G20 Cultura, dal museo di Capodimonte arriva un dipinto di Tiziano

Venerdì 30 Luglio 2021
G20 Cultura, dal museo di Capodimonte arriva un dipinto di Tiziano

Un Tiziano del Museo e Real Bosco di Capodimonte al G20 della Cultura. C'è anche il celebre «Ritratto di Pier Luigi Farnese in armatura» di Tiziano ad accogliere le delegazioni per il primo incontro dei ministri della Cultura del G20. Il dipinto fa parte della prestigiosa raccolta farnesiana del Museo e Real Bosco di Capodimonte confluita a Napoli con l'ascesa al trono di Carlo di Borbone (1734) e il dono della collezione della madre, Elisabetta Farnese. Il Ritratto di Pier Luigi Farnese in armatura di Tiziano sarà esposto stamane a Palazzo Barberini nella sala destinata all'Istituto Centrale del Restauro, ente presso il quale l'opera si trova in questo momento proprio per completare un restauro finanziato grazie al progetto «Rivelazioni» di Borsa Italiana, avviato dal Museo e Real Bosco di Capodimonte nel 2018.

Grazie al meccanismo dell'art bonus, tre aziende campane (Tecno, Pasell e Graded), tutte inserite nel programma Elite di Borsa Italiana, per le imprese con alto potenziale di crescita, hanno potuto finanziare sia la campagna di indagini diagnostiche che il restauro. Un modello integrato di mecenatismo, promosso e sostenuto dall'Advisory Board del Museo e Real Bosco di Capodimonte, che ha portato al restauro di altri importanti dipinti. Oltre al Tiziano, sono state restaurate opere di Bernardo Cavallino, Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato, Claude Lorrain, Elisabeth Vigée Le Brun, Luca Signorelli e Michelangelo Anselmi. «Sono particolarmente orgoglioso che il nostro Pier Luigi Farnese di Tiziano ci rappresenti a questo primo G20 della Cultura», dichiara il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger.

«Un restauro avviato grazie al mecenatismo virtuoso delle imprese campane che hanno colto i vantaggi fiscali legali all'art bonus e hanno contribuito così concretamente alla tutela e alla valorizzazione del nostro patrimonio culturale», conclude.

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