Pietrasanta e Conservatorio uniti:
Concerto di Natale il 23 online

Domenica 20 Dicembre 2020 di Donatella Trotta

Un progetto che intreccia memoria e futuro, generatività della tradizione e rigenerazione urbana, magnetismo ambientale e capacità visionaria di coltivare utopie concrete: nel segno della formazione, della trasmissione da Maestri ad allievi e delle eccellenze napoletane, che nel genius loci della musica trovano da sempre la loro identità peculiare. È molto più di un dono alla città intristita dalla morsa del Covid il Concerto di Natale organizzato dal Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella con il Polo culturale della Pietrasanta, che verrà trasmesso mercoledì 23 dicembre alle ore 18 sui canali social dell’Istituzione musicale partenopea (YouTube e Facebook, i link saranno sul sito ufficiale del Conservatorio): è un generoso, appassionato gesto di resistenza contro le restrizioni imposte dalla pandemia in atto, un armonico atto di speranza legato alla solennità del Natale, ma anche un significativo preludio alla riqualificazione di un’area del centro antico che guarda ai giovani, e all’avvenire dei loro talenti artistici, in una sorta di staffetta simbolica tra Grandi Padri (del passato, del presente) e nuove leve che vedrà nel nascente Palazzo della Musica in piazza Miraglia, Insula musicale nel cuore della città, il fulcro di una significativa trasformazione urbana, culturale, antropologica.

Il concerto - registrato in ottemperanza alle misure di sicurezza sanitaria venerdì 18 dicembre nella Basilica di Santa Maria Maggiore della Pietrasanta con la scenografia dei fratelli Scuotto, artisti presepiali con la loro bottega La Scarabattola - offrirà agli ascoltatori che si connetteranno il 23 dicembre un repertorio tradizionale e dunque familiare, per propiziare e celebrare, malgrado il difficile momento, atmosfere natalizie: il programma si apre con il celeberrimo White Christmas di Irving Berlin per coro, prosegue con Dormi, dormi di Lajos Bardos per coro, Wiegenlied op. 41 n. 1 di Richard Strauss per soprano e pianoforte, con l’immancabile Quanno nascette ninno e Tu scendi dalle stelle per coro di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, “il più santo dei napoletani e il più napoletano dei santi”, culmina poi con Rejoyce Greatly dal Messiah di Georg Friedrich Händel per soprano, continua con Brillò nel ciel per coro, di Anonimo del XVII secolo, e si conclude con O Holy night di Adolphe-Charles Adam per coro e con l’ultimo brano per soprano e coro: il simbolico e risonante Dormi benigne Jesu dal mottetto Quem vidistis pastores? di Carmine Giordano, compositore e organista di origini sannite, scomparso nel 1758, che studiò nel Conservatorio napoletano della Pietà de’ Turchini con Gennaro Ursino e Nicola Fago.

Significativa la valenza degli interpreti: con il celebre soprano Maria Grazia Schiavo, guest star solista dell’evento, e l’accompagnamento al pianoforte di Maurizio Iaccarino, anche un coro di giovani voci, diretto dal maestro concertatore Antonio Berardo e composto da selezionati discepoli del Conservatorio San Pietro a Majella: Iolanda Margherita Amato, Adriana Cordua, Chiara Imperato, Francesca Marotta, Stefania Mazza, Monica Patricelli (soprani), Maria Cristina D’Alessandro, Antonia Elide Facciuto, Sabrina Vitolo (contralti), Giovanni Battaglino, Davide Chiodo, Luigi Di Martino, Mattia Totaro (tenori), Antimo Dell’Omo, Davide Marcone, Armando Napoletano, Pasquale Petrillo (bassi), ripresi e registrati da Stefano Giampietro e Giorgio Bosso, altri due allievi della classe di Musica elettronica di San Pietro a Majella. «Una testimonianza concreta del valore del ruolo formativo interdisciplinare del glorioso Conservatorio napoletano, da secoli fucina di talenti nel solco di una nobile tradizione, che non si è mai arrestata», spiega Paologiovanni Maione, docente di Storia della Musica e Storia ed Estetica Musicale a San Pietro a Majella ed entusiasta promotore, con il direttore Carmine Santaniello, dell’iniziativa (accanto alla rassegna del Conservatorio dall’eloquente titolo «Chi ci ferma!», partita il 20 novembre e tuttora in corso, con dieci appuntamenti fino al 5 febbraio 2021), insieme con Raffaele Iovine, presidente del Polo culturale della Pietrasanta.

