Viaggio nella cucina ebraica tra riti e tradizioni

Martedì 14 Settembre 2021
Viaggio nella cucina ebraica tra riti e tradizioni

Può una religione influenzare una cultura alimentare? Ed è possibile che quest’ultima diventi parte essenziale del credo e del pensiero di un intero popolo? Sicuramente sì, leggendo la deliziosa e ricca nuova edizione del volume “Viaggio illustrato nella cucina ebraica” edito dalla fiorentina casa editrice Nardini e scritto da Claudio Aita. Tra illustrazioni appassionanti e un’ottima qualità di stampa e di carta, il libro si dipana tra le regole alimentari israelitiche, le realtà locali, i cibi e gli alimenti principali della tradizione, le feste, le ricette. Un viaggio tra sacro e profano che non si limita soltanto alla spiegazione della grandissima gamma di cibi ebraici – diversi da luogo a luogo, dal carciofo alla guidìa romano alle cremose prelibatezze dell’Europa orientale – ma è ricchissimo di aneddoti antropologici, come quello sui piatti e le posate da purificare prima dei pasti, l’importanza rituale del vino e del pane azzimo, la raccomandazione di non mischiare mai latticini e carne e il fatto che la stessa carne non debba mai contenere sangue, segno d’impurità. È l’equilibrio del creato a dettare le regole, esistono – come nella cultura islamica – animali impuri e divieti da rispettare.

Le caleidoscopiche cucine degli ebrei sono nate dall’incontro con culture diverse, specialmente durante la lunga diaspora. Ed è per questo che diventa sorprendente e piacevolissimo scoprire colori, odori – e immaginare i sapori – di piatti come quelli askhenaziti e sefarditi, così diversi tra loro, nonché particolare fiabe e leggende come quelle dei più grandi personaggi e il loro rapporto con il cibo e coi prodotti della natura.

Il libro di Aita – scrittore di razza friulano ma toscano d’adozione, già autore di due accattivanti thriller per Newton Compton – è dedicato ai lettori più curiosi e ai viaggiatori desiderosi di scoprire civiltà ed epoche diverse. I disegni originali e le immagini di copertina sono di Marcella Brancaforte.

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