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Salman Rushdie accoltellato a New York durante una conferenza: arrestato l'aggressore. Perderà un occhio, tagliati i nervi di un braccio

Venerdì 12 Agosto 2022 di Anna Guaita
Salman Rushdie, lo scrittore aggredito a New York: il suo libro considerato blasfemo dai musulmani

La contea di Chautauqua è uno degli angoli più tranquilli e remoti nello Stato di New York. Affacciata sul lago omonimo, in estate è meta di turisti in cerca di aria fresca e di appuntamenti culturali presso la storica Chautauqua Institution, dove si alternano i nomi più illustri della letteratura, della filosofia, della psicologia, della musica e delle arti. Ieri mattina sul palco era atteso lo scrittore anglo-indiano Salman Rushdie, che doveva parlare della “Cities of Asylum”, un’organizzazione da lui creata per l’assistenza agli scrittori in esilio e perseguitati. L’atmosfera era tranquilla, il grande anfiteatro era pieno, tutti i biglietti erano stati venduti con mesi di anticipo, e l’attesa era grande. Rushdie è arrivato senza scorta, come oramai fa da molti anni, e si è seduto su una poltrona bianca rivolto verso la platea. L’intervistatore aveva appena cominciato a presentarlo quando dal pubblico è scattato un uomo con il volto coperto da una maschera nera (che si è poi saputo essere Hadi Matar, 24 anni, del New Jersey; ha origini iraniane ed è ritenuto un fondamentalista vicino agli ayatollah) che è saltato sul palco, si è avvicinato di corsa allo scrittore e all’intervistatore per colpirli ripetutamente: Rushdie, si capirà poi,  è stato colpito 10 volte: perderà l'uso di un occhio e forse anche del braccio di cui sono stati recisi i nervi. Il caos è stato immediato e totale. 

Hadi Matar

IL SANGUE 
Uno degli agenti è riuscito ad afferrare e tirar via l’assalitore, e più tardi la governatrice dello Stato, Kathy Hochul, dirà senza esitazione: «Salman Rushdie è vivo, e lo dobbiamo a quell’agente». Qualcuno in realtà aveva creduto che l’uomo avesse preso a pugni lo scrittore, ma i soccorritori che lo hanno circondato hanno visto il sangue, che era schizzato fin sulle pareti dietro alla poltrona su cui sedeva. Carl LeVan, un professore dell’American University che era tra il pubblico, ha detto di aver visto l’attaccante pugnalare Rushdie «ripetutamente, con determinazione», in «un orribile atto di intolleranza».

Mentre Rushdie era per terra, è stato tentato il massaggio cardiaco, mentre gli organizzatori della conferenza chiamavano il numero delle emergenze. L’ambulanza è arrivata immediatamente, ma i paramedici hanno ritenuto necessario chiedere a loro volta l’intervento di un elicottero. Non erano passati neanche 20 minuti da quando l’uomo lo aveva colpito al collo che si vedeva Rushdie trasportato in lettiga e caricato su un elicottero. Dire che il pubblico di Chautauqua fosse sotto choc è un eufemismo. Cose del genere non sono mai accadute nella comunità a 7 ore di automobile a ovest di New York e a un’ora di automobile a sud di Buffalo. Siamo nel mezzo dell’America turistico-rurale del nord est, liberal e intellettuale. Amara ironia, Salman Rushdie doveva ieri parlare proprio degli Stati Uniti come «asilo per scrittori e altri artisti in esilio, e come casa per la libertà di espressione creativa». 

 

Lo storico Michael Beschloss ha ricordato che poco tempo dopo che il regime iraniano aveva emanato la fatwa contro Rushdie, questi gli aveva confessato: «Non ho paura proprio adesso, sono protetto 24 ore al giorno 7 giorni a settimana. Penso invece a quello che potrà succedere fra venti, trent’anni, quando tutto ciò sarà dimenticato, ma non da tutti. E magari mi siederò a un ristorante in qualche città poco conosciuta, e un cameriere mi riconoscerà, e ricorderà la fatwa». Potrebbe essere successo proprio questo, potrebbe essere successo che qualcuno ha visto il nome di Salman Rushdie nel calendario degli appuntamenti che l’istituzione pubblica sul proprio sito e che va dall’inizio di giugno all’inizio di settembre. Un biglietto per la conferenza di Rushdie costava solo 30 dollari, era alla portata di chiunque.

LA TAGLIA
La polizia ieri pomeriggio si è limitata a confermare che l’uomo - Hadi Matar - era stato arrestato, ma non aveva ancora comunicato le ragioni del suo atto. Come è noto, Salman Rushdie entrò nel mirino degli ayatollah iraniani dopo la pubblicazione del suo libro “I versetti satanici”, un’interpretazione fantasiosa della vita del profeta Maometto. Rushdie ha pubblicato altri 14 romanzi, ma i Versetti rimangono oggetto dell’odio dei musulmani integralisti per i quali prendere in giro o offendere il profeta è un peccato che richiede la morte. Sul capo dello scrittore pende una taglia di oltre tre milioni di dollari. E tuttavia negli ultimi anni lo scrittore si era lamentato pubblicamente se nelle occasioni pubbliche si trovava intorno un servizio di sicurezza. Nel 2001, durante un festival a Praga arrivò addirittura a scusarsi con il pubblico: «Ho pensato che fosse davvero inutile e un po’ eccessivo e di certo non è stato organizzato su mia richiesta». Appena lo scorso anno, conversando con il quotidiano The Guardian, ammise: «È vero che sono stato stupidamente ottimista. Credo che sia quel che mi ha fatto superare gli anni brutti. Ero sempre convinto che ci sarebbe stato il lieto fine». 
 

Ultimo aggiornamento: 14 Agosto, 07:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA