Galli, con Agata Smeralda le storie
di bambini attraversano l’Italia

Giovedì 23 Marzo 2017 di Donatella Trotta
L’artista Letizia Galli
Quali immagini d’infanzia veicola, oggi, il mondo della letteratura (e dell’illustrazione) per ragazzi, e con quali protagonisti di respiro internazionale? La domanda è d’obbligo, in vista della Children’s Book Fair di Bologna, che aprirà i battenti il 3 aprile. Ospiti d’onore di questa 54esima edizione, la Catalogna e le isole Baleari, che non a caso vantano una delle più longeve tradizioni di eccellenza nel settore di Juvenilia: risalente addirittura al Quattrocento, con le Publicacions de l’Abadia de Montserrat – la casa editrice più antica d’Europa – e ancora oggi estremamente vitale. Non soltanto per fatturato (41,4 milioni di euro all’anno al 2015, al momento il terzo settore nell’industria editoriale), ma anche per vivacità di proposte. Lo dimostrerà il fitto programma di oltre quaranta attività in Fiera e in città, con più di sessanta partecipanti, coordinato a Bologna dall’Institut Ramon Llull, consorzio di cui fanno parte il Governo catalano, il Governo delle isole Baleari e il Comune di Barcellona, che si occupa della promozione all’estero della lingua e della cultura catalane. Un settore editoriale, quello del libro per bambini e ragazzi spagnolo, che offre uno scenario maturo, ricco e diversificato, con un nutrito e affermato numero di case editrici indipendenti e innovative, accanto a case editrici di livello internazionale, con filiali in tutto il mondo, forti di una notevole offerta formativa nel campo dell’illustrazione, dell’edizione, della scrittura e della ricerca nella letteratura per bambini e ragazzi, che alimenta la conoscenza e la creatività dell’intero settore.

E in Italia? A rappresentare egregiamente la creatività made in Italy dalla parte delle bambine e dei bambini, in un panorama internazionale assai competitivo, è un’artista poliedrica, di nascita fiorentina ma cosmopolita per vocazione: Letizia Galli. Un’autrice colta ed eclettica, architetto di formazione, che ha pubblicato più di 70 libri per l’infanzia (alcuni dei quali tradotti in 27 lingue) spaziando tra scrittura e illustrazione, design e campagne pubblicitarie, cartoni animati e programmi tv per bambini con il suo spirito laico, anticonformista e ironicamente dissacrante di “Puella aeterna” che ha saputo conservare, nel suo sguardo sul mondo, la stessa energia, curiosità intellettuale e creatività di quando era una inquieta “bambina ribelle”. Lo racconta bene, ora, una bella monografia bilingue, in italiano e in inglese, dal titolo «Letizia Galli. Disegni – Drawings», edita da SilvanaEditoriale con Mij, il Musée de l’illustration jeunesse di Moulins (al quale l’artista, molto amata in Francia, ha non a caso donato 3mila disegni originali della sua opera grafica, dagli esordi fino al 2010: “nemo propheta in patria!”), che rivisita la sua vasta e variegata produzione. Una produzione nel segno dei bambini considerati come persone: nei libri di Letizia Galli si intrecciano infatti storie, e immagini, di bambine e ragazzini di ogni latitudine e condizione impegnati a crescere, nonostante tutto; sono infanzie reali, mitologiche o immaginarie accomunate, nella loro diversità, da una condizione di sostanziale solitudine, se non di abbandono, passato e presente - dettato da necessità o accidenti della vita, inadeguatezza o rifiuto degli adulti - superati tuttavia dalle infinite e insospettabili risorse dell’ottimismo della volontà, e da una “resilienza” creativa capace di trasformare gli ostacoli in risorsa e opportunità di autonomia.

