Senza Durante ecco gli inediti italoamericani

Giovedì 8 Agosto 2019 di Ugo Cundari
Da instancabile ricercatore dei protagonisti dimenticati della letteratura italoamericana, Francesco Durante, scomparso sabato scorso, aveva dato il «si stampi» al suo ultimo saggio qualche giorno fa, per l'editore Carabba, dal titolo wertmulleriano Camillo & son. I Cianfarra: vita e morte di due grandi giornalisti tra Italia e America. Quattrocento pagine per raccontare Cianfarra padre e figlio, il primo nato in un paesino di Chieti, Lama dei Peligni, nel 1879 e morto a Roma nel '25, il secondo, Camille Maximillian, nato a New York nel 1907 e morto a neanche cinquant'anni.
 
Cianfarra senior emigra adolescente negli Stati Uniti e a diciott'anni diventa direttore di «Il proletario», organo dei socialisti italiani in America. Dopo esperienze in altri giornali, torna in Italia come corrispondente da Roma dell'agenzia di stampa «International News Service» del gruppo Hearst. Segue le notizie dal Vaticano, intervista Gabriele D'Annunzio di cui è diventato agente editoriale, è amico personale di Francesco Saverio Nitti. Morirà in seguito a un pestaggio dei fascisti per aver accusato Mussolini dell'assassinio di Matteotti. Cianfarra junior lavorerà invece nella sede romana del «New York Times» negli anni Trenta e scriverà best seller come The Vatican and the War e The Vatican and the Kremlin. Morirà nel disastro dell'Andrea Doria. La sua cabina è quella in cui si conficca la prua della nave svedese «Stockholm»: il suo corpo, insieme a quello della figlia, non verrà mai ritrovato.

In una scheda di presentazione del suo testo, Durante, sottoponendolo al piccolo ma storico editore abruzzese, ha scritto: «Il libro è costruito su una documentazione imponente: archivi, giornali, epistolari. Si racconta la vita di due giornalisti e insieme tante altre cose, dalle cronache mondane a quelle giudiziarie, dai fatti della cultura a quelli della guerra e dell'emigrazione, toccando una serie lunghissima di figure che hanno fatto epoca, da Enrico Caruso ai camorristi del processo Cuocolo, dai papi ai gerarchi, da Ingrid Bergman a Roberto Rossellini e Anna Magnani».

La prima presentazione del libro era prevista nell'ambito del John Fante Festival, adesso che succederà? «La faremo lo stesso, anche senza il suo autore. Francesco ci teneva molto e noi vogliamo onorarlo confermando l'appuntamento, il pomeriggio del 23 agosto a Torricella Peligna» dice Giovanna Di Lello, direttrice della rassegna, che l'anno prossimo, per i quindici anni del festival, raccoglierà in un volume i contributi di alcuni autori tra cui quello di Durante, una storia sul cane di Fante che aveva letto nella passata edizione per gli ottant'anni di Aspetta primavera Bandini.

Ma Durante, infaticabile come ben sanno i lettori del nostro/suo giornale, stava anche scrivendo un romanzo, ne parlava da un paio d'anni con gli amici più intimi. Aveva già il titolo, Pietro, e ne aveva già scritto molte pagine, ma forse rimarrà un romanzo incompiuto. Per sua moglie, Alessandra, «il testo difficilmente vedrà la luce, ma resterà tra le mille cose che lo facevano felice». Di questo romanzo aveva accennato in più di un'occasione a Gaetano Cappelli, scrittore e suo grande amico: «Doveva essere la storia di un personaggio italoamericano, una sorta di filosofo e scienziato. Mi aveva detto di essere a buon punto», racconta lo scrittore. Cappelli ha incontrato Durante un paio di giorni prima che morisse per la presentazione di un libro sulla madre di John Fante, Mary Capoluongo, alla Notte bianca di Potenza. E promette: «Come aveva proposto Durante, sigleremo un gemellaggio tra i due festival, Potenza patria della madre e Torricella del padre di Fante. La Notte bianca dell'anno prossimo sarà dedicata a Durante, che con la sua generosità ci faceva arrivare ospiti anche all'ultimo momento. Era diventato una specie di santo patrono di Potenza».

E in effetti non c'è festival letterario da Roma in giù in cui non ci sia stato lo zampino di Francesco, al quale si deve anche l'idea, per ora ancora in fase di rodaggio, di una rete di tutti i festival meridionali. «Salernoletteratura», nel quale aveva il ruolo centrale di direttore artistico, avendolo ideato insieme a Ines Mainieri, continuerà nel solco tracciato da lui. «Due regole avevamo stabilito insieme, quella della qualità degli autori chiamati e di un intransigente rigore organizzativo. Credo che il modo migliore per onorare la sua memoria sia di proseguire su questa linea» dice Mainieri.

Tra i tanti semi letterari che germoglieranno grazie alla cura di Durante ci sono anche i nuovi autori, molti suggeriti alla Neri Pozza di Giuseppe Russo, come Vittorio Del Tufo il cui romanzo è in uscita ad inizio 2020. L'ultimo editing da lui curato è Non c'ero mai stato di Vladimiro Bottone, in uscita a gennaio dell'anno prossimo. L'ultima scrittrice invece da lui scoperta è Licia Pizzi, autrice dell'ancora inedito Carbone. E Russo annuncia per ottobre un testo tradotto e curato proprio da Durante, L'amico fucilato di Silvio Villa: «Il libro presenta per la prima volta al lettore italiano la figura di un industriale piemontese che, emigrato a New York, diede alle stampe il primo testo letterario dedicato all'orrore delle fucilazioni sommarie nella prima guerra mondiale», spiega l'editore.
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