Domenico Cotugno, alla Bun una mostra bibliografica di atlanti e opere anatomiche del suo tempo

Domenico Cotugno, alla Bun una mostra bibliografica di atlanti e opere anatomiche del suo tempo
di Donatella Trotta
Venerdì 21 Ottobre 2022, 14:00
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Lo chiamavano l“Ippocrate napoletano”. Perché dalla natìa Ruvo di Puglia, dove era nato il 29 gennaio 1736 da umili agricoltori, è a Napoli, città di primati, che - da quando vi si trasferì adolescente, assetato di conoscenza - intraprese con successo leggendario e sacrifici inenarrabili la strada che lo avrebbe infine consacrato come uno dei padri della medicina moderna. Ed è a Napoli - dove il più importante ospedale che cura le malattie infettive è non a caso intitolato a lui - che il medico, anatomista e chirurgo Domenico Cotugno si è infine spento, il 6 ottobre 1822, dopo una lunga e operosa vita dedicata alla ricerca anatomica e clinica, alla docenza e all'impegno diuturno per la lotta a morbi e patologie.

Del ruolo di Cotugno, amico di Antonio Genovesi, a sua volta padre dell’Economia civile in Europa, che esortava gli alunni dell’Ospedale degli Incurabili (dove è conservato un busto dello scienziato) perché si affidassero con costanza all’osservazione della natura sperimentando precocemente la pratica medica negli ospedali e nei laboratori (perché, affermava Cotugno, «la medicina è una cognizione, una intuizione, non una scienza da imparare. L’ha prodotta la natura e solo lei la conosce davvero») si è tornato a parlare, in occasione dei duecento anni dalla sua morte. E dopo il convegno, ieri, su «L’alba dei lumi della scienza medica a Napoli nel bicentenario di Domenico Cotugno» – organizzato nell’Aula Magna del Complesso di Santa Patrizia dall’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli e dal MUSA, Museo Universitario delle Scienze e delle Arti – per l’occasione la Biblioteca Universitaria di Napoli in via Giovanni Paladino 39 ha ora organizzato la mostra bibliografica dal titolo «Bicentenario della morte di Domenico Cotugno: atlanti ed opere anatomiche del suo tempo», aperta al pubblico dal 22 ottobre al 15 novembre 2022 (Orari: lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì, dalle ore 9.00 alle 14.00; martedì, dalle 9.00 alle 18.00. Info: 081 5517025; email: bu-na.promozioneculturale@cultura.gov.it).

All'inaugurazione della mostra – realizzata e curata da Maria Cristina De Crescenzo – interverranno, domani alle ore 10 nella sede della BUN, la direttrice della Biblioteca Maria Lucia Siragusa, il curatore del Museo anatomico Michele Papa e la curatrice De Crescenzo, per rendere omaggio all’illustre scienziato che ha ricoperto un ruolo fondamentale nella storia dell’anatomia con un percorso espositivo che presenta opere di eminenti personalità italiane ed europee determinanti per il  progresso degli studi medici, del sapere e della conoscenza scientifica. Una preziosa testimonianza, in particolare, è costituita dagli atlanti anatomici: trattati di notevoli dimensioni che la BUN custodisce nel suo cospicuo patrimonio librario. «Volumi di grande interesse, ancora oggi, perché raccontano, con il corredo iconografico di valenti artisti, l’evoluzione della scienza medica e dell’anatomia del corpo umano», spiega De Crescenzo. Un cammino segnato dalla osservazione clinica – praticata con la dissezione, che Cotugno inizialmente sperimentò, giovanissimo, sugli animali della sua campagna natìa – dei sistemi vitali e della struttura corporea; ma anche, continua la curatrice della mostra, «da una dettagliata riproduzione macroscopica della sua morfologia, attraverso il disegno e l’incisione e, successivamente, dalla stampa litografica e cromolitografica, con raffigurazioni analitiche e particolareggiate». Procedimenti complessi, che intrecciano scienza e arte con un grande impatto anche emotivo.

Del resto, già Leonardo Da Vinci ebbe a scrivere, ai suoi tempi: «Se l’artista non ha un’esatta cognizione dello scheletro...rischia di collocare fuori sito le ossa e le membra; laddove bozzando prima con la linea dello scheletro della figura, può con franchezza disegnare i muscoli ed i panni». E l’alchimista dei Lumi Raimondo di Sangro, Principe di Sansevero, a sua volta si dedicò a scoprire i misteri del corpo nelle sue sperimentazioni. «Ma è nell’enunciazione del genio di Leonardo che è racchiuso il significato del concetto dell’anatomia: osservare per conoscere», conclude Maria Cristina De Crescenzo. Le opere e gli atlanti, in mostra, coevi a Domenico Cotugno, descrivono ed illustrano così, ai tempi della pandemia di Covid19 che ha riportato l’attenzione mondiale sul tema della salute globale, la complessità, la misteriosa e straordinaria meraviglia del corpo umano. 

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