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Saviano al Flip: «La mia prima volta all'aperto in Campania»

Domenica 4 Settembre 2022 di Giovanni Chianelli
Saviano al Flip: «La mia prima volta all'aperto in Campania»

Oltre duemila persone ieri pomeriggio al parco Giovanni Paolo II di Pomigliano D'arco hanno accolto l'arrivo di Roberto Saviano, ospite di «Flip», festival della letteratura indipendente. Lo scrittore è stato protagonista di un incontro moderato dal blogger Fabio D'Angelo e dalla libraia Maria Carmela Polisi, fondatori del festival insieme a Ciro Marino.

È la prima volta che l'autore di Gomorra fa un intervento pubblico a Pomigliano: l'arrivo è stato salutato da un lungo applauso. Ma quando D'Angelo lo invitò, qualche mese fa, aveva promesso: «Aggia veni'». Ed è venuto: «Sono contento di essere nella mia terra, per di più all'aperto, è la prima presentazione che faccio all'aria aperta in Campania, da sempre», ha rivelato prima di ringraziare i lettori: «Leggere consente mille esistenze: a chi è permesso di vivere al contempo ad Auschwitz, a Waterloo o a Macondo? Solo al lettore. Questa moltiplicazione di vite rende ognuno di voi che legge pericoloso per il potere».

«Leggere è meglio di scrivere, io amo il mio lavoro ma continuo a considerarmi soprattutto un lettore», ha continuato: «Non è affatto un atto passivo: leggere costa più fatica proprio perché è si è creatore di ciò che si sta leggendo, si è anche sceneggiatore e regista. Un film esiste anche se non lo vedi, ma c'è. Un libro esiste solo se lo apri».

Poi si è soffermato sull'ultimo lavoro, Solo è il coraggio (Bompiani), la biografia romanzata di Giovanni Falcone: «La storia è nota, dunque più che dare informazioni cerco di mettere il lettore accanto ai protagonisti, alle loro ansie e le loro gioie, il loro battito cardiaco». Ci ha messo quattro anni e mezzo a scriverlo, ha raccontato. Per dare al pubblico l'idea «di una figura epica che sarebbe piaciuta a Dumas. Talmente dinamica da riuscire ad affrontare cose che 10 non sarebbero riusciti a considerare. Quindi è un supereroe? No, un uomo pieno di contraddizioni, difetti. Ma che ha scelto di avere coraggio, il coraggio è una scelta».

Il volume, ha precisato, è anche un omaggio: «A un'epoca in cui diversi uomini hanno creduto così profondamente nella possibilità di mutare il corso delle cose da impegnare ogni singolo istante nel provare a capire e svelare ciò che era considerato il più inviolabile dei poteri. Lo facevano perché era l'unico atteggiamento coerente al loro sistema di valori e da quel momento la narrazione sulla mafia cambiò per sempre».

Il discorso è andato sul discredito che il giudice palermitano ebbe in vita dal proprio ambiente: «Chi parla di queste cose viene accusato di diffamare il Paese, è un modo di abbellire l'omertà. Come chi apre una stanza e scopre un cadavere: la colpa non è di chi ha ucciso ma di chi ha aperto la stanza».
Ha parlato oltre un'ora, dopo è stato sommerso dagli abbracci del pubblico prima di un firmacopie lunghissimo. Non rinunciando a un commento sulle elezioni: «Il tema della criminalità organizzata è il grande assente di questa campagna elettorale. Scomparso, letteralmente. E nessun partito è escluso: a questa classe politica non conviene, discutere di mafie non porta voti e ai pochissimi che ci provano manca la cultura dell'analisi di queste dinamiche e la coscienza che possano cambiare il paese».

Poi ha concluso sull'importanza delle manifestazioni culturali come «Flip»: «Sono venuto perché Flip ha la letteratura al centro della sua proposta. Pensare che in Campania le cose possano ripartire dalla letteratura è un'emozione quasi erotica». Stasera «Flip» chiude, alle 21, con Antonio Moresco.

E stasera Saviano riceverà il Premio Casa Hirta alle 21 a Casertavecchia, ospite di «Settembre al borgo/Un borgo di libri». Con lui Raffaello Magi, magistrato, consigliere presso la Corte di Cassazione e giudice del processo Spartacus contro il clan dei casalesi.

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