CORONAVIRUS

Missiroli, dalla Cina all'Italia illustratori e bambini uniti dai libri pop-up contro il Coronavirus

Lunedì 30 Marzo 2020 di Donatella Trotta
Tavole animate sul tema della prevenzione del Covid-19. Piccole storie pop-up con personaggi tra i più amati dai bambini, come Giulio Coniglio di Nicoletta Costa o la Mucca Moka di Agostino Traini che tra cartoline, manufatti cartacei e artefatti librari a tre dimensioni scatenano la fantasia: sono i «libri animati contro il Coronavirus». Per combattere, con quelle meraviglie mute che sono le creazioni cartacee tridimensionali più note come libri pop-up, o libri animati, l’emergenza sociale che coinvolge bambini, ragazzi, adolescenti e famiglie italiane in piena emergenza sanitaria da pandemia: con le sue pesanti ripercussioni antropologiche, per le deprivazioni da distanziamento sociale obbligatorio.
 
È una “chiamata alle armi” (pacifiche) della creatività per tutti gli illustratori, quella che la Fondazione Tancredi di Barolo, insieme con il MUSLI (Museo della Scuola e del libro per l’infanzia) di Torino, in collaborazione con il valente pop-up designer e storico collezionista Massimo Missiroli, propone agli artisti. Ma anche ai bambini. Costretti, come tutti in questo periodo, a casa. E invitati allora a contribuire ciascuno con un disegno, una foto o anche un semplice schizzo a matita ad un progetto sul tema del Covid-19 che declina con intelligenza progettualità a breve, medio e lungo termine coinvolgendo, in modo interattivo non banale, bambini e adulti in una operosità non soltanto manuale particolarmente necessaria, di questi tempi: una manualità (in questo caso guidata da remoto) che fa leva sulle molteplici potenzialità dei pop-up, composti da dispositivi meccanici o paratestuali (che sollecitano e richiedono l’interazione del lettore) e creati con differenti finalità di fruizione: didattiche, mnemoniche, ludiche, informative…
 
Chi voglia partecipare, non ha che da mandare all’indirizzo info@fondazionetancredidibarolo.it il proprio contributo, idea, disegno o messaggio sull’argomento. Sarà accolto e trasformato da Missiroli in un template personalizzato da scaricare, stampare e ritagliare che ogni bambino potrà poi assemblare e colorare, aggiornando in versione pop up il proprio disegno e inviando video e fotografie del prodotto finito alla Fondazione. Bastano carta, forbici, colla e opportune tecniche di piegatura (con l’aiuto di video tutorial, supporti didattici e modelli da scaricare e stampare con relative istruzioni): tutti materiali già disponibili e scaricabili gratuitamente dal sito in continuo aggiornamento (https://www.pop-app.org/costruisci-il-tuo-pop-up-contro-il-virus/) che registra l’evoluzione dell’attività di sensibilizzazione già avviata per la costruzione di libri pop-up, in versioni bianco e nero o a colori. Il tema è la prevenzione del Coronavirus, ma non solo: i modelli base proposti possono essere utilizzati anche per realizzare storie fantastiche e creative che hanno come oggetto il tema del Covid-19.

«Il progetto parte da una collaborazione che ho iniziato con un professore dell’Università di Pechino, Guan Zhongping, conosciuto durante l’ultima mostra dei libri della mia collezione che ho allestito a Shanghai», spiega Missiroli, classe 1958, dal 1978 appassionato di libri a tre dimensioni di cui possiede una delle collezioni più ampie e complete al mondo tanto da fondare, nel 1992, un Centro per la promozione dell’editoria pop-up in Italia, genere di cui è diventato ingegnoso paper engineer, punto di riferimento anche all’estero (ha progettato, fra il resto, un pop-up con il grande illustratore Richard Scarry selezionato in Usa come Children’s Book of the Month), oltre che organizzatore di numerosi work-shop per insegnare quest’arte. Durante la prima fase dell’epidemia da Covid-19 in Cina, Guan Zhonping, studioso e a sua volta collezionista cinese di libri animati, ha coinvolto i bambini e le famiglie del suo Paese in isolamento a casa nella realizzazione di libri pop-up, fornendo indicazioni di paper-engineering e favorendo scambi di esperienze sul tema tramite i social network. L’esperienza è diventata – è il caso di dire – positivamente virale: nel cupo momento di emergenza, i libri pop up in Cina hanno offerto infatti alle famiglie in quarantena non soltanto un’occasione creativa per distrarsi, ma anche un prezioso strumento per approfondire la conoscenza del micidiale virus e delle pratiche di prevenzione “a misura” di bambino (per saperne di più: https://www.pop-app.org/pop-up-contro-il-coronavirus/).
 
