«Quando piove canto più forte», le poesie di Fiorucci: il libraio di notte

«Quando piove canto più forte», le poesie di Fiorucci: il libraio di notte
di Alessandra Farro
Sabato 27 Novembre 2021, 15:27 - Ultimo agg. 17:26
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C’è un libraio che di notte alza il naso dai libri per dare vita ai propri pensieri con carta e penna. Vive in un piccolo paesino, ma con i suoi versi arriva ovunque, attraverso un treno fatto di parole. È Paolo Fiorucci, classe ’84 di Chieti, ma residente a San Benedetto in Perillis, paese dell’appennino abruzzese dove ha dato inizio al progetto “Borgo del libro” e dov’è direttore artistico del festival “Libri nell'Entroterra”.

Famoso per la sua originale iniziativa di aprire una libreria in un piccolo borgo, “Il libraio di notte”, dove ha collezionato grandi successi, tra eventi ed iniziative, che hanno rimesso in movimento il piccolo centro, collegato ad altri piccoli posti, rilanciando i territori, ha attirato l’interesse della stampa con la sua iniziativa e adesso si è cimentato nel suo secondo libro di poesie, “Quando piove canto più forte”, (edito dalla Neo Edizioni) in cui dà spazio al suo amore per il paesino e non solo.

Che siano ricordi, speranze, desideri, sconfitte, il dentro si mischia con il fuori, in una luce che si posa sulle cose con delicatezza e ne rende i contorni sfumati. Ad accompagnare le sue parole, delicate e suggestive, ci sono le polaroid che l’autore scatta con una Spirit 600 CL: istantanee di un viaggio senza meta, fatto di soste nei crocicchi dell’amore, della giovinezza, della materia di cui siamo fatti e in cui il poeta crede ciecamente.

Consiglio per la lettura: non guardare l’orologio, anzi che venga nascosto per cercare di illudersi di poter fermare il tempo e potersi dedicare interamente, con animo ed occhi, alle poesie di Fiorucci, sedendosi comodi e dimenticando la città, lasciando che alle emozioni ci pensino i versi, che crescono e diventano più intensi all’infittirsi della pioggia.

La postfazione è affidata ad Amedeo Di Nicola, sognatore, giornalista, appassionato a tempo di tutto ciò che è appassionante, che vive a L’Aquila, l’immaginazione, invece, è nelle mani di ogni lettore dei suoi splendidi versi.

Quanto è importante il posto in cui vive per la sua scrittura?
"Ha influito molto, soprattutto nella seconda parte del libro. In termini di ambietazione non si svolge tutto nell'etroterra abruzzese, c'è anche il racconto di una buona parte della mia infanzia e dell'adolescenza a Chieti. In quella parte operaia e acciaiosa c'è un po' di mare: Chieti è a 15km dalla costa, circondata da tanto entroterra".

Perché 'Il libraio di notte'?
"È un omaggio alla mia attività precedente di portiere di notte in un albergho. Si tratta anche di un omaggio alla notte, vista come quel lasso di tempo in cui si leggono libri e si sognano sogni. Lì, in quel tempo, è nato il mio sogno di aprire una libreria, in quell'orario non consueto che dura fino all'una di notte circa".

Come sono nate le poesie?
"Ogni poesia è nata quando mi è sopraggiunta alla mente una frase. Solitamente funziona così: penso a un verso completo e da lì produco tutta la poesia. Poi il lavoro che c'è dietro ogni verso è un lavoro a ritroso: capire come sono nate dterminate frasi nei momenti di pausa... Non sempre è possibile indossare una giacca d'artista, spesso dobbiamo indossare la normale giacca da lavoro. Quindi, quando arriva una frase, si può indossare la giacca da supereroe, anche se i poeti non sono eroi, anzi, sono più difettosi degli altri uomini e per questo scrivono. Hanno bisogno di cercare le parole giuste per dire qualcosa che non riescono a esprimere atrimenti, è una scorciatoia. Il mio primo libro si intitola '21 poesie invece di chiederti come stai', una persona meno difettosa avrebbe chiesto semplicemente 'Come stai?' invece di scrivere questo lavoro lungo, fatto di silenzi e parole non dette".

E dopo?
"Ho una gran voglia di portare in giro questo libro. Ho già in programma 20 date in Abruzzo nei piccoli centri che ho toccato da libraio".

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