Con Crovi e Barbieri in Accademia di Belle Arti si parla di draghi, dirigibili, mongolfiere, Polo Nord e costellazioni

Domenica 3 Novembre 2019 di Donatella Trotta
Stelle e draghi. Dirigibili, mongolfiere e costellazioni. Realtà e immaginazione. Atmosfere fiabesche e spunti storici divenuti leggendari: tra scienza e fantasy, segni, sogni e disegni ha il sapore di un evento imperdibile, per gli appassionati e non solo, il duplice incontro organizzato dalla Scuola Italiana di Comix - in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Napoli - che intreccerà storie, Storia, arte, scienza, editoria di progetto, illustrazione e narrazione in una conversazione tra il saggista, sceneggiatore, critico musicale Luca Crovi, l’illustratore Paolo Barbieri, il sociologo della comunicazione Sergio Brancato e Mario Punzo, Direttore della Scuola Italiana di Comix. L’appuntamento è l’8 novembre (ore 11, Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Napoli in via S. Maria di Costantinopoli 107), per la doppia presentazione del nuovo libro scritto per l’editore Oligo da Luca Crovi Draghi, dirigibili e mongolfiere (c’era una volta Milano) e finemente illustrato da Paolo Barbieri, che per l’occasione presenta anche il suo ultimo libro StarDragon, edito da Lo Scarabeo.

Il primo libro è un racconto notturno, denso di suggestioni e rimandi, ambientato nella Milano degli anni Venti - città al centro di una grande rivoluzione sociale e tecnologica - in cui la realtà, ossia la storia della partenza del Dirigibile Italia e del suo eroico comandante Umberto Nobile con il suo equipaggio di sedici persone (tra cui tre scienziati: Finn Malmgren, meteorologo e geofisico svedese, Frantisek Behounek, fisico e direttore dell’Istituto Radio di Praga e Aldo Pontremoli, fondatore del Dipartimento di fisica dell’Università di Milano) e una cagnolina come mascotte, si mescola ad atmosfere magico-fiabesche accentuate dal modo chimerico, misterioso e anacronisticamente fantascientifico (secondo il genere “steampunk”, filone della narrativa fantastica e fantascientifica di derivazione ottocentesca) che Barbieri ha saputo dipingere sulle parole della narrazione di Crovi.

È notte fonda il 15 aprile 1928, infatti, quando il generale Nobile, già protagonista nel 1926 di una prima spedizione al Polo Nord con il dirigibile Norge, decolla a bordo del dirigibile Italia dal quartiere milanese di Baggio per la seconda missione, più prettamente scientifica e dall’esito tragico, alla volta della banchisa polare artica. Prima di lasciare Milano, Nobile ordina di fare un giro di ricognizione sorvolando un paesaggio fiabesco, appena velato dalla nebbia (scaturita, secondo antiche leggende, dal soffio dei Draghi), che rivela una città futura metropoli ancora solcata da canali e navigli dove dondolano gondole e si librano mongolfiere, proiettata nella modernità con il suo idroscalo in costruzione ma già affollato di idrovolanti. Il senso sospeso e incantato del racconto di Crovi, intrecciato alla magica maestria evocativa delle sapienti immagini di Barbieri ricostruisce così in una prospettiva inedita una pagina di storia, guardando con approccio poetico all’anima delle cose, e delle persone.

Dall’alto, la Basilica di Sant’Ambrogio accanto alla Colonna del Diavolo, il niveo Duomo che già a Mark Twain era parso «un incantevole e fiabesco cristallo di ghiaccio che potrebbe svanire in un istante», il paesaggio in evoluzione baluginante nella nebbia della notte si animano come gli avieri che dipingono draghi sulla carlinga alla stregua di marinai del cielo su navi alate, come lo sguardo mobile del comandante del dirigibile Italia con il suo fox terrier Titina, compagna di viaggio e mascotte della spedizione, proiettati anch’essi in un futuro ignoto che, sorvolando la caliginosa Milano, può assumere anche le fattezze gotiche del leggendario drago Tarantasio, mostro simbolico e forse evocativo di altri orrori, nel secolo breve dei totalitarismi e nazifascismi.

