Addio commissario Ricciardi? Fan in rivolta sui social

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Grande attesa per l'uscita del libro «Il pianto dell'alba - Ultima ombra per il commissario Ricciardì» (il 25 giugno per Einaudi, 336 pag.) e trepidazione per il tipo di fine che sarà riservata al detective napoletano che da 15 anni vive nei romanzi di Maurizio De Giovanni. Ieri sera lo scrittore ha postato su Facebook «Vai, amico mio. E porta con te il mio cuore», mettendo i lettori e fan in allarme e le reazioni sui social non si sono fatte attendere. Tanto che la stessa casa editrice oggi ha rilanciato sul proprio profilo il post dello scrittore, ma anche la copertina del libro, ricordando che è il romanzo con cui il commissario Ricciardi chiude il suo ciclo, nonché i commenti degli utenti.

Vanna scrive: «Non credo che anticipi così la sua morte. Signori miei, offendete la sua intelligenza», Elena passa direttamente agli avvertimenti: «Io dico che Misery non deve morire!!! Stephen King docet !!! Statte accuorto guagliò !»; Sergio non ha dubbi: «Ce lo porterà via di sicuro», Serena Galligani dice: «Mi auguro solo che non ce lo spezzi il cuore» (riferendosi al posto del giallista napoletano). Sarà una fine violenta? Sarà un consapevole addio al mondo investigativo? Qualche indizio nella quarta di copertina del libro, che non lascia presagire nulla di buono: «La paura, pensò Ricciardi. La paura, quella morsa allo stomaco e al cuore, il respiro che si fa corto, il sudore. Se hai qualcuno che ami, se qualcuno dipende da te, la paura è diversa. Cambia colore». Quindi su cosa si troverà ad indagare il commissario questa volta? «Tutto il dolore del mondo - si legge ancora - è questo che la vita ha riservato a Ricciardi. Almeno fino a un anno fa. Poi, a dispetto del buonsenso e delle paure, un pezzo di felicità lo ha preso al volo pure lui. Solo che il destino non prevede sconti per chi è condannato dalla nascita a dare compassione ricevendo in cambio sofferenza, e non è dunque su un omicidio qualsiasi che il commissario si trova a indagare nel torrido luglio del 1934. Il morto è l'uomo che per poco non gli ha tolto la speranza di un futuro; il principale sospettato, una donna che lo ha desiderato, e lo desidera ancora, con passione inesauribile. Così, prima di scoprire in modo definitivo se davanti a sé, ad attenderlo, c'è una notte perenne o se ogni giorno arriverà l'alba con le sue promesse, deve ancora una volta, più che mai, affrontare il male. E tentare di ricomporre, per quanto è possibile, ciò che altri hanno spezzato».

Va ricordato che l'addio era stato preannunciato da Maurizio de Giovanni già nel 2017, in occasione dell'uscita di «Rondini d'Inverno». Lo scrittore aveva affermato di non voler diventare un giallista seriale come Andrea Camilleri e che entro il 2019 le indagini di Ricciardi avrebbero avuto un epilogo, seguite a ruota dagli ultimi due romanzi del ciclo I Guardiani, e altri quattro de I bastardi di Pizzofalcone. Ricciardi non è un uomo qualunque, ma è dotato di una capacità particolare che gli permette di ribaltare le indagini e trovare il colpevole. Intanto sono iniziate da poche settimane le riprese a Taranto della fiction che vedrà Lino Guanciale nei panni del Commissario Ricciardi, con la regia di Alessandro D'Alatri. Il regista ha diffuso una foto del protagonista sul suo profilo Instagram. Dopo il successo ottenuto da I Bastardi di Pizzofalcone, quindi, la Rai è pronta a replicare il successo della trasposizione in fiction dei romanzi di De Giovanni. Ambientata nella Napoli degli anni Trenta, la fiction verrà ripresa oltre che in Campania anche in Puglia, in particolare a Taranto. Per vedere la fiction prodotta da Rai Fiction in associazione con Clemart, bisognerà, però, aspettare il nuovo palinsesto 2019/2020. 
Mercoledì 12 Giugno 2019, 20:12 - Ultimo aggiornamento: 12-06-2019 21:17
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