Noi, gli stranieri e i «diversi»: al Gesù Nuovo un ciclo di incontri dell'Orientale e della Facoltà Teologica con crediti formativi

di Donatella Trotta

«Lo straniero ci abita: è la faccia nascosta della nostra identità...Riconoscendolo in noi, ci risparmiamo di detestarlo in lui»: la provocazione di Julia Kristeva - psicoanalista, linguista, filosofa e scrittrice francese di origine bulgara - nel suo intramontabile saggio del 1988 Stranieri a noi stessi (opportunamente ristampato in edizione accresciuta da Donzelli nel 2014) risuona con una particolare forza e attualità, in questi tempi globali di muri tra persone. E rilancia ineludibili riflessioni sull’Europa, sull’”altro”, e sull’”identità” che nel bel Racconto dell’isola sconosciuta di José Saramago così vengono sintetizzate da un personaggio, a precisare un orizzonte significativo di pensiero: «Se non esci da te stesso, non puoi sapere chi sei». Perché, come sosteneva anche Dogen, monaco buddhista fondatore nel Medioevo giapponese della scuola Zen Soto, in sostanza «il pazzo vede se stesso come un’altra persona, il savio vede gli altri come se stesso».
 
Sembra partire anche da queste le premesse un denso ciclo di undici incontri sui migranti e i diversi, promosso (presso la Sala Valeriano presso la Chiesa del Gesù Nuovo in piazza del Gesù a Napoli, dalle ore 16.30 alle 18) dall’Università L’Orientale e dalla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, che da novembre fino a maggio porrà in dialogo, con il contributo di specialisti-testimoni, la Bibbia e le scienze, la storia e l’attualità, la tradizione e il cambiamento. «Alla ricerca – spiegano gli organizzatori -  di prospettive e culture di vita insieme con stranieri e diversi in un mondo globalizzato». «Io, lo straniero e il diverso in un mondo globalizzato» è appunto il titolo della rassegna, valida ai fini della formazione in servizio dei docenti di ruolo (legge 107/2015), che prevede anche il rilascio di un attestato spendibile ai fini dell’acquisizione di crediti formativi per gli studenti universitari (la partecipazione richiede previa iscrizione all’indirizzo di posta elettronica iolostranieroeildiverso@gmail.com).

Un’iniziativa preziosa di approfondimento e confronto che già nel sottotitolo connota un orizzonte ermeneutico evocativo del drammatico bivio di fronte al quale si trova l’umanità oggi: «fra culture di predatori e culture di generatività». Così, dopo il primo appuntamento, il 12 novembre con A. Shinan, dell’Università Ebraica di Gerusalemme, sul concetto di straniero nell’antica tradizione giudea, il prossimo appuntamento sarà sul tema: «Da abitante a straniero: un capovolgimento di prospettiva» (lunedì 19 novembre, ore 16.30-18.00 come tutti gli incontri, con A. Guida della PFTIM, sezione San Luigi e C. Ripamonti, del Jesuit Refugee Service di Roma.  «Il contatto ravvicinato con lo straniero, alla ribalta dei mass-media in seguito ai flussi migratori che investono e spesso insanguinano il Mediterraneo – spiega Elda Morlicchio, rettore dell’Orientale che ha fortemente voluto questo ciclo seminariale – mette alla prova, oggi più che in passato, i nostri modelli di convivenza e di società. In modi differenti, i flussi migratori e la globalizzazione impongono il confronto con lo straniero, e in generale con il diverso. Gli incontri intendono contribuire a riflettere su questa cocente sfida, per acquisire consapevolezza delle diverse prospettive e culture di vita fra le quali viviamo immersi, che è poi, storicamente, l’orizzonte di ricerca dell’Università L’Orientale stessa, antico Collegio de’Cinesi».

I dialoghi proseguono con i successivi appuntamenti sui seguenti temi: «Lo straniero negli scenari della globalizzazione» (10 dicembre, con L. Lepore e V. Petrarca); «Come un porto può accogliere lo straniero: i re magi nei presepi napoletani» (21 gennaio 2019, con M. Bernardini); «Àncore e naufragi nella società liquida» (4 febbraio, con V. Anselmo, A. Scala); «Israele fra le nazioni: l’integrazione degli ebrei nel mondo mediterraneo e il rispetto delle differenze» (18 febbraio, con G. Lacerenza); «Tutela dei diritti umani e migranti» (11 marzo, con G. Cataldi); «Dio e Mammona: quando il lavoro è un lasciapassare» (25 marzo, con E. Salvatore e G. Notarstefano); «Più consumo, più lavoro, più benessere: un’equazione vera?» (primo aprile, con C. Manunza e il ministro dell’Ambiente S. Costa); «Un consumo non distruttivo ma vivificante: Is 55; 1Cor 11; Mc 14» (il 29 aprile, con B. Standaert); e infine, «The other in the Hebrew Bible» (13 maggio, con Y. Zakovitch). Un’occasione di approfondimento che coniuga, anche, cultura e diritti umani fondamentali.
Giovedì 15 Novembre 2018, 11:40
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2018-12-09 02:45:46
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