Spie, appello per la nosttra intelligence

Martedì 25 Febbraio 2020
In che modo siamo protetti dalla nostra intelligence? Una domanda che è anche una provocazione, che nasce dall'analisi del contesto internazionale in cui l'Italia è calata, almeno dalla fine della seconda guerra mondiale. Un tema discusso nel corso della presentazione del saggio «Spie? L'intelligence nel sistema di sicurezza internazionale (La Lepre edizioni) a firma di Paolo Salvatori. E basta guardare il profilo dell'autore per capire la serietà dello studio sui reparti investigativi che tutelano il nostro paese da attacchi di altri player su scala mondiale: Paolo Salvatori è stato infatti impegnato per trent'anni nel contrasto al traffico di tecnologie sensibili, alla proliferazione di armi di distruzione di massa e al terrorismo internazionale.

Suo l'appello alle forze democratiche del nostro Paese, per investire sulla crescita e sulla formazione dei nostri servizi segreti, nel corso di un dibattito che si è tenuto alcuni giorni fa nella libreria Raffaello di via Kerbaker. Ha spiegato l'avvocato Giuseppe De Vita, relatore ed esperto di indagini sensibili: spesso si parla di 007 attingendo ai luoghi comuni narrativi e cinematografici, ma occorre uscire dagli stereotipi, per comprendere ruoli e funzioni di un lavoro di retroguardia decisivo per le sorti del nostro Paese. Ma occorre fare una distinzione prima di tutto, sulla scorta di quanto scrive lo stesso Salvatori: mai fare confusione tra intelligence (attività antiterroristica che si rivolge prevalentemente all'esterno dei nostri confini nazionali) rispetto ai reparti investigativi del nostro Paese, che invece puntano a garantire - tramite attività convenzionali - la sicurezza interna da crimine, mafia o attività eversive.

E ad impreziosire il testo di Paolo Salvatori, l'intervista ad Alberto Manenti, dal 2014 direttore dell'Aise (agenzia informazioni sicurezza esterna), oltre alla prefazione di Robert Gorelick, ex alto funzionario della Cia. Tre interventi, tre approcci diversi ma attraversato da un solo leit motiv: guai a ridurre investimenti o risorse in materia di intelligence, ne va della nostra sicurezza nazionale.

l.d.g.
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