A Napoli è tempo di «Perfume», la prima volta in Italia di Elka Leonard

di Cristina Cennamo

Un boudoir, un piccolo salotto, una stanza segreta il cui accesso è riservato a pochi in cui le figure femminili che dominano la scena seducono, ammiccano, chiamano a sé gli uomini sempre ritratti di spalle o in posizione defilata. Vestite oppure in guêpière, avvolte in vestaglie semi aperte o evanescenti dietro nuvole di fumo, sembrano uscite da una cartolina d’epoca, circondate da manette e frustini, accanto a fili di perle e boccette di profumo.

Dopo i successi di New York, Miami e Parigi, l'artista francese Elka Leonard approda per la prima volta in Italia e per l'esattezza a Napoli grazie ad una mostra a lei dedicata da Vetriera 12, lo spazio della designer Marcella Cuosta nel cuore di Chiaia dove fino al 5 novembre sarà possibile ammirare le opere della pittrice che non a caso traggono spesso ispirazione proprio dagli interno della boutique partenopea che offre alle sue habitué non solo le celebri borse ideate dalla stessa Marcella Cuosta ma anche arredi e oggettistica dal 1930 ai più recenti anni Ottanta, con un’attenta ricerca che va dai gioielli all’home decor, nonché un servizio “refit”, per il restauro o il recupero di abiti, borse e tessuti che, modificati o “riattualizzati" tornano a nuova vita.

«Perfume», questo il titolo della personale, celebra del resto una creatività plurima, perché arte e artigianato, e in questo caso arte e moda, non smettono di contaminarsi e di ispirarsi vicendevolmente.

La mostra esalta, inoltre, una precisa idea di femminilità che accomuna le due protagoniste, perché sia nel disegnare una borsa, che nel tracciare su tela una fisionomia, è necessario riferirsi a un certo tipo di donna, che s’immagina potrà indossare la prima o abitare la seconda. Come in una mise en abyme, uno dei lavori esposti “cita” Tamara de Lempicka, mentre altri offrono dei giochi di specchi dai rimandi molteplici. In ogni caso, le donne di Elka Leonard e Marcella Cuosta sono audaci, maliziose e passionali. Perché entrambe le artiste con le loro creazioni vogliono provocare e giocare con i desideri assecondando uno stile che oscilla: che guarda al passato e osa al tempo stesso.        
 
Giovedì 19 Ottobre 2017, 18:58 - Ultimo aggiornamento: 19-10-2017 18:58
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