«La piazza», Angela Vecchione racconta la Napoli dolente del 1985

Sabato 5 Dicembre 2020 di Marco Perillo
«La piazza», Angela Vecchione racconta la Napoli dolente del 1985

La Napoli del 1985, città difficile alle prese col post terremoto e soprattutto con una criminalità organizzata nel suo momento apicale. In questo scenario, in cui la luna è silenziosa e assente anche nei confronti di chi cerca di amarsi, Antonio è un uomo che ha un peso che lo opprime, tormentato da ricordi che solo l’eroina gli rende sopportabili. Giuliana, invece, tiene nascosto dentro di sé un passato traumatico da cui vorrebbe fuggire. Domenico il passato non lo vuole dimenticare, perché nessun altro debba subire la sua stessa ingiustizia. Salvatore, infine, dell’illegalità ha fatto un mestiere, legandosi alla camorra.

Con uno stile crudo e fortemente realistico, Angela Vecchione regala ai lettori “La piazza”, il suo primo romanzo edito da Robin Edizioni (16 euro, 280 pagine). Tante storie intrecciate, una polifonia del dolore e del riscatto, in cui la vera protagonista è una donna che si caricherà ogni cosa sulle spalle e lotterà per ottenere un futuro diverso. I temi trattati sono gli abusi sessuali, la dipendenza dall’eroina, l’aborto, la malavita, nel racconto di una Napoli che è stata, dall'umanità dolente ma piena di speranza.

Avellinese, laureata in Lingue e Letterature straniere, l'autrice ha vissuto a Roma, San Francisco, Torino, Doha, Milano. Fa parte della redazione di exlibris20, rivista letteraria fondata da Lea Iandiorio, ex direttrice della Scuola Holden di Alessandro Baricco. Dal 2012 Angela Vecchione risiede stabilmente a Torino, dove insegna inglese e spagnolo.

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