Dalla periferia al centro, un progetto per salvare i libri della Biblioteca Universitaria con i giovani di Scampia

di Donatella Trotta

Un circolo virtuoso che porta la periferia al cuore del centro storico. E un progetto di legalità e solidarietà che oltre a creare indotto, fomentando opportunità di lavoro per giovani altrimenti ai margini del rischio disagio sociale, punta anche a salvaguardare con intelligenza emotiva un ricco patrimonio librario custodito in quei presidi di civiltà e “granai dello spirito” (secondo la bella definizione di Marguerite Yourcenar) che sono le biblioteche. È un’iniziativa controcorrente che ha il sapore di una bella sfida l’intreccio di buone pratiche che lega la Biblioteca Universitaria di Napoli, l’Associazione Pro Giovani di Scampia per i Valori ed i Beni Culturali di Napoli (nata alcuni mesi fa e presieduta da Giandomenico Lepore, già Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Napoli) e la Cooperativa sociale La Roccia di Scampia, presieduta dal padre gesuita Fabrizio Valletti. Se ne parlerà in una tavola rotonda di presentazione del progetto, sul tema «Dal centro alla periferia: biblioteca, impresa e cultura a Napoli» in programma martedì 29 maggio alle ore 10, nella sede della Biblioteca Universitaria di Napoli in via Giovanni Paladino 39.

«L’ambizione del progetto – spiega Raffaele De Magistris, direttore della BUN che ha organizzato l’incontro - è di dimostrare come sia possibile, anche in una delle periferie più martoriate della nostra città, contrapporre ai valori e ai soldi facili della malavita i valori del lavoro onesto. E nemmeno di un lavoro qualsiasi: bensì di un impegno artigianale che metta chi lo svolge a contatto con la “cultura” e con la “nobiltà” della cultura. Un lavoro insomma coniugato con la “grande bellezza” di cui sanno essere portatori i libri, la conoscenza, l’arte, e che può fiorire anche lì dove i più ritengono regni solo la “grande bruttezza” della miseria, della morte, dell’abbrutimento morale, della povertà educativa».

Ma in che consiste il progetto? Tutto parte dall’alleanza – cementata da obiettivi comuni – tra soggetti impegnati a combattere l’illegalità e il degrado con le armi nonviolente della cultura e del lavoro. Da un lato, la nuova Associazione Pro Giovani di Scampia per i Valori ed i Beni Culturali di Napoli, sorta con il duplice obiettivo di promuovere il lavoro e la legalità a Scampia e di varare interventi a sostegno del patrimonio delle nostre biblioteche, che ha subito avviato un’attività filantropica a favore del Laboratorio di Restauro e Legatoria della Cooperativa La Roccia, altra realtà positiva che con il Centro Hurtado sta cambiando il volto buio di Scampia. «La novità e il punto forte del progetto – aggiunge De Magistris – consistono nel rendere i giovani di Scampia e i libri entrambi protagonisti di un unico disegno dalle forti valenze sociali, in un contesto preciso, quale la periferia urbana di Napoli collegata al suo centro storico da questa iniziativa».

Grazie alle elargizioni dell’Associazione, la Cooperativa La Roccia ha così già rilegato circa 120 volumi della Biblioteca Universitaria: un circuito virtuoso dalle molteplici potenzialità. Alla tavola rotonda del 29 ne discuteranno i protagonisti di questo esperimento sociale, che già sta dando i suoi frutti: De Magistris, Lepore e Valletti che dialogheranno con Antimo Cesaro, Sottosegretario di Stato del MiBACT; Roberta Gaeta, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli; Rosa Maiello, Presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche; Paola Passarelli, Direttore Generale Biblioteche e Istituti Culturali del MiBACT; Girolamo Pettrone, Commissario Straordinario della Camera di Commercio di Napoli e Marco Rossi Doria, Fondatore di Maestri di Strada e già Sottosegretario di Stato del MIUR. Dopo una descrizione corale della storia, del senso e delle finalità del progetto, illustrato da più punti di vista, in una seconda fase questi autorevoli esponenti del mondo delle biblioteche, dell’imprenditoria e del terzo settore commenteranno così il percorso futuro, individuandone possibili sviluppi e analizzando il suo connotarsi come modello esemplare di dialogo tra istituzioni pubbliche e privato sociale nei rispettivi contesti.
 
Martedì 22 Maggio 2018, 10:09
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