Con Di Lorenzo e Leone un viaggio esclusivo alla scoperta delle ville dei Papi

Frascati, esterno di Villa Aldobrandini
di Donatella Trotta

Un sito antichissimo, di potente magnetismo ambientale, disseminato di vestigia archeologiche e costellato di architetture aristocratiche in armonioso dialogo con paesaggi naturali incantevoli: a suggello di un felice connubio tra natura e cultura. Annidato sui Colli Albani, a oriente dell’odierna Frascati, il Tuscolo (dalla città latina Tusculum) con i suoi dintorni è, nei pressi di Roma, un luogo sorprendentemente ricco di sorprese, che può offrire l’opportunità di ritagliare inconsueti itinerari turistico-culturali sulle vie della storia e dell’archeologia, dell’arte e dell’architettura incastonate in giardini rigogliosi, segreti o poco noti, dove vivere una immersione piena nella bellezza tout court. Ad  arricchire il percorso, la sequela di splendide “Ville tuscolane”: che costituiscono dei veri e propri scrigni di tesori, se non nascosti di certo misconosciuti ai più, salvo che per pochi specialisti e addetti ai lavori che vi hanno dedicato appositi studi e singole monografie.
 
«Mancava, però, un quadro complessivo di queste prestigiose dimore, gioielli unici e preziosi per i cultori di storia e di arte, status symbol dell’aristocrazia romana, ma anche siti di rappresentanza e di soggiorno estivo della corte papale a partire dal 1545, sulle orme del cardinale Alessandro Farnese, eletto nel 1534 al soglio pontificio con il nome di Paolo III», sottolinea l’architetto Teresa Leone, saggista, docente ed esperta in restauro, urbanistica, beni culturali, utilizzo dei fondi europei per le regioni del Sud oltre che presidente, dal 1993, dell’Associazione culturale Antares che si occupa di promuovere, divulgare e valorizzare il patrimonio artistico, archeologico e storico-culturale presso un pubblico più ampio di quello accademico.
 
Non a caso, Leone firma ora con l’architetto Antonella Di Lorenzo - specialista in studi di carattere urbanistico, impegnata in ricerche storiche e in incarichi di riqualificazione di aree urbane – una corposa quanto insolita “guida turistico-culturale” dal titolo Alla scoperta delle Ville dei Papi. Un viaggio esclusivo nel Seicento Romano (Palombi Editori),  che sarà presentata in anteprima a Napoli giovedì 13 settembre alle ore 18 nella Sala Eventi della Libreria Feltrinelli di piazza dei Martiri, prima delle successive tappe di Roma, Frascati e Milano. Con le autrici, al dibattito - introdotto e coordinato da Emanuela Bruni, Assessore alla Cultura del Comune di Frascati - interverranno l’architetto Rosario Giuffré, già Prorettore dell’Università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria; Leonardo di Mauro, architetto e docente di Storia dell’Architettura all’Unversità “Federico II”; Gian Giotto Borrelli, storico dell’arte e docente di Storia del restauro e delle tecniche all’Università Suor Orsola Benincasa e l’archeologo Stefano De Caro, già direttore generale dell’Iccrom (il Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali).
 
Una pluralità di sguardi per riverberare la molteplicità di stimoli non soltanto visivi offerta dall’opera di Leone e Di Lorenzo, tese a proporre con la loro articolata ricerca un percorso di conoscenza che dalle tracce di antiche rovine e dimore in pietra – esaltate, nei loro diari, dai viaggiatori italiani e stranieri del passato -, attraverso la meraviglia di fastosi saloni affrescati, magnifiche strutture e decori architettonici, floridi e curati giardini e ombrosi, austeri cortili, fino ad arrivare agli orti coltivati e ai boschi circostanti consente, anche, una rilettura della storia sociale e del costume di allora. «Queste ville – spiegano ancora le autrici - divennero veri e propri palazzi signorili, “castelli”, frutto dell’impegno dei più valenti architetti e artisti dei secoli XVI e XVII. Ed esse si legano anche all’impostazione della villa romana d’epoca imperiale, come luogo di ritrovo e meditazione, con l’utilizzo del “ninfeo” come apparato decorativo dell’assetto del giardino, diventando così il fulcro ispiratore di tanta grandezza, allora ad uso imperiale, nel Cinquecento e, successivamente, ad uso “papale”».
 
Queste dimore, si racconta nel libro, parteciparono insomma alla costruzione del paesaggio e, nel contempo, sono state condizionate nella loro forma dai suoi caratteri “stilistici” e fisici. Non a caso, viene sottolineato, «indirizzano facciate, terrazze e assi su un panorama incardinato su Roma, centro del potere di coloro che costruirono le proprie residenze estive sul colle tuscolano». Dove l’antica città di Tusculum, frequentata secondo la Treccani sin dall’età del Bronzo e configurata, a parere degli studiosi, come civitas tra il VII e il VI secolo a. C., conserva ancora resti di ville patrizie di notevole rilievo: da quella di Cicerone, presso Villa Rufinella, a quella di Lucullo, presso Villa Torlonia; e da quella dei Quintili, sottostante la Villa Mondragone, fino ai resti delle mura, del teatro del I secolo a.C., dell’anfiteatro e delle imponenti costruzioni di un santuario detto villa di Tiberio. E scusate se è poco…
 
«La nostra guida alle ville tuscolane – concludono le due autrici - vuole far conoscere questi tesori, descrivendoli precisamente e accompagnando a tali descrizioni tante notizie ad esse correlate: le famiglie di provenienza dei Papi, le altre importanti proprietà che esse avevano a Roma o comunque nei dintorni, svolgendo una sorta di gomitolo che si srotola nella campagna romana con infinite diramazioni interessanti e accattivanti».
 
Martedì 28 Agosto 2018, 14:58
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