«L'Italia a Dante»: a Massa Lubrense omaggio alle musiche di don Luigi Guida

Sabato 2 Ottobre 2021 di Donatella Trotta
«L'Italia a Dante»: a Massa Lubrense omaggio alle musiche di don Luigi Guida

Un evento musicale che intreccia arte e culto mariano, recupero di memoria storica e valorizzazione di preziosi beni culturali e ambientali, ricerca musicologica e talento interpretativo: anche in prime esecuzioni inedite in tempi moderni, nel segno affettivo (ed effettivo) di un passaggio di testimone generazionale “al femminile” che unisce Maestre e discepole, con una coralità capace di armonizzare interventi solistici e accompagnamenti strumentali e vocali.

Si configura come un appuntamento imperdibile la serata dal titolo dantesco «Vergine madre, figlia del tuo figlio» (dai versi con i quali il sommo poeta apre la preghiera che San Bartolomeo rivolge alla Madonna, al principio del XXXIII canto del Paradiso: Vergine Madre, Figlia del tuo Figlio, Umile e alta più che creatura, termine fisso d’etterno consiglio…), in programma sabato 9 ottobre alle ore 19 presso la chiesa di Santa Maria della Lobra, a Massa Lubrense (accesso consentito solo ai possessori di Green Pass). Ricco il programma musicale della serata, eseguito da due voci soliste di rango: il soprano Maria Ercolano e il contralto Candida Guida, accompagnate al pianoforte da Patrizia Rocco e Marco Palumbo e dal coro femminile composto da Iolanda Margherita Amato, Gaia Ammaturo, Chiara Iaccarino, Chiara Imperato, Paola Pierno, Marta Trucillo (soprani) e da Maria Cristina D’Alessandro, Marina Meo e Lucia Piatto (contralti), con interventi di approfondimento di Francesco Aliberti, Don Pasquale Vanacore, Patrizia Rocco e Domenico Palumbo, moderati da Salvatore Guadagnuolo.

Una vera e propria celebrazione tra musica, fede e cultura - promossa dalla sede Lubrense dell’Archeoclub d’Italia Aps (Associazione di promozione sociale), con il sostegno della Pro Loco di Massa Lubrense, della Cooperativa Arcolaio Teatro Eventi, dell’Associazione “Primavera Musicale” e dell’Hotel Piccolo Paradiso, con il patrocinio della Curia Generale Sorrento-Castellammare, l’Ordine dei Minori e la Congrega Sant’Antonio di Marina Lobra - in memoria di don Antonio Guida e don Giuseppe Esposito: due sacerdoti della Penisola sorrentina che da ex compagni di seminario sono diventati, per le comunità del territorio, punto di riferimento culturale nel loro apostolato. L’uno, don Guida, coltivando la memoria e custodendo l’opera anche musicale del Maestro don Luigi Guida, considerato il “cantore di Maria” (le cui composizioni saranno non a caso eseguite durante la serata); l’altro, don Esposito, fondando l’Aps Archeoclub d’Italia, impegnata da oltre quarant’anni a Massa Lubrense, in un territorio particolarmente vivace e attivo, tanto che per l’occasione sarà ricordata anche la figura del Gesuita P. Francesco D'Aria, fondatore delle Sorelle Ausiliarie della Madonna di Sant’Agata, nonché paroliere di numerose liriche musicate da Don Luigi Guida, del quale verranno proposte nel programma della serata diverse opere in prima esecuzione moderna: come «Mater Auxliatrix», «Tota Pulcra», «Ave Maria» e «Salve Regina».

Ma il vero gioiello della serata è «L’Italia a Dante», cantata per coro e pianoforte, con musiche di Don Luigi Guida e versi di Padre Francesco Piscopo S.J., composta un secolo fa in occasione dei 600 anni dalla morte del grande poeta, padre della lingua italiana. A riproporla quest’anno – per la prima volta in tempi moderni, e in pieno tempismo con le celebrazioni di «Dante 700» nel 2021 – è l’evento del 9 ottobre: grazie al lavoro di recupero e pubblicazione di Candida Guida, già curatrice con Francesco Aliberti dell’edizione critica dei tre volumi di Mystica - Inni Mottetti e Canzoni alla Vergine e al Sacro Cuore, riproposta ed edita, dopo la prima edizione del 1922 e tre successive ristampe fino al 1953, da Armelin Musica (Padova 2021) per i settant’anni della morte del Maestro di Massaquano (1883-1951), personaggio illustre e venerato dai vicani oltre che fine compositore di musica, non esclusivamente sacra. Il concerto diventa così pure un’occasione per celebrare il talento del sacerdote compositore.

Non solo. Significativa anche la scelta della sede del concerto: il santuario cinquecentesco di S. Maria della Lobra (la cui prima pietra fu posata il 26 luglio 1528, ad opera del vescovo di allora, Monsignor Marchesi, in località “Capitello” della Mensa Vescovile), che si staglia sulla cascata di case a picco sul mare del piccolo borgo marinaresco dove la chiesa antica della Lobra, risalente ai primi secoli del Cristianesimo, si ergeva con le sue tre navate di piccole dimensioni in riva al mare, sul molo della spiaggia di Fontanella. In seguito alla distruzione della città di Massa nel 1465, il luogo di culto divenne Cattedrale, sulla cui parete centrale venne dipinta l’immagine della Madonna sotto il titolo della Lobra (dal latino Delubrum, tempio): nome poi attribuito nel 1306 anche alla città, Massa Lubrense, che nel suo stemma comunale raffigura proprio la Madonna, per la grande devozione riservata all’immagine mariana che nel 1570 venne trasferita, con tutta la parete ove era dipinta, nella chiesa nuova dove ancora oggi si venera. E dove l’arte degli interpreti, sabato, farà risuonare in musica il triplice omaggio alla fede, alla poesia e alle composizioni di un sacerdote musicista.

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