Viaggio a Medjugorie, il diario di Carmen Scarpelli diventa un romanzo

Venerdì 19 Novembre 2021
Viaggio a Medjugorie, il diario di Carmen Scarpelli diventa un romanzo

È sempre un viaggio di sola andata, quello di chi cerca e trova la fede. Perché da quel viaggio non si fa ritorno. Anche quando sembra di fare un passo avanti e due indietro, anche quando ci sono battute d’arresto, cadute, momenti di buio e smarrimenti di bussola, il cammino è intrapreso, la diga è aperta, ci si è incamminati verso una meta che a dispetto della tortuosità del percorso va verso la sua destinazione. Così è il viaggio a Medjugorje. Si va, ci si riempie di ciò che c’è, si torna a casa, si dimentica magari apparentemente, si torna. Ma tutto il percorso, anche sottotraccia, è necessariamente in avanti, verso la meta.

Lo racconta bene Carmen Scarpelli nel suo “Medjugorje solo andata” (Librioteca Edizioni). Un diario e un percorso che diventano romanzo.

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L’approccio è entusiastico e allo stesso tempo rispettoso, nella consapevolezza di non poter trovare parole sufficienti a raccontare l’ineffabile grandezza di un’esperienza, come Dante nel Paradiso («... e vidi cose che ridire / né sa né può chi di lassù discende»). Però l’autrice, napoletana trapiantata ad Afragola, quelle parole le trova e le trasforma in esperienza.

Per lei, racconta, Medjugorje è l’anno zero, la svolta che cambia la vita. Non è per sempre ma è verso sempre. Quando si ritorna da un luogo dove si respira pace stride il caos, stridono le tentazioni, la debolezza, vacillano i buoni propositi. Sarebbe bello rimanere per sempre al sicuro. Sul nostro monte Tabor personale. Ma bisogna scendere, incontrare la vita di tutti i giorni. Portare i nuovi doni ricevuti in quel groviglio che ci stringe e che sta dentro e fuori di noi. Imparare a disfarsi delle zavorre inutili e con la schiena alleggerita e dritta puntare a ciò che conta davvero.

Così il romanzo racconta il percorso di più viaggi, nei quali ogni volta si lascia il vecchio e si riporta il nuovo. Nuove e migliori domande stringono il cerchio intorno all’essenziale, nuove libertà rendono il cammino più agile.

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