Totò, il libro del Mattino in edicola sabato 30 ottobre in omaggio gratuito con il quotidiano

Mercoledì 27 Ottobre 2021 di Davide Cerbone
Totò, il libro del Mattino in edicola sabato 30 ottobre in omaggio gratuito con il quotidiano

Miseria e nobiltà. A volte bastano due parole per circoscrivere il perimetro di una vita intera. Quella di un principe nato tra i poveri, per esempio. Antonio de Curtis venne alla luce alle 7 del mattino del 15 febbraio 1898, dal grembo di una ragazza di 16 anni, in uno dei quartieri più proletari della sua Napoli, quel Rione Sanità considerato all'epoca l'epicentro della «guapperia». Ma del blasone aristocratico aveva il pallino, al punto che nel 1933, quando aveva 35 anni, ottenne di essere adottato dal marchese Francesco Maria Gagliardi Focas di Tertiveri. La povertà, però, sarà il cesello che ne forgerà il carattere e il talento. Perché, come egli stesso riconobbe, «non si può essere un vero attore comico senza aver fatto la guerra con la vita».

Non a caso, nel codice universale di Totò si riconosce tutto insieme il popolo napoletano, in una comunione sentimentale perpendicolare ai ceti e alle generazioni. La risata come una «livella» in vita, si potrebbe dire. Come ha saputo elidere i confini del censo, il suo genio è stato capace di cavalcare il tempo. Per tutti questi motivi e per molti altri ancora Toto è tra di noi «Ieri oggi domani», in piena e totale assonanza con il titolo della collana edita da «Il Mattino», che con il volume dal titolo Il nostro Totò - A prescindere, curato da Valerio Caprara, Titta Fiore e Federico Vacalebre, dopo aver «incontrato» Pino Daniele, Diego Armando Maradona, Luciano De Crescenzo e Giancarlo Siani si occupa di un altro personaggio eccellente. Un viaggio lungo 144 pagine che, scrive Titta Fiore nella prefazione, «vuole essere un omaggio affettuoso e riconoscente» ad un gigante dal multiforme ingegno. 

Il volume che i lettori troveranno sabato 30 ottobre in edicola, in omaggio gratuito con il quotidiano, contiene interventi inediti ed altri che testimoniano come «Il Mattino» abbia raccontato e seguito il fenomeno Totò nei decenni, a partire dalla sua morte e dai suoi funerali, raccontati all'epoca rispettivamente da Giorgio Rame e Mario Stefanile. Dall'archivio arrivano i contributi di Renzo Arbore, Lino Banfi, Arturo Brachetti, Lella Costa, Luigi Compagnone, Liliana De Curtis, Luca De Filippo, Luigi De Filippo, Dario Fo, Goffredo Fofi, Domenico Rea, Vincenzo Salemme, Alessandro Siani, Alberto Sordi, Mario Stefanile, John Turturro e Carlo Verdone. E i ricordi di Franca Faldini e Dino De Laurentiis.

Dalle pagine d'epoca, più o meno recente, si va dal 1967 della morte del principe della risata al 2017, a quelle nuove di zecca, con le memorie di Elena Anticoli De Curtis, nipote del sommo Antonio, e preziosi articoli e minisaggi firmati da Roberto De Simone, Ruggero Cappuccio, Valerio Caprara, Federico Vacalebre, Alberto Anile, Gordon Poole, Pietro Gargano, Enzo Decaro. E, ancora un'intervista di Vittorio Del Tufo a Riccardo Muti, contributi di Gianni Morandi, che girò un musicarello con il principe, e di Renato Carosone e Lucio Dalla, ritrovati negli archivi di Vacalebre. In copertina, un'opera del maestro Ernesto Tatafiore. Insomma, Totò artista e Totò uomo, Totò a teatro e Totò a cinema, Totò poeta e Totò delle canzoni. Il nostro Totò - A prescindere: prenotate la vostra copia per sabato mattina in edicola, facile prevedere che vada esaurito come i volumi che l'hanno preceduta. 

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Forse nessuno meglio di questo genio bifronte, generoso e schivo, commovente e spassoso, capace di guizzi satirici e di vertigini poetiche, tanto travolgente sul palcoscenico quanto composto nella vita privata, rappresenta la natura controversa di Napoli, dove nel 1967 per l'ultimo saluto si riunirono in 250.000 persone. Eppure la città che ogni giorno ne vivifica il ricordo non è ancora riuscita a dedicargli quel museo annunciato troppe volte.

Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre, 09:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA