Scomparsa la storica Anna Bravo, grande studiosa della questione femminile

Lunedì 9 Dicembre 2019

La storica Anna Bravo, studiosa originale e militante del '900 italiano, attenta alla questione femminile e alle tematiche della guerra partigiana, è morta ieri per un malore nella sua casa di Torino all'età di 81 anni. La professoressa Bravo ha insegnato storia sociale all'Università di Torino.

Tra i suoi libri più recenti figurano "Intervista a Primo Levi, ex deportato" (con Federico Cereja, Einaudi, 2011), "La conta dei salvati" (Laterza, 2013) e "Raccontare per la storia" (Einaudi, 2014). Era nata a Torino nel 1938. Bravo ha pubblicato numerosi lavori sui movimenti politici e sociali del Novecento, sulla seconda guerra mondiale e la Resistenza ed in maniera particolare sul ruolo delle donne, che ha posto al centro delle sue ricerche e del suo impegno di militante femminista.

In giovane età Bravo fu attivista del Partito comunista, entrando poi in contatto con la rivista milanese "Mondo Beat", legata ai Provos olandesi, e militò quindi in Lotta Continua. Era membro del comitato scientifico della Fondazione Alexander Langer e dell'Istituto per la storia della resistenza "Giorgio Agosti". Nel 2018 ha ricevuto il Premio Nazionale Nonviolenza "per i suoi studi sulle donne, sull'impegno sociale da loro profuso, sulla resistenza armata e su quella nonviolenta, che hanno contribuito alla comprensione, progettazione, costruzione ed edificazione di una società solidale, nonviolenta e pacifica".

Tra gli altri suoi libri "donne e uomini nelle guerre mondiali" (Laterza, 1991), "In guerra senza armi (Laterza, 1995, con Anna Maria Bruzzone), "donne del '900" (Liberal, 1999, con Lucetta Scaraffia), "Storia sociale delle donne" (Laterza, 2001, con Lucetta Scaraffia), "Il fotoromanzo" (Il Mulino, 2003), "La vita offesa" (Franco Angeli, 2004), "Sopravvissuti" (Alinari, 2004, con Liliana Picciotto Fargion), "A colpi di cuore. Il Sessantotto" (Laterza, 2008). 

Ultimo aggiornamento: 11:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA