Morto Lucio Del Pezzo, l'artista napoletano del neosurrealismo

Lunedì 13 Aprile 2020
Il pittore e scultore Lucio Del Pezzo, napoletano di nascita e milanese di adozione, tra i fondatori del Gruppo 58 d'impostazione neosurrealista e neodadaista, è morto ieri, nel giorno di Pasqua, a Milano all'età di 86 anni. Nelle sue pitture-oggetto e nei suoi assemblages, accuratamente progettati, è sempre presente l'aspetto ludico dell'arte, in un'euritmia di rapporti cromatici e formali. Del Pezzo partecipò (insieme a Guido Biasi, Bruno Di Bello, Sergio Fergola, Luigi Castellano e Mario Persico) alla fondazione a Napoli del Gruppo 58, collegato con il «Movimento Nucleare» guidato da Enrico Baj a Milano e con i gruppi Phases a Parigi, Spur a Monaco e Boa a Buenos Aires e l'anno successivo prese parte attivamente alla creazione della rivista «Documento Sud», rassegna di arte e di cultura di avanguardia.

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Nel corso degli anni Del Pezzo ha partecipato a importanti collaborazioni, come quella con Enrico Baj e Lucio Fontana con i quali ha realizzato «Il Labirinto del tempo libero» per la XIII Triennale di Milano (1964), ottenendo uno dei premi internazionali, e nel 1966 ha esposto alla XXXII Biennale di Venezia. Tra le sue numerose esposizioni hanno rivestito particolare importanza la mostra «De Metafisica» nella galleria Krugier di Ginevra, dove ha esposto con Giorgio de Chirico, Carlo Carrà e Giorgio Morandi (1967), e la sua prima personale a Parigi nel 1968, dove presentò il suo tipico repertorio di 'quadrì o 'sculturè, formati da pannelli geometrici monocromi, sui quali sono inserite mensole o scavate concavità, che sostengono oggetti geometrici regolari (birilli, uova di legno, bocce, manichini, etc.) talvolta molto colorati. 

Nato il 13 dicembre 1933 a Napoli, Del Pezzo frequenta la Scuola libera di disegno e di storia dell'arte e archeologia di Mario Napoli e nel 1954 vince una borsa di studio per ricerche archeologiche in Grecia. Nel 1955 si diploma nel corso di arte applicata, sezione pittura decorativa, e frequenta il corso di pittura all'Accademia di Belle Arti di Napoli. Nello stesso anno tiene la sua prima mostra personale a Padova. Lavora come professore di ceramica a Matera e qui decora la cupola della chiesa di Sant'Antonio a Stigliano. Nel 1960 si trasferisce a Milano dove entra in contatto con Baj e Fontana nel 1965 va a Parigi, dove abita nel vecchio studio di Max Ernst. Nella capitale ottiene grande successo e diventa membro nel comitato di selezione del Salon de la Jeune Peinture e al Salon de Mai. Nel 1970 il pittore inizia la collaborazione come progettista grafico con la Olivetti e con il gruppo automobilistico Renault. Nel 1973 realizza per il Centre Pompidou di Parigi l'opera «Il muro», che copre due lati della palizzata del cantiere di costruzione del Beaubourg. Nel 1979 ritorna definitivamente in Italia stabilendosi a Milano dove espone allo Studio Marconi le opere del ciclo «Paraphrases» e inizia l'attività di insegnante di pittura all'Accademia di Belle Arti. Del Pezzo Lucio è stato un artista poliedrico, occupandosi anche di scenografia, realizzando negli anni '90 lavori per il teatro Valli a Reggio Emilia e il Teatro Verdi a Parma. Nel 1998, su commissione dell'architetto Marco Zanuso, ha realizzato una grande pittura per la sede milanese della casa di moda Gian Franco Ferré, mentre nel 2000 ha disegnato per due stazioni della nuova metropolitana di Napoli quattro grandi rilievi ceramici ed una plastica in bronzo. E sempre nel 2000 l'Istituto Mathildenhohe a Darmstadt ha presentato la prima grande retrospettiva della sua opera in Germania.
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