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Napoli segreta, il libro di Vittorio Del Tufo in omaggio sabato per i lettori del Mattino

Mercoledì 20 Luglio 2022 di Ugo Cundari
Napoli segreta, il libro di Vittorio Del Tufo in omaggio sabato per i lettori del Mattino

Entra a Port'Alba. Fermati sotto l'arco. Alza la testa. Chiudi gli occhi. Estraniati dalla folla. Ignora il richiamo dei libri. Prova a sentirla. È la voce di una donna. Flebile. Incomprensibile. Tu aspetta. Pochi minuti e distinguerai le parole, il tono stridulo. Sentirai: «La pagherete, la pagherete tutti. Voi, i vostri figli, i vostri nipoti. Tutti». È la voce di Maria la rossa. Nel Seicento, impazzita per amore di un uomo perso all'improvviso, da bellissima si trasforma «in un'orribile megera; diventa cupa e torva, e i vecchi amici cominciano a evitarla, poi a toglierle il saluto, infine addirittura a segnarsi al suo sguardo. Maria è diventata una strega». Condannata a morte, è rinchiusa in una gabbia sospesa su port'Alba. È lasciata morire di fame e di sete. Chiede pietà. Resiste per qualche giorno. Poi si ammutolisce e solo poco prima di morire urla la sua minaccia.

Cambia itinerario e parti da piazza Bovio. Prendi via de Gasperi. Svolta per l'ultima traversa a sinistra. Rallenta l'andatura. Calca ogni centimetro del suolo sul quale cammini. Dovresti avvertirla. È l'eco dei mille passi che nel 1857 Guglielmo Melisurgo, al quale è intitolata la strada che stai percorrendo, lascia addentrandosi nel sottosuolo cavo della città. È il primo ingegnere a studiare e mappare il perimetro della Napoli capovolta. Per due anni, mentre sopra si diffonde il colera, insieme al pozzaro Nunzio macina chilometri e chilometri di gallerie, canali, cunicoli. Individua 3250 pozzi collegati all'antico acquedotto della Bolla e ben cinquemila rifugi nella roccia tufacea. Molti di questi percorsi avrebbero salvato la vita di migliaia di cittadini durante le incursioni aeree.

Al geniale ingegnere, infatti, si deve l'intuizione di riadattare le cave di tufo e le cisterne della Napoli sotterranea degli antichi greci e romani, rendendole abitabili, realizzandovi servizi igienici, impianti di illuminazione e idrici». Queste di Maria la rossa e di Melisurgo sono due della ventuno proposte di suggestioni partenopee che Vittorio Del Tufo raccoglie nel secondo volume di Napoli segreta (144 pagine) in omaggio sabato in edicola con «Il Mattino» e da domenica in abbinamento facoltativo a 80 centesimi più il prezzo del quotidiano.

Non è una guida, ma un viaggio nello spazio e nel tempo di una città-mondo che, come ripete spesso l'autore, è più facile da riconoscere che da conoscere veramente. Questo libro è uno strumento di fascinazione, è la prova che se sai vivere la città seguendo le indicazioni storiche, geografiche, mitiche di Del Tufo, che con la sua rubrica «L'Uovo di Virgilio» da anni si è fatto custode e divulgatore delle memorie partenopee, allora Napoli dimostrerà quanto sia in grado, per sua natura, di insegnare e stregare. 

 

Il pregio dell'autore è di riuscire nella unione quasi impossibile, come la vagheggiata «coincidentia oppositorum» degli alchimisti, di storia e leggenda, conoscenza e malia. Quello che racconta è realmente accaduto, Del Tufo non inventa niente. Ma riesce a innestare nel fatto quella sfumatura di suggestione che non è invenzione, semplicemente è scatto creativo, suggestione letteraria. Ed ecco, mentre l'autore affonda nel terreno delle date, della storia, del tempo, il guizzo narrativo porta alla sospensione del tempo, allo spostamento in uno spazio dai confini incerti e suggestivi. In giro per la città con il libro in mano si conosceranno le strade di Napoli un tempo famose per i rituali orgiastici. Quale palazzo nobiliare il diavolo aveva scelto come sua dimora. Quale antico borgo è nato dalle lacrime versate per un amore sventurato. Chi è stata la prima stalker nella storia della città e fin dove si è spinta per punire il ragazzo ostinato nel non ricambiare il suo amore. Perché la carriera di Pino Daniele è iniziata in una grotta alle Fontanelle. E poi, l'origine filosofica di Forcella, il complotto all'ombra di san Gennaro, le avventure poco note di Petrarca e Caravaggio, la possibile soluzione, tra le 42 mummie conservate a san Domenico maggiore, dell'enigma della Monna Lisa di Leonardo. E infine, come ingraziarsi i favori della Madonna di Costantinopoli specializzata nel proteggere da morbi, pestilenze e virus, e di questi tempi basterebbe solo questo per portarsi a casa almeno un paio di copie di Napoli segreta. 

Ultimo aggiornamento: 21 Luglio, 09:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA