Premio Strega, Napoli nella rosa dei 12 finalisti con Valeria Parrella e Alessio Forgione

Venerdì 13 Marzo 2020 di Generoso Picone
Valeria Parrella la prende come una tonificante apertura alla speranza, «la promessa di un appuntamento di gioia, quando tutti potremo vederci, incontrarci, toccarci, festeggiare», dice commentando la notizia della sua presenza con Almarina (Einaudi) tra i 12 semifinalisti al Premio Strega, 16 anni dopo Mosca più balena, l'esordio con cui sfiorò la cinquina. «Ma è una vita fa, sono cambiate tante cose, non c'è nessun conto da regolare». Alessio Forgione, l'altro napoletano della dozzina, non nasconde la felicità beneaugurante e l'emozione sincera per essere con Giovanissimi (NN) della partita che fu vinta da Carlo Cassola nel 1960 con La ragazza di Bube e soprattutto da Raffaele La Capria l'anno dopo con Ferito a morte, il suo mito letterario: «Compare anche lui nel mio romanzo, un omaggio a chi ha scritto la più bella opera in lingua italiana».

Ci sono loro e c'è la conferma del superfavorito, Sandro Veronesi, insidiato nei pronostici dal pur quotato Gianrico Carofiglio. C'è l'irruzione sul versante dei narratori di un personaggio di autorevolezza grande e almeno fino a ieri dominante sulla scena editoriale, come Gian Arturo Ferrari. C'è la sorpresa di Remo Rapino e la delusione per qualche esclusione. C'è questo e tutto il resto che nella sua antica, nobile e viva tradizione il Premio Strega si porta dietro: ma l'edizione 2020 ha inevitabilmente un elemento che la distingue da ogni altra. Purtroppo. Il riferimento al Decameron di Giovanni Boccaccio è inevitabile. Quando Melania Mazzucco, presidente del comitato direttivo, comunica nomi e titoli dei 12 finalisti e spiega i criteri di scelta della settantaquattresima edizione, la rievocazione dell'atmosfera di quel lontano 1351 suona come una sorta di esorcismo nelle drammatiche giornate del Coronavirus. «Vorrei venire a voi con la leggerezza della regina della brigata nella giornata degli amici del Decameron che, riuniti sulla collina mentre infuria la peste nera, cercano di ricostruire un ordine e di mantenere gli usi e i costumi del loro mondo attraverso i racconti», dice.

Con questo auspicio, il maggiore e più discusso premio letterario italiano compie un ulteriore passo verso la serata del 2 luglio, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma (diretta su RaiTre), quando i 12 selezionati di ieri saranno diventati i 5 a contendersi l'ambita sorsata di liquore Strega. Dai 54 candidati (57 l'anno scorso) la platea si è ridotta a: Silvia Ballestra con La nuova stagione (Bompiani), Marta Barone con Città sommersa (Bompiani), Jonathan Bazzi con Febbre (Fandango Libri), Gianrico Carofiglio con La misura del tempo (Einaudi), Gian Arturo Ferrari con Ragazzo italiano (Feltrinelli), Alessio Forgione con Giovanissimi (NN Editore), Giuseppe Lupo con Breve storia del mio silenzio (Marsilio), Daniele Mencarelli con Tutto chiede salvezza (Mondadori), Valeria Parrella con Almarina (Einaudi), Remo Rapino con Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio (Minimum Fax), Sandro Veronesi con Il colibrì (La nave di Teseo) e Gian Mario Villalta con L'apprendista (Sem).

Per il 9 giugno è fissata la proclamazione dei 5 titoli finalisti a Casa Bellonci e il 2 luglio si conoscerà il nome del vincitore decretato dai voti dei 400 Amici della domenica, a cui si aggiungeranno i 20 voti collettivi espressi dalle scuole, Università e circoli di lettura, i 200 affidati ai 20 Istituti italiani di cultura all'estero e i 40 dei lettori forti selezionati dalle librerie indipendenti. Tutto ciò se la macchina organizzativa non subirà stravolgimenti a causa della pandemia da Coronavirus. Già l'annuncio dei 12 semifinalisti non si svolge nel corso della cancellata fiera «Libri Come» di Roma, dove era programmata per domenica 15, e Mazzucco parla in streaming.

Intanto Alessio Forgione, dopo il felicissimo esordio di Napoli mon amour, giusto per non farsi travolgere da una condizione fino a pochi mesi fa inimmaginabile, pensa ai suoi nuovi racconti, alla traduzione dei saggi di George Orwell, alla lettura di Furore di John Steinbeck. Valeria Parrella è ben soddisfatta di trovarsi in tanta compagnia: «Quanti bei titoli. Come componente degli Amici della domenica, ma non votante, sono davvero soddisfatta. Mi spiace soltanto per l'esclusione di Chiara Valerio». Nei modi e nei tempi praticabili, la caccia alle 660 schede è comunque partita. Veronesi conta di bissare il successo del 2006 ottenuto con Caos calmo, Carofiglio di migliorare il secondo posto del 2012 con Il silenzio dell'onda.

Per quanto riguarda le case editrici, Feltrinelli è tornata a gareggiare dopo la protesta del 2016 e presenta da autore Ferrari, già direttore generale a Segrate. Mondadori ed Einaudi hanno tra i 12 Parrella e Mencarelli. Giunti, casa madre di Bompiani, può contare su Ballestra e Barone, e Marsilio su Lupo. Per le etichette indipendenti, Fandango punta su Bazzi, NN su Forgione, Minimum Fax su Rapino, Sem su Villalta. Intrecci di interessi che finiscono per far passare in secondo piano la qualità letteraria che Mazzucco si sforza di far rilevare: «Scoprire tutto questo in un momento così difficile del nostro Paese e poterlo valorizzare ci dà sinceramente un senso di speranza e di gioia».  © RIPRODUZIONE RISERVATA