Pagani, torna la festa della Madonna delle Galline: un volume fotografico per celebrarla

di Marco Perillo

Se c'è una festa che al meglio esprime la connessione tra fede cristiana e retaggio pagano in Campania, questa è la celebrazione della Madonna delle Galline, che ritorna come ogni anno la settimana dopo Pasqua, dal 6 all'8 aprile. A Pagani è tutto pronto, dalle tammorre al cibo per onorare al meglio la tradizione. La leggenda narra di un gruppo di galline che nel 1400 furono capaci di riportare alla luce una tavola con il volto della Maria Santissima Incoronata del Carmelo, immagine probabilmente portata in Campania dai monaci orientali per sottrarla alla furia iconosclasta tra l'VIII e il IX secolo. Una scoperta che fu vista come una manifestazione divina e da cui scaturì la creazione di un santuario, e successivamente di una festa. Un'altra versione racconta invece che ai tempi delle scorrerie di barbari nella penisola una famiglia benestante di Pagani abbia sotterrato il quadro della Madonna affinché non fosse depredato o sfregiato dagli invasori, fino alla scoperta da parte dei pennuti. 

Quest'anno a questa singolare ricorrenza che ogni anno attrae migliaia di visitatori è stato dedicato un volume fotografico “Madonna delle Galline”, a cura di Brigida Civale e Gerardo Ferraioli, promosso dall’associazione Ambress… Am Press e pubblicato da Squilibri: 120 fotografie in ubianco e nero, selezionate su oltre 10.000 scatti raccolti in dieci anni con l’iniziativa “Istantanee della festa”.



La festa, scandita dal suono delle tammorre e delle castagnette e dal caratteristico scambio delle galline e di altri volatili portati in dono, inizierà dunque questo fine settimana con i balconi e i cortili, chiamati toselli, adornati con drappi di mille colori. L’apertura in realtà è già il venerdi con gruppi di cantori che, alla porta della chiesa per il saluto alla Madonna, intonano canti a ffigliola. Tutto il paese partecipa alla processione seguendo la statua della Madonna adornata di gallinelle, colombi e volatili addestrati a sostare per non allontanarsi dalla statua. La festa continua spesso tutta la notte fino all'alba. E’ uso locale allestire altari fioriti in onore della Madonna nei cortili privati e, anzi, diventa una questione di prestigio l'altare più grande e più bello dell'anno con gruppi di tammorrari, suonatori e danzatori che girano in serata nei vicoli e si fermano a ballare nei cortili.

Il volume, in libreria a 10 euro, presenta la morfologia di questo evento rituale attraverso un reportage fotografico che ne ripercorre la scansione temporale. Il lettore verrà così catapultato all’esterno del Santuario in attesa dell’apertura del venerdì, tra i cortili del centro storico annebbiati dal fumo e dal profumo dei carciofi arrostiti e nel corso della lunga e suggestiva processione della domenica in albis, quando il sacro simulacro della Vergine visiterà l’intera città, dalle nove del mattino sino alla “calat’ e ll’ora”. Leggendolo, si ha la sensazione di percepire i canti “a ffigliola” e le “tammurriate” – osservate già negli anni anni ’50 dello scorso secolo da Alan Lomax – che fanno da sottofondo ininterrotto alla Festa sino all’alba del lunedì, quando i devoti, terminata la veglia, depongono i loro strumenti ai piedi della Madonna. Una piccola guida, dunque, per un viaggio all’interno dei festeggiamenti, che però tiene “fede” ai percorsi religiosi e alle tradizioni popolari legate alla Festa.

Sabato 7 aprile, alle 19,30, la proiezione in anteprima nazionale del documentario di Laura Mandolesi Ferrini, «L’africano», su una figura di straordinario carisma e fascino come è stato Franco Tiano, a lungo anima e protagonista di assoluto rilievo della festa, a dieci anni dalla sua scomparsa.
Giovedì 5 Aprile 2018, 19:37 - Ultimo aggiornamento: 05-04-2018 19:37
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