socchiusa verso Oriente, occasione di incontro tra popoli, culture, civiltà. E, per saperne di più, nell'attesa che l'iter per il riconoscimento si completi, una tappa irrinunciabile è al museo archeologico dell’antica Capua, oggi Santa Maria Capua Vetere, dove è allestita la mostra permanente «I segni del paesaggio: l’Appia e Capua».

Ma la candidatura, promossa dal ministero della Cultura, coinvolge naturalmente più regioni, ben quattro: Lazio, Campania, Puglia e Basilicata, e anche 13 tra città metropolitane e province, 73 Comuni e 14 enti parco su cui insiste la via consolare romana e dove sono ancora presenti le sue vestigia.

In più, c'è il contributo della pontificia commissione di Archeologia Sacra. Con la “Regina Viarum” l’Italia potrebbe raggiungere il traguardo di 60 siti riconosciuti, «confermando la sua indiscussa leadership mondiale in questo campo», sottolinea Sangiuliano.

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