Napoli, la zingara della Sanità nel «presepe favoloso»

Una mostra e un libro per narrare la storia della Scarabattola

Napoli, la zingara della Sanità nel «presepe favoloso»
di Ugo Cundari
Mercoledì 7 Dicembre 2022, 08:50
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Insieme a Maria a pulpettara, il lupo mannaro, la sirena, Maradona che palleggia con un'arancia, Razzullo e Peppiniello, la donna nuda, Pulcinella, lo scartellato, Ciccibacco, Benino, il monaciello e il femminiello, il diavolo, Peppe Barra/Razzullo, 100 animali, eccetera ecceterona come direbbe Domenico Rea, quest'anno nel presepe favoloso dei fratelli Scuotto, 4 metri per 2, protetto da una teca di cristallo ed esposto nella sagrestia della basilica di Santa Maria alla Sanità, c'è anche la statuina in terracotta di una gitana. È ispirata ad Aurora Quattrocchi, madre di Pierfrancesco Favino nel film «Nostalgia» di Mario Martone e simbolo del quartiere.

La nuova versione del presepe degli Scuotto, cocktail di sapere tradizionale e immaginario aperto alla contemporaneità, inaugurato lo scorso anno e destinato ad essere sempre arricchito, sarà visitabile fino al 6 gennaio gratuitamente insieme alla mostra, una ventina di pezzi antichi e nuovi degli Scuotto, ospitata nella cappella del tesoro appena restaurata con alle pareti affreschi del Seicento sulle vite di santi. Tra i pezzi in terracotta in esposizione ci sono diavoli come Demorciso (il demone Narciso), Gruneraptor (il diavolo dell'ombra), Metustete (il demonio lussurioso con la lingua lunga). Ma anche Giovannino il figlio di Napoli, unico pezzo in legno, gli schiavi neri, la donna seminuda intenta a lavarsi, il femminiello con in mano il paniere della tombola, l'angelo moro Aricò e una serie di modelli che stanno diventando personaggi di un corto di Nicola Barile: la bambina Michelemmà che non ha una mano e, protetta dai suoi amici freaks, sconfigge la cattiva Iside e i suoi sgherri, Boogie e Sobek. Infine le installazioni del Pulcivelato, opera in resina del 2008, e la copia del Cristo velato in bronzo realizzato nel 1998 per il mecenate francese Robert Léon.

A raccontare l'operazione degli Scuotto alla Sanità è appena uscita un libro, Il presepe favoloso del rione Sanità (Edizioni San Gennaro, pagine 92, euro 35). Insieme ai testi introduttivi di padre Antonio Loffredo e Paolo Giulierini, e agli interventi di Pietro Gargano, Federico Vacalebre (ripreso da queste pagine), Peppe Barra, Gianluigi Freda, ci sono 100 fotografie a colori di Sergio Siano e in appendice 52 schede, in italiano e inglese, che spiegano la storia di ogni statuina presepiale. «I fratelli Scuotto non condividono la triste abitudine, tutta mercantile, di collocare sullo scoglio i personaggi della cronaca, dello spettacolo, dello sport, della politica. Gli Scuotto usano i contemporanei soltanto se essi hanno trovato un posto nella testa del popolo e più giù. La loro bottega, la Scarabattola, è a due passi da San Gregorio Armeno, vicina nello spazio ma lontana nell'ispirazione» scrive Gargano. Per Vacalebre il presepe favoloso «non è solo un'opera d'arte ma anche un contributo importante al dibattito su come lavorare sulle nostre tradizioni. Gli Scuotto, in fondo, guardando a De Simone, operano sui loro pastori come la Nccp fece su villanelle e moresche, riscoprendone il più profondo senso, restituendole con rispetto al nostro vivere contemporaneo».
 

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