«Il grido» di Saviano
che merita l'ascolto

Giovedì 19 Novembre 2020 di Giuseppe Montesano
Roberto Saviano

Voglio dire subito, senza esitazioni, che Gridalo, il nuovo libro di Roberto Saviano appena uscito per Bompiani, è un libro indispensabile e, per quel che può valere il mio giudizio, è il suo libro più bello e personale. Gridalo parla a tutti i giovani che hanno ancora voglia di battersi per la giustizia e per le loro vite messe in pericolo mortale da un distruttivo meccanismo di potere, e Saviano si rivolge a loro sdoppiandosi nel Saviano adulto e scrittore affermato e nel Roberto ragazzo sedicenne e ribelle: e, per suggerire ai nuovi «coetanei» come non lasciarsi intrappolare dalla trama di inganni preparata per soffocarli, scrive una sorta di racconto di formazione in cui la vita dell'autore, le storie vere e l'analisi critica della realtà danno forma a una sarabanda narrativa in cui emozione e ragione sono inseparabili. E incontriamo Ipazia, la grande matematica dell'antichità che cristiani fanatici bruciarono in una chiesa denudandola per umiliarla, come fecero poi con Giordano Bruno; e incontriamo la Politovskaja scrittrice intrepida e esatta, umiliata e intrappolata dal sistema putiniano; sbattiamo in Castro, che in uniforme tradisce la rivoluzione e la trasforma in una dittatura; e scopriamo come Hitler umiliò Goebbels strappando da lui l'amore della sua vita, una slava e quindi un'inferiore per il fuhrer, per asservirlo; e entriamo nella Hollywood insanguinata di Seberg e Gary, nella storia di Martin Luther King e Hoover, nella tremenda e illuminante storia di Gloria Trevisan a Londra; e poi siamo colpiti da veri e propri racconti che sono però anche lucidi saggi: come la storia terribile e affascinante dei Dagos, gli emigranti italiani disprezzati negli States come oggi troppi italiani disprezzano i «neri», italiani mandati a lavorare nelle piantagioni, e considerati dai bianchi americani più facili da asservire dei «niggers»; o come la storia in cui Roberto in persona, Saviano, diventa personaggio in un processo del 2018, dove era parte in causa avendo denunciato per incitamento alla violenza e alla discriminazione razziale un gruppo antiebraico sul web, con la vicenda di Settimia Spizzichino intrecciata in maniera magnifica al processo.
L'importanza di Gridalo sta nel fatto che le infinite storie che lo popolano, e che si leggono spesso con la gola stretta dall'emozione e senza potersi staccare dalla lettura, vanno a comporre una radiografia del presente che per acume ed energia ha pochi uguali, non dico in Italia, ma nel mondo: perché Gridalo dà a chiunque lo voglia la possibilità di capire il meccanismo, essenziale nelle dittature dure e ancora più in quelle dittature «soft» che da tempo sbavano su di noi, di trasformare le vittime in colpevoli; un metodo che mette in croce i ribelli che chiedono la verità e i renitenti che voglio vivere liberi, usando per i meno pericolosi un sistema burocratico asfissiante, e per i più pericolosi il metodo della calunnia e del discredito; un metodo che senza uccidere una persona nel sangue la uccide rendendola un capro espiatorio, offerto all'odio che pochi potenti politico-economici padroni di piattaforme web inducono nelle masse, rese ebbre dall'intreccio dei social presunti liberi con il mediatico spettacolare.
Lo stile di Saviano ha trovato in Gridalo l'unione tra la complessità necessaria a capire il presente e la semplicità che è anima, una sintesi che lega i racconti di vite straordinarie ma vicinissime a noi con il lucido smontaggio dei meccanismi del potere sotto ogni maschera. E ora abbiamo un libro per questo tempo in cui l'inganno sembra essere diventato invisibile, un libro che chiama a sé chiunque non voglia essere un servo volontario di un meccanismo purgatoriale, un libro che dopo poche pagine dà anche al più distratto dei lettori la sensazione eccitante di un'opera vera: da leggere e da usare per vivere, ma sul serio. Un libro indispensabile: ai giovani ancora vivi, perché sono loro ad avere ancora abbastanza purezza di cuore per ribellarsi con intelligenza e sono soprattutto loro che nel prossimo ventennio saranno gettati nella macchina per decervellare; e agli adulti ipnotizzati che sono infelici e prigionieri e che invece di liberarsi vogliono infelici e prigionieri anche gli altri, perché riscoprano l'intelligenza che si potenzia con l'emozione e impara a leggere le cose distorte della realtà per tentare di raddrizzarle. È già impossibile farlo? Dipenderà da quanti ribelli e renitenti ci saranno. Leggete Gridalo con il cuore e con la mente aperti, e poi ne riparleremo.
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