Lo può dimostrare anche l’ultimo libro di Letizia Galli, da lei scritto e illustrato, dal titolo «Agata Smeralda» (Franco Cosimo Panini editore) che sarà presentato, con il progetto espositivo triennale e itinerante che veicola, martedì 4 aprile alle 11.30 a Bologna, nella Sala Ouverture della Children’s Book Fair (con l’artista, interverranno tra gli altri la responsabile editoriale della Franco Cosimo Panini, Antonella VIncenzi, la curatrice del progetto Francesca Buccafusca, l’artista curatore dell’allestimento Michele Iodice, con Elena Pasoli, Exhibition Manager Book Fair e Grazia Gotti, direttrice dell’Accademia Drosselmeier). «Agata Smeralda» è il racconto immaginario (e molto empatico) ispirato da una storia vera, che ha colpito profondamente la vibratile sensibilità dell’autrice. È la storia della prima bambina di una lunga schiera di migliaia di trovatelli abbandonata, il 5 febbraio 1445, nella “finestra ferrata” dell’Istituto o Spedale degl’Innocenti di Firenze: splendido complesso rinascimentale progettato da Filippo Brunelleschi nel 1419 - dopo un rilevante lascito testamentario del mercante pratese Francesco Datini - e realizzato in piazza della Santissima Annunziata. Con grandi tavole a tutta pagina costellate dei grigi e degli ocra delle architetture fiorentine, e un testo breve, dalla cifra stilistica asciutta, Letizia Galli ripercorre così l’abbandono, la formazione, le visioni consolatorie e immaginifiche della bimba in crescita (acuto l’espediente letterario e cromatico della “Signora in rosso”, ossia la Madonna protettrice dei “nocentini” e “nocentine”, come i “figli della Madonna” all’Annunziata di Napoli) e infine i suoi sogni di autodeterminazione, orchestrati in prima persona dall’autrice con un timbro lieve, screziato di qualche pennellata dialettale e incastonato in immagini di felice armonia compositiva e cromatica - coerente con le atmosfere del tempo - adombra così il Leitmotiv ricorrente nella poetica di Galli, nei suoi racconti di e per bambini: la solitudine, appunto, e l’apparente fragilità dell’infanzia.

Non a caso, le tavole originali di Agata Smeralda aprono anche il percorso espositivo dal titolo «Storie di bambini. Disegni di Letizia Galli», che espone 210 opere selezionate dai libri illustrati dell’artista per un progetto di ampio respiro, complesso e articolato - in ognuna delle cinque sedi italiane della mostra - in una costellazione di eventi: visite teatralizzate ed itinerari d’arte, laboratori didattici e artigianali, incontri tematici di approfondimento. E dopo la prima tappa napoletana, dove la mostra è stata esposta con successo nel restaurato Salone delle Colonne dell’Annunziata dal 20 novembre 2016 al 28 febbraio 2017, dal 25 marzo sarà la volta del Museo degl’Innocenti di Firenze – sede anche di un convegno internazionale di approfondimento dal titolo «Oltre la frontiera. Identità e visioni d’infanzia tra letteratura e illustrazione», in programma il 7 aprile – per poi spostarsi a Venezia (dal 3 dicembre 2017), Milano (dal 18 marzo 2018) e Roma (dal 23 novembre 2018). Agata Smeralda, che è diventata anche una canzone (musicata dal Maestro Vittorio Cosma), è insomma l’eloquente incipit di un progetto triennale ambizioso, «Storie di Bambini» - promosso dall’omonima Associazione di promozione sociale presieduta da Francesca Buccafusca - che veicola per tre anni, in cinque città d’arte italiane e in luoghi-simbolo dell’assistenza all’infanzia negletta, le visioni d’infanzia di Letizia Galli attraverso diversi personaggi dei suoi libri per bambini pubblicati in Italia, Francia, Germania, Spagna, Stati Uniti e Giappone, nel sapiente allestimento di Michele Iodice: rivisitazione sintetica di un gusto rinascimentale che espone con eleganza le dodici sezioni delle tavole con annessi libri di Galli.

Tra questi, anche i disegni per una collana inedita di ecologia con le storie contemporanee di Nino, Susi, Toni e Ines: ragazzini che riescono a risolvere con ludica semplicità le emergenze del pianeta legate a cambiamenti climatici, deforestazione, risorsa acqua, nucleare, Ogm. E accanto a loro, e alle tavole di grande impatto visivo di Agata Smeralda, che aprono il percorso espositivo, anche le storie di estrema povertà (e immagin/azione salvifica) di Igor, bambino di strada che vive nella metropolitana di Mosca, di Abdou, piccolo migrante africano che vive in una dimensione di mondi paralleli con una misteriosa farfalla, attratto dal sogno di una vita migliore, e delle sorelline ivoriane Aïcha, Réhane e Salima, in fuga dalla guerra; e poi le lotte di piccoli geni - come Federico Fellini, Leonardo, Michelangelo - per diventare se stessi oltre le convenzioni e quelle della bambina sudamericana Dora, che supera con coraggio le proprie fobie. E ancora, le avventure sinestetiche di Willy Moon, rapper inconsapevole in una metropoli affollata e rumorosa, i cui ritmi apparentemente caotici sono trasformati dal bambino in musica, e le fantasie di Sara e Pietro, fratello e sorella che in soffitta trovano nella vita trasfigurata di oggetti insignificanti e dimenticati la loro Wunderkammer. Fino ad arrivare, in mostra, alle nascite di figure mitologiche - non esenti da abbandoni e dolori - come Zeus, Hermes, Pan, Paride, Edipo: segnati da destini speciali cari a Letizia Galli, autrice a sua volta speciale. Che con le sue “storie di bambini” riaccende i riflettori su infanzie altrimenti dimenticate.






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