«Tempo di Iop», la ricetta di Filippo Poletti: «Uniamo le forze sul lavoro per ripartire»

Lunedì 25 Maggio 2020
«È tempo di IoP, di “intranet of people” o, più semplicemente, di fare rete-squadra in azienda. Vale al Sud come al Centro, al Nord e nelle isole d’Italia. Uniamo le forze sul posto di lavoro, a partire dalla comunicazione interna». Lo spiega Filippo Poletti, autore del libro su come ripartire nel post-coronavirus dal titolo “Tempo di Iop: Intranet of people” edito a Palermo da Dario Flaccovio e disponibile come ebook, dal 28 maggio sarà distribuito in formato cartaceo nelle librerie.

«Coinvolgiamo tutti i dipendenti come ha fatto Siare Engineering, l’azienda di Crespellano-Valsamoggia in Emilia con 35 dipendenti, incaricata dalla Protezione Civile di fabbricare, entro il 31 luglio, 2.350 respiratori polmonari», prosegue il giornalista, esperto di comunicazione interna d’impresa –. Dei 1.500 apparecchi prodotti tra il 9 marzo e il 19 maggio e utilizzati per dare ossigeno ai malati di coronavirus in Italia, 142 sono stati consegnati negli ospedali del Sud, rispettivamente 50 in Campania, 25 in Sicilia, 22 in Basilicata, 20 in Puglia, 15 in Calabria e 10 in Molise: all’ospedale del Mare di Napoli, al Centro covid Boscotrecase di Napoli e all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno sono stati destinati i 50 respiratori costruiti per il territorio campano. Tutto questo è stato possibile grazie al gioco di squadra fatto da Siare assieme all’Esercito e ad altre grandi aziende come Ferrari e Fca.

Pubblicato nel 50esimo anniversario dello Statuto dei lavoratori, celebrato il 20 maggio, il volume propone in 288 pagine, diversi esempi di comunicazione interna efficace e, alla fine di ciascuno dei 10 capitoli, presenta un’intervista fatta a imprenditori e docenti universitari. Tra questi c’è Gianluca Preziosa, direttore generale di Siare Engineering, l’azienda della Motor Valley emiliana che ha dato ossigeno agli ospedali di tutta Italia al tempo del coronavirus, ivi compresi quelli del Sud. Dei 1.500 apparecchi già fabbricati, 142 sono stati consegnati negli ultimi 2 mesi nel Sud: a collaborare all’impresa sono stati anche lo stabilimento della Ferrari di Maranello e la fabbrica di Fca di Cento, entrambe specializzate nel settore della meccatronica.

A raccontare l’unità d’intenti, realizzata in Siare e testimoniata anche pubblicamente tramite il racconto di testi, foto e video fatto su Facebook, è Poletti che, in “Tempo di Iop: Intranet of people”, intervista il manager Preziosa: «Lo sforzo fisico è stato vissuto con una carica emotiva molto forte – spiega l’imprenditore, classe 1973 –. Tutti noi sapevamo dove andavano a finire queste apparecchiature: prima arrivavamo, più vite umane avremmo salvato. Questa partecipazione ha suscitato nel gruppo un senso del dovere e di appartenenza alla nazione straordinario. Eravamo già una grande famiglia: questa impresa ci ha uniti ulteriormente. Ci siamo dimenticati che stavamo lavorando dentro una fabbrica: sembrava di essere dentro una grande casa, all’interno della quale l’unica missione era quella di aiutarsi reciprocamente».

L’impegno per i 142 respiratori prodotti per il Sud è stato possibile grazie anche alla collaborazione dell’Esercito italiano: «Dopo aver risposto positivamente alla chiamata del presidente del Consiglio – prosegue Preziosa intervistato da Poletti – in 24 ore eravamo già in contatto con il ministro della Difesa Guerini e la Protezione Civile che, nell’arco di due giorni, ci hanno messo a disposizione 25 tecnici della Difesa: li abbiamo fin da subito inseriti nel nostro team. Successivamente, per aumentare ulteriormente il ritmo della produzione, abbiamo avviato la collaborazione con Fca a Cento e Ferrari a Maranello. È nato tutto molto velocemente: il segreto per fare tanti respiratori è il lavoro a più mani».

«Per fare grandi imprese – continua Poletti, classe 1973, già vincitore del premio giornalistico Bellavista Franciacorta nel 2004 e promotore del portale Rassegnalavoro https://rassegnalavoro.it/ – occorre unire le energie. Solo coinvolgendo i dipendenti attraverso la comunicazione intera d’azienda è possibile raggiungere grandi risultati. La comunicazione interna può essere fatta tramite la intranet oppure con WhatsApp, le classiche email e aprendo su Telegram un canale riservato ai collaboratori». Tra gli esempi portati nel libro “Tempo di IoP: Intranet of People”, oltre a Siare, c’è quello del gruppo Eni con l’intervista a Valentina Uboldi, responsabile della comunicazione interna.

«Ripartire oggi – conclude Poletti – è possibile a una sola condizione: fare squadra anche con la comunicazione interna. Per questo è tempo di IoP, di intranet of people. © RIPRODUZIONE RISERVATA