«Dalla Cina all’Italia, in un significativo passaggio di testimone la buona pratica, prima e unica del suo genere nel mondo occidentale, è approdata anche da noi», spiega Missiroli, che ha messo in contatto la Fondazione Tancredi di Barolo con Guan, in vista dell’organizzazione di un Convegno internazionale sul libro animato dal titolo Pop-APP, inizialmente in programma a Torino a fine febbraio e poi rinviato per l’emergenza sanitaria.  Il buon esempio cinese ha fatto scuola: se Guan Zhonping ha infatti promosso la creazione di una rete sui social network per mettere in collegamento diverse esperienze di realizzazione di libri tridimensionali coinvolgendo pop-up designer, bambini e famiglie in isolamento a casa in Cina, in Italia l’onda lunga di quell’esperienza sta creando tavole animate sul tema del virus da condividere con il supporto della Fondazione Tancredi di Barolo per ricevere consigli, indicazioni e approfondimenti destinati non a caso anche a insegnanti di scuole che, proprio attraverso i materiali didattici messi a disposizione online, potranno continuare a lavorare a distanza.
 
E grazie all’avvio di una collaborazione con i Servizi Educativi dei Musei Civici di Venezia, i materiali e i tutorial del sito www.pop-app.org sono a disposizione, condivisi e diffusi anche sulla pagina Facebook MUVE Education (https://www.facebook.com/MUVEeducation/), che propone ogni giorno attività da svolgere a casa con i bambini, oltre che sul sito Movablebook di Pechino (seguito da più di 200.000 cinesi nel mondo) e della Movable Society negli USA, in contatto con decine di biblioteche e maestre. La mobilitazione sta inoltre coinvolgendo anche l’AGe (Associazione Italiana Genitori), per far conoscere questa iniziativa al maggior numero possibile di scuole e di bambini sul territorio nazionale, e l’Associazione Nuova Generazione Italo-Cinese (ANGI) di Torino, per includere nel progetto pure le scuole e i bambini cinesi che vivono a Torino. Non solo. Tutti i materiali ricevuti saranno pubblicati sul sito www.pop-app.org e saranno condivisi in Cina tramite i canali attivati da Guan Zhongping: un gemellaggio virtuale, per far avvicinare i bambini di Italia e Cina, deu dei Paesi più accomunati e colpiti sinora da questa situazione delicata. Un segnale, anche di speranza che la situazione migliori velocemente anche da noi, come sta succedendo in Cina.
 
Intanto, la Fondazione Tancredi di Barolo apre le porte del suo museo virtuale con un’ampia rassegna di più di 100 video dedicati ai libri animati caricati sul proprio canale Youtube. In anteprima assoluta, sono visibili online anche alcuni dei libri animati che saranno esposti in occasione del grande progetto «Pop-App2020» (promosso dall’Università di Roma La Sapienza e dalla Fondazione Tancredi di Barolo, prevede un convegno internazionale sul libro tridimensionale, rinviato a data da destinarsi; la presentazione del nuovo centro studi permanente del libro animato con sede a Palazzo Barolo a Torino; quattro mostre temporanee tra storia, arte e scienza e pubblicazioni varie). Mentre l’iniziativa va avanti sul piano scientifico con l’avvio, in collaborazione con Gianfranco Crupi de La Sapienza di Roma, della traduzione inglese del volume Pop-App. Scienza, arte e gioco nella storia dei libri animati dalla carta alle app (a cura di Crupi e di Pompeo Vagliani), che raccoglie i contributi di specialisti di diverse discipline (storici del libro, della scienza, del cinema, della letteratura per l’infanzia) per indagare la storia dei "libri animati" dal Medioevo fino alle più moderne applicazioni digitali). Perché la cultura non si ferma. Malgrado il Coronavirus.
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