Gianni Mura è morto: storico scrittore e giornalista, aveva 75 anni

Sabato 21 Marzo 2020
Giornalismo, morto Gianni Mura, storico scrittore e giornalista, aveva 75 anni
Ci mancheranno i racconti di Gianni Mura: i suoi articoli erano molto più che cronache. I suoi “pensieri”, che “La Repubblica”, il giornale per il quale scriveva e firmava da decenni e che venivano pubblicati la domenica erano tutt’altro che “cattivi”, come li definiva il titolo di quella splendida rubrica: erano buoni, buonissimi, ottimi. Era la società del suo e nostro tempo che si rispecchiava nello sport o viceversa. Erano pensieri che ti facevano pensare. Gianni Mura se n’è andato d’improvviso a 74 anni, a Senigallia, per un attacco cardiaco. Il calcio e, più ancora, il ciclismo, erano la sua cifra. Ma non il calcio e il ciclismo d’una volta, bensì quelli dell’oggi che Gianni, allievo ed erede di un altro Gianni, Gianni Brera, da molti considerato un Maestro. Perché una delle tante doti di Gianni Mura era la sua “contemporaneità”: sapeva d’ogni cosa, d’ogni evento, guardare, vedere e narrare il lato più attuale che proponesse. S’intendeva di sport ma non solo. S’intendeva di cucina e di vino. Era quel che si dice un uomo colto e curioso, etnia che si è via via rarefatta, nell’assenza di buone letture, e perfino di letture e basta, e di interesse a capire, spiegarsi e spiegare. Gianni era anche scrittore di romanzi: “Giallo su giallo” vinse anche un premio, il Grinzane. Non era tipo da gloriarsene più di tanto. Di più si sarebbe gloriato, specie con se stesso, del mestiere che faceva, lo splendido mestiere del cronista. E lo faceva non bene: di più. Come diceva Gianni Brera, e come avrebbe detto anche Lui, “ti sia lieve la terra”.

Il cordoglio della Lega. La Lega di Serie A ha espresso, a nome di tutti club, cordoglio per la scomparsa di Gianni Mura «celebre firma sportiva che ha raccontato con grande capacità ed esperienza le storie del calcio, e dello sport in generale, durante la sua lunga carriera», si legge in una nota. La Lega Serie A, a nome di tutte le Società, esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di un professionista «sempre in grado di fornire un punto di vista attento e competente alle vicende del nostro mondo».


L'Inter ricorda con stima e profondo affetto Gianni Mura, scomparso oggi a 74 anni. Il club nerazzurro ha voluto dedicare un pensiero, con una nota sul proprio sito, per esprimere il proprio cordoglio. «Ha raccontato pagine memorabili della storia del calcio, del ciclismo e dello sport in generale. Lo ha fatto con uno stile unico, accompagnando i lettori con i suoi articoli, le sue interviste e le sue rubriche cariche di spunti, arguzia, poesia. Una delle espressioni più grandi e migliori del giornalismo sportivo italiano. Non solo sport: ha portato il suo contributo e le sue parole anche su riviste di associazioni umanitarie, lasciando sempre un segno profondo».

«Il calcio, il ciclismo, la musica, la cucina. Giornalista di repubblica e scrittore, con la sua maestria #Gianni Mura sapeva raccontarci e trasmetterci mille vicende umane e mille sensazioni. Ci regalava passione: una delle cose più preziose per la vita di ognuno. Ci mancherà». È l'omaggio di Andrea Martella, sottosegretario all'Editoria, su Twitter, al giornalista scomparso.

Anche la Federcalcio si unisce al cordoglio della famiglia e di tutto il giornalismo italiano pewr la scomparsa di Gianni Mura. «Nella sua cinquantennale carriera ha raccontato lo sport, il calcio, e la Nazionale in particolare, con passione, professionalità e competenza». Secondo il presidente della Figc Gabriele Gravina, «Mura è stato un punto di riferimento per chi ama vivere e leggere di sport, un piacere per la lettura, mai banale. Ma ha rappresentato soprattutto una coscienza critica da cui trarre importanti spunti di riflessione».

«Ci hai donato poesia pura, traslandola sul tuo, nostro mondo. Oggi ha voluto riservarci un dolore immenso, tanto difficile da raccontare che, forse, avresti fatica anche tu, caro Gianni». E' il pensiero del presidente del Coni, Giovanni Malagò, a titolo «personale e del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, interpretando i sentimenti dell'intero mondo sportivo»


«Gianni Mura, una delle penne più belle del giornalismo italiano. Ha raccontato gli eroi dello sport nel corso di generazioni, riuscendo a coglierne le sfumature e i colori. Ed insieme a loro è entrato nella storia del movimento sportivo italiano». Così il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, ricorda il giornalista mancato oggi.

«Con Gianni Mura se ne va un pezzo di storia dello sport e della cultura del nostro Paese». Lo scrive su Twitter Luca Lotti, ex ministro dello Sport nel governo Gentiloni. Lotti cita anche una frase di Mura: «lo sport avrà tanti difetti, ma a differenza della vita nello sport non basta sembrare, bisogna essere». 
Ultimo aggiornamento: 16:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA