Centenario Prisco, si chiude con una mostra alla Biblioteca Nazionale sull'officina letteraria della sua scrittura

Martedì 30 Novembre 2021 di Donatella Trotta
Centenario Prisco, si chiude con una mostra alla Biblioteca Nazionale sull'officina letteraria della sua scrittura

«I segreti della scrittura» di Michele Prisco. Annidati in materiali tratti dal Centro Studi a lui intitolato e custodito con amore e rigore dalle figlie nella casa posillipina dello scrittore e composti di quadernetti fitti di appunti, annotazioni, schemi, indici e di faldoni colmi di ritagli stampa, lettere autografe, fotografie, inviti e recensioni: a disvelare l’officina creativa, le suggestioni ispiratrici e la geometria compositiva del talento (e lavoro quotidiano) di un narratore di rango. E poi i «percorsi di lettura» dell’autore: ricostruiti, con materiali provenienti dai due Fondi “Doria” ed “Elio Fiore” della Biblioteca Nazionale di Napoli, attraverso alcune tappe significative, a partire dalla selezione di nuclei di racconti giovanili apparsi su riviste ― dal 1942 in poi ― per proseguire con alcuni romanzi cruciali, fino a una varietà di insoliti testi d’occasione, testimonianza della poliedrica curiosità dell’intellettuale e della fedeltà dell’uomo al primato degli affetti: in una traiettoria esistenziale piena e feconda ripercorsa anche, per sintetizzarla ai più giovani, in dieci pannelli (realizzati da Mariolina Rascaglia e Giorgio Tabanelli con elaborazione grafica di Barbara Bertini) su vita, opere e premi letterari.

Chiude con la mostra documentaria «L’officina letteraria di Michele Prisco», curata da Mariolina Rascaglia e aperta al pubblico (da domani alle ore 10 fino al 16 dicembre, nella Sala Rari della Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III” di Napoli), il centenario delle celebrazioni per la nascita dell’autore oplontino di origine e napoletano d’adozione (1920-2003), slittato causa pandemia ma portato a termine, dal Comitato istituito dal Ministero della Cultura e presieduto da Carlo Vecce dell’università L’Orientale, con una serie di convegni (a Napoli, il 18 novembre 2020, Milano il 10 maggio 2021 e Roma il 19 e 20 ottobre 2021) e molti eventi collaterali. Tra i quali, la realizzazione di un documentario con la regia di Giorgio Tabanelli, dal titolo «Michele Prisco: il signore del romanzo», che sarà proiettato domani a conclusione degli interventi della giornata inaugurale, aperta dai saluti della vicedirettrice della Biblioteca Nazionale, Maria Iannotti e seguita dai contributi di Carlo Vecce e Laura Cannavacciuolo (che per l’occasione presenteranno gli Atti del convegno napoletano, Michele Prisco tra radici e memoria, da loro curati e freschi di stampa: prima articolata ricognizione critica sul duplice versante delle ragioni letterarie e di quelle del cuore), della curatrice della mostra, del regista Tabanelli e delle figlie dello scrittore, Caterina e Annella, rispettivamente Presidente e vicepresidente del Centro Studi Michele Prisco.

Non è casuale la scelta della Biblioteca Nazionale come sede per la chiusura (aperta a nuovi studi, conseguenza degli stimoli e riscoperte sin qui emersi) delle celebrazioni prischiane: sin da giovane lo scrittore ne era infatti utente affezionato e fedele, per le sue ricerche; e non a caso la curatrice del percorso espositivo, Mariolina Rascaglia, ha selezionato i documenti e le fonti nel suo duplice ruolo di amica storica di famiglia e membro del Centro Studi: «Con l’intento ― spiega ― di proporre ai lettori di Prisco, a quanti lo hanno conosciuto e in particolare alle giovani generazioni la possibilità di entrare nella sua officina creativa, di osservare dal vivo il laboratorio custodito nell’archivio presso il Centro Studi, di conoscere lo scrittore e, soprattutto, l’uomo». Anche attraverso fotografie private e lettere inedite (tra i tanti, di Ottiero Ottieri, Giovanni Arpino, Diego Valeri, Filvio Tomizza, Carlo Bernari), testimonianze non scontate che accanto ad altre di repertorio ricostruiscono e ripercorrono la personalità e la produzione letteraria di un autore, premio Strega 1966 con il romanzo Una spirale di nebbia, che anche con la sua produzione di racconti, l’attività di critica letteraria, cinematografica, teatrale e televisiva sui giornali e nei premi letterari, quella di conferenziere e persino traduttore dal francese ha saputo saldare l’eredità del realismo della tradizione ottocentesca europea alla complessità dell’inquieto spirito contemporaneo con uno stile peculiare alieno, nell’orizzonte della geografia e storia della letteratura italiana, sia da facili stereotipi e trite mitologie (cresciute ad esempio intorno all’immagine di Napoli e dei territori meridionali), sia da mode effimere di avanguardie, scorciatoie di formulette narrative e trappole di un “impegno” ostentato come mestiere.

L’appuntamento del primo dicembre a Napoli, dunque, segna una fine simbolica delle celebrazioni che è anche un nuovo inizio per la (ri)scoperta dello scrittore: «Questa mostra ― spiega Rascaglia ― non è solo un piccolo ma doveroso omaggio a Prisco in forma di “assaggio” della vastità di suoi materiali, ancora inediti, a disposizione della comunità degli studiosi, studenti e appassionati dell’opera prischiana; è anche un invito a ripensare e vivere il ruolo della Biblioteca come luogo di fruizione attiva di testi classici e contemporanei: per questo, a fine anno prossimo prepareremo una più ampia versione digitale della mostra, a partire da questa tappa fisica che costituirà la base di uno strumento didattico per eccellenza». Anche per questo, è stato inoltre predisposto un servizio di visite guidate alla mostra, con la visione del trailer del documentario, nelle mattine del 2, 7, 9, 13 e 16 dicembre (ore 10-13) per gruppi di 15 persone (max 2 gruppi al giorno), prenotando via mail (all’indirizzo: convegnoprisco2020@gmail.com; la prenotazione è obbligatoria anche per la partecipazione in presenza alla giornata inaugurale della mostra, nel rispetto delle norme anti-Covid). Ma non è l’unica novità in cantiere: domani verrà annunciato anche che a Teramo l’Amministrazione Comunale intitolerà prossimamente una via a Michele Prisco, per via del rapporto stretto dello scrittore (amico del cuore dell’intellettuale abruzzese Mario Pomilio) con  la città, grazie al Premio Teramo. La proposta di intitolazione, infatti, è stata formalizzata alla Commissione toponomastica del Comune da Simone Gambacorta e Paolo Ruggieri, rispettivamente presidente della giuria e segretario del Premio letterario. 

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