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Russia, Zacharova: «Orwell in 1984 non parla di noi». Il romanzo registra +75% di vendite a Mosca, la Bielorussia lo vieta

Lunedì 23 Maggio 2022
Russia, Zacharova: «Orwell in 1984 non parla di noi». Il romanzo registra +75% di vendite a Mosca, la Bielorussia lo vieta

Un classico della letteratura riletto e ribaltato dal Cremlino. Stiamo parlando del libro di George Orwell: "1984".  Secondo Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, parlava (e metteva sotto accusa) il liberalismo, non il totalitarismo. Che il romanzo parli di totalitarismo secondo la diplomatica russa è «uno dei più grandi falsi mondiali». Lo ha detto durante un discorso pubblico a Ekaterinburg sabato scorso.

Pubblicato nel 1949, il libro mette in guardia dalle conseguenze del totalitarismo e della sorveglianza di massa. Si ritiene che Orwell abbia modellato il romanzo pensando alla Germania nazista e alla Russia stalinista. Entrambi regimi totalitari.  

 

 

Quando una ragazza, presente fra il pubblico, ha chiesto a Zakharova come rispondere ad amici e parenti all'estero quando questi le dicono che la Russia è una versione moderna del romanzo di Orwell, la diplomatica ha risposto: «Orwell non ha scritto dell'URSS, non parlava di noi», ha detto (ed è una conferma che si equipari quel noi contemporaneo all'Unione sovietica, ndr). Dite ai vostri parenti all'estero: siete voi occidentali che vivete in un mondo di fantasia in cui una persona può essere cancellata».

Perché il paragone tra "1984" e l'invasione ucraina? Una delle frasi più famose del libro è questa pronunciata dal Ministero della Verità: «La guerra è pace. La libertà è schiavitù. L'ignoranza è forza». La guerra per Putin è "un'operazione militare speciale" e ha vietato, anzi, che si usino le parole "guerra" e "invasione". ll potere del Socing raccontato in "1984" si basa sul continuo esercizio del bispensiero che nega e contemporaneamente afferma assoluti opposti. Questa capacità di tenere insieme e contemporaneamente gli opposti è la caratteristica principale di un regime totalitario. 

Intanto, le vendite di "Nineteen Eighty-Four" sono aumentate notevolmente in Russia di recente: + 75%, scrive il Guardian. In Bielorussia, invece, il libro è stato ritirato dalla vendita perché le autorità ne hanno vietato la lettura. 

Giorni fa, in uno scenario forse non a caso degno proprio del "Grande Fratello" orwelliano, l'editore Andrey Yanushkevich e un suo collega sono stati arrestati dopo che 200 copie del romanzo sono state trovate nel suo appartamento, durate una perquisizione delle forze di sicurezza dello Stato. Una perquisizione avvenuta con un certo anticipo sul bando, visto che è entrato in vigore solo ieri. La casa editrice di Yanushkevich aveva pubblicato la versione del romanzo in lingua bielorussa nel 2020 e nel 2021, ed era stato un grande successo editoriale.

Del resto "1984" è stato più volte giudicato come uno dei migliori romanzi del Ventesimo secolo, per la sua vivida rappresentazione di un regime autoritario in un Paese immaginario che tiene sotto stretto controllo la vita di tutti i cittadini, con caratteristiche simili a quelli dell'Unione Sovietica di Stalin e della Germania nazista. Un controllo esercitato anche attraverso la censura, o nel migliore dei casi provvedendo alla riscrittura delle notizie e della storia secondo i requisiti del partito al governo. «È una mossa comune a tutti i dittatori: vietare la verità su come funziona il meccanismo della repressione. È stupido, ma completamente nello spirito di Lukashenko», ha commentato il noto poeta bielorusso Serhiy Prylutsky.

 

Ci sono anche aneddoti sui soldati russi che combattono in Ucraina si siano portati dietro proprio Orwell. Quando una coppia ucraina è tornata a casa il mese scorso dopo la ritirata russa da Irpin, una città appena fuori Kiev, ha scoperto che una copia in lingua russa di Nineteen Eighty-Four era stata rimossa dalla mensola e giaceva aperta sul divano, suggerendo che i soldati russi l'avessero letta.

Viktor Golyshev, un importante linguista che ha tradotto il romanzo in russo, ha contestato le affermazioni della Zakharova e ha detto che il romanzo «non parla affatto» del declino del liberalismo.

«Penso che sia un romanzo su uno Stato totalitario. Quando lo scrisse, gli Stati totalitari erano già in declino, ma tra la prima e la seconda guerra mondiale metà dell'Europa aveva governi totalitari. All'epoca non c'era alcun declino del liberalismo», ha detto il traduttore al Guardian.

Questo video in basso è un estratto del documentario realizzato dalla BBc nel 2003 (quello che si vede è un attore che interpreta Orwell) in cui lo scrittore dice a proposito di 1984: «Considerando che il libro, dopo tutto, è una parodia, qualcosa come 1984 potrebbe davvero accadere. Questa è la direzione in cui il mondo sta andando attualmente. Nel nostro mondo non ci saranno emozioni se non la paura, la rabbia, il trionfo e l'autodistruzione. L'istinto sessuale sarà sradicato. Aboliremo l'orgasmo. Non ci sarà fedeltà se non quella al Partito. Ma ci sarà sempre l'ebbrezza del potere. Sempre, in ogni momento, ci sarà il brivido della vittoria, la sensazione di calpestare un nemico inerme. Se volete un'immagine del futuro, immaginate uno stivale che calpesta un volto umano, per sempre. La morale da trarre da questa pericolosa situazione da incubo è semplice: non lasciare che accada. Dipende da voi».

 

 

Ultimo aggiornamento: 24 Maggio, 12:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA