Maria che scioglie i nodi: si inaugura all'Incoronatella nella Pietà dei Turchini l'Anno Santo Giubilare straordinario

Venerdì 25 Ottobre 2019 di Donatella Trotta
Un’icona - per molti miracolosa – capace di accendere il sacro fuoco del culto Mariano attraversando il tempo e lo spazio, dal cuore dell’Europa all’America Latina fino ad approdare a Napoli, dove la devozione popolare è da sempre incline alla celebrazione della Maternità celeste e alla pratica della preghiera del Rosario: stiamo parlando del ritratto della «Beata Vergine Maria che scioglie i nodi». Dipinto inizialmente dal pittore tedesco Johann Georg Melchior Schmidtner (Augusta, 1625-1707), su commissione del nobile prelato e canonico dottore Hieronymus Ambrosius Langenmantel (1641-1718) per l’altare di famiglia nella chiesa santuario di St. Peter am Perlach ad Augusta, il quadro è al centro di una storia avvincente che ha portato, ora, ad un evento eccezionale:  l’indizione di un Anno Santo Giubilare Straordinario, concesso da Papa Francesco alla parrocchia napoletana di Santa Maria dell’Incoronatella in via Medina, più nota come chiesa della Pietà dei Turchini, tramite il Segretario della Penitenzieria Apostolica cardinale Mauro Piacenza, accogliendo le fondate motivazioni della richiesta da parte dell’operoso parroco don Simone Osanna che domani (dalle ore 11, con diretta televisiva di Canale 21) inaugurerà così solennemente i riti per le celebrazioni dell’Anno Giubilare. Così, dopo una piccola processione in via Medina (con raduno nel cortile dell’adiacente Palazzo Fondi) e la solenne apertura della Porta Santa, la cerimonia inaugurale dell’Anno Santo (che si concluderà il 31 ottobre 2020) culminerà in una concelebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, seguita dal suggestivo rituale dell’incendio dei nodi.

Ma andiamo con ordine. Il quadro originale di 182 cm per un metro e dieci, da cui ha origine la bella storia che vogliamo raccontarvi, raffigura - in stile veneziano con influenza barocca – la Madonna al centro della tela. A destra del quadro, un angelo le porge un filo pieno di nodi intrecciati di diversi tipi, paradigmatici delle difficoltà di ogni sorta disseminate sul cammino dell’umanità; a sinistra, un altro angelo raccoglie invece tra la luce della misericordia e della salvezza divina il filo libero dai nodi che Maria ha sciolto, testimonianza della liberazione dagli ostacoli per il fedele che perseverando nella preghiera ha confidato nell’intercessione della Madonna. L’opera è piena di riferimenti biblici e simbolici: la Vergine è rappresentata con la luna ai suoi piedi (secondo la visione riportata al capitolo 12 dell’Apocalisse) mentre calpesta un serpente, ossia Satana, il male (Genesi, 3, 15); in basso, l’artista ha rappresentato più in piccolo la scena biblica di Tobia, giovane israelita in viaggio per raggiungere colei che sarà la propria sposa, guidato nel cammino dall’arcangelo Raffaele e accompagnato dal proprio cane, simbolo della fedeltà di Dio. Secondo quanto tramandato, sembra che il nonno del canonico committente avesse attraversato una crisi coniugale e fosse riuscito a superarla proprio pregando la Vergine Maria: e questo spiegherebbe la presenza sulla tela del riferimento biblico a Tobia.

Sul capo di Maria, inoltre, si vede una corona di dodici stelle, simbolo di trionfo e di vittoria (è il prodotto di tre, ovvero la Trinità, per quattro, l’umanità: a indicare la perfetta unione tra umano e divino) e non solo. Nel mondo ebraico, il numero dodici rappresentava infatti la pienezza (dodici sono le tribù d’Israele, dodici gli apostoli scelti da Gesù…) e la corona richiama, anche, il capitolo 12 dell’Apocalisse, in cui si presenta appunto la visione della lotta tra la donna il drago. Anche la pluricromia del dipinto veicola messaggi: il manto azzurro di Maria rappresenta la trascendenza, la vita divina, Maria “piena di grazia”. Il colore rosso, tratto dalla terra, indica invece la dimensione umana. La tunica rossa della Madonna connota perciò anche la sua totale sottomissione alla volontà del Padre che ha reso possibile l'Incarnazione del Figlio. Ancora: gli angeli del dipinto sono servitori di Dio e custodi del cammino dell’uomo (Esodo 23, 20-22).

La svolta di questa storia avviene quando il futuro Papa Francesco, allora giovane prete gesuita impegnato negli studi teologici in Germania, s’imbatte nel dipinto di Maria che scioglie i nodi, restandone profondamente impressionato. Al punto che, tornato in patria, Bergoglio si impegna a diffonderne il culto a Buenos Aires e in tutta l’Argentina, da dove la devozione si è poi irradiata in tutta l’America del Sud, particolarmente in Brasile. Dove una coppia franco-brasiliana, Denis e Susel Bourgerie, ha esposto una riproduzione del quadro nella chiesa di Maria Porta del Cielo a Campinas e, a causa delle innumerevoli testimonianze di grazie ricevute, ha generato così la celebre novena scritta da Susel e oggi diffusa in tutto il mondo in otto lingue e oltre 450mila esemplari.

Dal mondo all’Italia: se in Lombardia una Pala d’altare della Madonna che scioglie i nodi - dovuta all’artista Marta Maineri - è situata nella chiesina dedicata a San Giuseppe presso la parrocchia San Francesco d’Assisi a Lainate (Milano), a Napoli la storia registra un nuovo toccante capitolo grazie alla sensibilità di un parroco di origini procidane: Simone Osanna, molto attento alla liturgia, al culto mariano e alla cura di preziosi beni culturali e artistici custoditi nella chiesa nel cuore di Napoli da lui guidata. Così, don Simone ha commissionato ad un’artista greca di talento e di fede ortodossa, l’architetto e pittrice figurativa Katherina Bakras (che ha la sua bottega proprio in via Medina), una copia del quadro della Beata Vergine Maria che scioglie in nodi, esponendo poi la tela in chiesa. Ogni ultimo sabato del mese, ha radunato alcuni parrocchiani (dapprima una decina di persone, poi sempre più fedeli provenienti da ogni dove) raccolti in preghiera per la recita del Rosario davanti alla sacra immagine. E nel tempo, ai piedi del quadro si sono incominciati ad accumulare innumerevoli voti, intenzioni di preghiera, ringraziamenti e richieste di grazie in foglietti anonimi annodati come i biglietti di certi santuari giapponesi. Tanto che il rito si è arricchito del suggestivo e periodico “incendio dei nodi”, bruciati al termine di una messa cantata, suggellata proprio dal bruciare in un braciere di tutti i foglietti di volta in volta accumulati insieme all’incenso, per generare una nuvola che nella sua ascensione al cielo simboleggia l’elevazione spirituale delle preghiere accolte.

La partecipazione popolare al culto rilanciato dalla parrocchia di Santa Maria dell’Incoronatella nella Pietà dei Turchini a via Medina, iniziata dapprima in sordina, è talmente cresciuta, attirando fedeli in costante pellegrinaggio non soltanto da Napoli e da tutta Italia ma anche dall’estero, da indurre così il parroco alla richiesta speciale di indizione dell’Anno Santo Giubilare per un anno condiviso di preghiera, conversione e solidarietà esteso a tutti i fedeli. Richiesta accolta, come si è visto: «Affidiamo a Maria questo periodo di grazia che il Pontefice ci ha voluto concedere», il commento emozionato di don Simone. Non a caso il solenne evento di apertura nella chiesa barocca - scrigno di tesori e di memorie storiche non nuove all’impegno spirituale, civile e umanitario attraverso l’arte, la musica, la cultura  - si avvarrà della diretta televisiva da parte di una emittente da sempre in sintonia con le grandi manifestazioni di fede sul territorio campano: «Canale 21 – sottolinea l’editore Paolo Torino – è la televisione dei grandi eventi sociali, culturali, sportivi e religiosi. Permettiamo ai telespettatori di condividere il Miracolo di San Gennaro, la Supplica di Pompei, le venute dei Papi a Napoli e il Giubileo dell’Incoronatella:  espressioni della grande devozione popolare e della speranza di cambiamento della nostra comunità». Il commento dell’evento sarà affidato come di consueto al giornalista Peppe Iannicelli, coadiuvato dal professor Antonio Gentile, con interviste di Antonio Salamandra. © RIPRODUZIONE RISERVATA