L’eclettico Luca Crovi, laureato in Filosofia Antica con specializzazione in Storia Antica con una tesi su Marco Aurelio dibattuta con Giovanni Reale, da oltre vent’anni nello staff della Sergio Bonelli Editore - dove è redattore della Collana Almanacchi e cura attualmente come editor le serie del commissario Ricciardi e di Deadwood Dick – sceneggiatore di storie a fumetti da testi di Massimo Carlotto, Carlo Lucarelli, Andrea G. Pinketts e Joe R. Lansdale, curatore della rubrica GialloNaviglio per Radio Popolare e già autore fra il resto della monografia Tutti i colori del giallo (2002: poi trasmissione radiofonica su Radio2 insignita nel 2005 del Premio Flaiano), e poi Noir. Istruzioni per l’uso (2013), Giallo di rigore (2016) e del suo primo romanzo L’ombra del campione (2018), ha riversato in questa storia perturbante molte sue passioni.
 
Afferma infatti Crovi: «Mi piaceva l’idea di racchiudere in un racconto breve l’immagine e lo spirito di Milano, nel 1928 al centro di un incredibile mutamento tecnologico e sociale. Così ho pensato di raccontare come poteva apparire la città di notte a Umberto Nobile, la sera in cui decollò per il Polo Nord. Accanto a lui, a scoprire la meraviglia di quella visione dall’alto c’è Titina, la piccola mascotte dell’impresa. Mi piaceva l’idea che nel silenzio della notte Nobile e Titina osservassero la città e si potessero far suggestionare dalle storie sui draghi, la nebbia e i navigli che l’hanno sempre caratterizzata. Lo sguardo emozionato dell’esploratore e ingegnere abituato a progettare nuovi mezzi di esplorazione e quello curioso del piccolo animale mostrano il cuore della mia città. Quando ho immaginato il racconto e ho proposto a Paolo Barbieri di illustrarlo mi sono divertito a suggestionare anche lui, che da appassionato di draghi è rimasto impressionato dalle leggende che avevo inserito nella mia storia. E così Paolo si è scatenato nella reinvenzione di quella Milano del 1928 disegnandola com’era ma anche come avrebbe potuto essere, in una sorta di realtà alternativa».

Già. Universi paralleli, come i mondi fantastici da sempre perseguiti da Barbieri, che commenta: «Spesso, quando si parla di Draghi, il pensiero corre alle leggende che popolano i freddi luoghi del nord Europa, per poi volare con un battito di grandi ali fino al lontano oriente di Cina, Corea e Giappone. La letteratura fantasy, partendo dai testi più antichi, passando per il genio di Tolkien e arrivando fino ai giorni nostri, ha eletto questi bestioni come le più famose e affascinanti delle creature fantastiche. Abbiamo visto Draghi nelle illustrazioni, nei fumetti, nei videogiochi, nelle serie tv, nei film per il cinema e in quadri antichi e moderni. Eppure, nonostante questa "overdose" di Draghi bianchi o neri, enormi o minuscoli, senzienti o animaleschi, pochi sanno che anche in Italia "esistono" i Draghi e molte leggende legate a essi. Una di queste affascinanti storie racconta del Drago Tarantasio che, con la sua ferocia, terrorizzava gli abitanti delle zone che sorgevano intorno al lago Gerundo, un grande specchio d'acqua che oggi non esiste più e che era localizzato nell’odierna Lodi. Quando ho letto il racconto di Luca ambientato in una Milano di un recente passato intrisa proprio di queste affascinanti storie, sono stato avvolto dal sogno, ritrovandomi a immaginare un tempo quasi mistico e surreale i cui personaggi, luoghi e storie reali, fossero avvolti nella nebbia della fantasia e del folklore. Con queste illustrazioni voglio raccontare la magia che Luca mi ha trasmesso, attraverso delle visioni che spaziano tra mitologia e realtà, con in sottofondo e lontano nel cielo, il rumore del battito delle ali di Drago perse nella nebbia».

