#LibriInAttesa con il «libro sospeso»: un progetto a sostegno delle librerie indipendenti e degli editori per ragazzi

Giovedì 2 Aprile 2020 di Donatella Trotta
La lunga attesa della fine dell’emergenza sanitaria ha i suoi contraccolpi socio-economici, sotto gli occhi di tutti. Ma c’è un settore, quello delle librerie indipendenti (come pure quello della piccola e media editoria di progetto, soprattutto specializzata per l’infanzia) che rischia molto più di una sofferenza transitoria: corre il pericolo della chiusura definitiva. E se le edicole di tutta Italia - prima della pandemia anch’esse già in difficoltà, ed esposte alla minaccia della cancellazione - hanno fortunatamente conservato in questi giorni difficili per tutti il proprio ruolo di presìdi informativi, restando aperte per decreto, diverso è il caso di librai (ed editori) di piccole e medie dimensioni che, come le grandi catene, hanno dovuto tutti chiudere i battenti. Nasce da queste premesse una iniziativa di sostegno a realtà preziose per il tessuto civile, che non fomentano solo buone letture ma anche cittadinanza attiva: si chiama #LibriInAttesa, e recupera l’idea del #librosospeso (proprio come il caffè sospeso e, adesso, la “spesa sospesa” per i più bisognosi) nella consapevolezza che anche la cultura non è un genere voluttuario ma è, a suo modo, cibo. Nutrimento necessario. Per la mente, il cuore, l’anima.
 
Come diceva in tempi per così dire non sospetti Marco Tullio Cicerone, i libri sono infatti «l’alimento della giovinezza e la gioia della vecchiaia». Ovvero, chiosava più di recente un grande scrittore come Jorge Luis Borges: «Il libro è una delle possibilità di felicità che abbiamo noi uomini». Ma chi promuove l’iniziativa, e in che consiste? Il progetto #LibriInAttesa parte qualche giorno fa da una rete di case editrici e librerie indipendenti per bambini e ragazzi che, spiegano i promotori, «in conseguenza e in ottemperanza del Dpcm del 11 marzo 2020, hanno deciso di accogliere le disposizioni del Governo e la richiesta di chiudere le attività commerciali per limitare e fermare la diffusione incontrollata del contagio da COVID-19 (rinunziando, pertanto, alle consegne a domicilio e alle consegne tramite corriere) nata dall'intento comune di dare una risposta concreta e responsabile».
 
La modalità del progetto è semplice: sulla  pagina dedicata (https://www.facebook.com/LibriInAttesa) saranno promossi i titoli degli editori aderenti, tra cui anche le novità in uscita alla riapertura delle librerie, che i lettori potranno acquistare e/o prenotare come #librosospeso in una delle librerie aderenti (l'elenco è pubblicato sulla stessa pagina e costantemente aggiornato). I lettori avranno così anche modo di chiacchierare con i propri librai di fiducia e di avere uno sguardo d’insieme, aggiornato e ragionato sui cataloghi e sulle novità degli editori aderenti all'iniziativa, lanciata in sintonia con il progetto #solidarietà digitale del Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, volto a promuovere servizi e piattaforme digitali gratuiti per lavorare da remoto, leggere gratuitamente un giornale o un libro e seguire lezioni da casa. Il progetto #LibriInAttesa nasce così da un’idea condivisa e coerente con le direttive del Governo, in un’ottica e con una visione «di condivisione e di sostegno reciproco e una modalità costruttiva che tutela, inoltre, il lavoro di tutti i protagonisti della filiera del libro» (dalla stampa alla distribuzione, dalla vendita online e nelle librerie alle presentazioni e incontri con gli autori), che sta non a caso incassando l’adesione di molti editori indipendenti per bambini e ragazzi.
 
Tra questi, Pelledoca editore, giovane sigla nata poco più di tre anni fa e dedicata al mistery, poliziesco, thriller e noir per ragazzi dai 9 ai 15 anni, ossia in quella fascia d’età in cui i preadolescenti «sperimentano maggiormente un gap tra la vita e la scuola e non sempre sono interessati a leggere i libri consigliati dagli insegnanti», come ha spiegato Lodovica Cima, direttore editoriale, in un’intervista a Il Libraio dove sottolineava anche l’importanza di «accompagnare con cura i libri nel mondo». Di qui l’adesione convinta a #LibriInAttesa, abbracciata in pieno – spiega ancora Cima - «per acquistare libri senza impatto sulla circolazione delle persone, a sostegno delle librerie indipendenti».
 
Significativa la motivazione che anima i partecipanti (in progress) al progetto. Vale la pena riportarla per esteso: «Il nostro tempo, in questo momento, sembra essere sospeso - scrivono -. Ciascuno di noi è chiamato a ripensare il proprio agire, nel rispetto delle regole e seguendo il buon senso in un’ottica lungimirante, che non pensi solo all’uno, ma sia accogliente per tutti e che si riveli utile a trasformare questo tempo in una possibilità per costruire condividendo intenti e speranze. Forse si concretizzerà nel medio termine ma nell'immediato, nell’ora, può restituirci sostegno immediato, comunanza, speranza. Questo, nella nostra ottica, ci permetterà di prendere le distanze da un presente che è buio, proiettandoci in avanti, utilizzandolo per costruire, perché le nostre attività possano continuare ad essere parte viva e fondamentale della società, creando inoltre una rete di collaborazione che supporterà ulteriormente la ripresa delle attività dopo che questa emergenza sarà finita». Speriamo presto. © RIPRODUZIONE RISERVATA