​Juarez del Sud, racconti kafkiani dal Vesuviano

Venerdì 22 Novembre 2019 di Marco Perillo
Un po' di fantascienza, un po' di metafiction e un'esperienza letteraria in cui si rischia di perdersi, come in un labirinto. Vengono in mente le atmosfere di Kafka e di Joyce leggendo "Racconti di Juarez del Sud" del semiesordiente pompeiano Luca Mignola. Un libro edito da Woytek, la giovane casa editrice di Pomigliano d'Arco che sta riscuotendo interesse nel resto della penisola, soprattutto al Nord, con i suo taglio di testi fuori dal comune.

Tali sono anche quelli di Lignola; una prosa densa di riferimenti alla letteratura sudamericana, rimandi e meccanismi circolari. In una città di confine, Juarez del Sud, si lotta per il potere. I contendenti sono grotteschi, malvagi, talvolta insignificanti: uomini e mostri che cercano, con la violenza dei gesti o con quella delle parole, di dominare la città. Poi c'è Janka sul confine, prima città dionisiaca della Storia, dove si generano versioni diverse dello stesso evento. "Questo è il modo in cui accadono le cose, tutto si dispiega davanti agli occhi dell'osservatore, che non vede niente" scrive l'autore con una prosa densa.

E i riferimenti sono ai luoghi reali come il fiume Sarno o la Torre Ovest e la Torre Nord, in cui possiamo intravedere quella Torre Annunziata in cui il narratore è vissuto. Un tema ricorrente è quello del male, non contrapposto al bene ma una sorta di costante annunciazione di qualcosa che sta per accadere. © RIPRODUZIONE RISERVATA