Paolo Barbieri parla a ragion venduta: illustratore di fama, impegnato da più di vent’anni nel mondo dell’editoria (dove ha realizzato innumerevoli copertine per autori del calibro di Michael Crichton, Ursula Le Guin, George R. R. Martin, Umberto Eco, Sergej Luk’Janenko, Marion Zimmer Bradley, Herbie Brennan, Cassandra Clare, Laura Gallego Garcia, Alberto Angela, Wilbur Smith), ha al suo attivo anche i due libri illustrati e le copertine dei romanzi fantasy di Licia Troisi pubblicati da Mondadori (2004-2015), e le copertine delle due serie Panini Comics ispirate al Mondo Emerso. Nel 2011 è stato il primo illustratore italiano a essere Artist Guest of Honor di Lucca Games, con una mostra antologica che l’ha visto protagonista nelle splendide sale del Palazzo Ducale della città. Per Mondadori, Barbieri ha inoltre realizzato vari e importanti libri illustrati: Favole degli Dei (2011), l’Inferno di Dante (2012), l’Apocalisse (2013, prefazione di Luca Enoch), Fiabe Immortali (2014, prefazione di Herbie Brennan), Draghi e altri Animali (2017) e, dal 2015, ha iniziato la collaborazione con la casa editrice Lo Scarabeo di Torino, con cui ha realizzato i Tarocchi (Barbieri Tarot, 2015) e i libri illustrati Zodiac (2016), Fantasy Cats (2017) e Unicorns (2018).
 
Non a caso l’ultimo libro di Paolo Barbieri, dal titolo StarDragons (Lo Scarabeo) di cui si parlerà l’8 novembre a Napoli nell’incontro moderato da Brancato e Punzo, intreccia nell’alchimia di 56 illustrazioni a colori la magia del fantastico e la misteriosa meraviglia del cosmo attraverso draghi e stelle, costellazioni e cavalieri, creature fantastiche e luoghi immaginari in cui si incontrano i miti e le leggende, da sempre protagoniste dell’immaginario collettivo dell’umanità. Andromeda, Pegaso, Perseo, Orione, Orsa Maggiore e tante altre costellazioni celesti si trasformano in Draghi straordinari mentre Altair, Sirio, Vega, Antares, Aldebaran e molte altre stelle principali delle costellazioni più conosciute prendono forma nei guerrieri, nei cavalieri e nelle creature fantastiche che accompagnano i Draghi.

Spiega Barbieri: «Ho voluto unire le due entità che da sempre hanno catturato fin da piccolo la mia immaginazione: le stelle e i draghi. Nella mia personale visione, che in un certo senso ho riscritto per questo libro illustrato, ho trasformato il cavaliere e il drago in due figure simbiotiche, nate entrambe dalla stessa cellula fantastica. I draghi sono diventati le costellazioni mentre i cavalieri hanno assunto il nome delle stelle più importanti di ogni costellazione. Il mito accarezza la leggenda e il fantasy si fonde con la scienza, in questa serie di 56 illustrazioni che raggruppano le 48 costellazioni tolemaiche, tradotte in 51 con la suddivisione in quattro della antica Nave Argo, e che ho completato con 5 costellazioni altrettanto importanti o immaginifiche. Boote, Centauro, Leone, Ofiuco, Cefeo, Corona Australe e tanti altri miti che hanno preso forma di draghi ed eroi, in un libro in cui ho voluto fondere cielo e terra per un viaggio che chissà, magari vi porterà alla seconda stella a destra per poi andare dritti fino al mattino». © RIPRODUZIONE RISERVATA