«E con questo carezzevole, fortemente voluto e condiviso omaggio al Natale – continua Maione – che intende riprodurre, in un momento che mette tutti a dura prova, atmosfere della nostra tradizione, soprattutto partenopea, si vuole così suggellare anche l’idea di un concreto passaggio di testimone tra maestri e allievi, e tra artisti affermati e da tempo in carriera come Maria Grazia Schiavo, non a caso ex allieva di questo Conservatorio, e brillanti talenti emergenti tuttora in formazione qui, ma già maturi per affacciarsi alla vetrina della scena musicale: come gli elementi del coro e il loro concertatore e direttore. A testimonianza di un incessante, fecondo (ri)cambio e scambio generazionale nel segno dell’incontro, del dialogo, di emozioni, competenze e passioni condivise con successo e trasmesse nell’amore per un’arte che nell’immaginario collettivo rese, e rende, Napoli come città musicalissima». Non a caso, il concerto è pure, nelle intenzioni degli organizzatori, un’anteprima del progetto di Insula della musica e della cultura che legherà lo spazio fisico che unisce il Conservatorio, Piazza Miraglia, il Vicoletto San Pietro a Majella e il polo della Pietrasanta, con la Chiesa della Croce di Lucca, Piazzetta Pietrasanta, la sua Basilica e Museo, in un itinerario che tra i suoi perni avrà il Palazzo della musica: quattro piani, nell’edificio della Congregazione dei frati Servi di Maria, ciascuno intitolato a uno dei quattro storici Conservatori musicali napoletani (Santa Maria di Loreto, della Pietà de’ Turchini, di Sant’Onofrio a Capuana e dei Poveri di Gesù Cristo), con spazi e sale denominate in ogni singolo piano con i nomi dei maggiori musicisti che si formarono in ognuna di quelle scuole, per Paologiovanni Maione «grandi e leggendarie botteghe di formazione di cui è necessario fare memoria, in una strada a forte vocazione musicale, echeggiante una tradizione pluricentenaria dove questo palazzo “armonico”, eretto come un faro per le nuove generazioni, non accoglierà soltanto il doveroso ricordo simbolico dei conservatori di una delle più invidiate capitali dell’arte musicale, ma si configurerà anche come viatico augurale per le giovani leve del Conservatorio che qui troveranno la loro casa, tra Foresteria per i fuori sede a spazi per incontri, laboratori, prove, concerti, masterclass e coworking estesi al territorio circostante, connotato dal concetto di musica diffusa, ricerca-azione e vetrina promozionale di professionalità musicali in boccio».

Non solo. L’appuntamento prenatalizio è anche il via ufficiale ad un progetto di Rigenerazione e Creatività urbana, già avviato da Raffaele Iovine, presidente del polo culturale della Pietrasanta che da tempo è al centro di significative iniziative culturali e artistiche: tra le ultimissime novità che Iovine anticipa al «Mattino», i lavori di un ascensore appaltati alla ditta Schindler che dalla Basilica della Pietrasanta farà accedere alla città sotterranea, con i meandri dell’acquedotto romano; un Museo dell’Acqua sotto l’egida di ABC; una nuova mostra archeologica sull’alimentazione in collaborazione con il MANN, il Museo archeologico nazionale diretto da Paolo Giulierini che prosegue così una sinergia partita con il primo passo di una “Via dell’archeologia” che dal Mann attraverso via Costantinopoli arriva, attraverso la zona archeologica di piazza Miraglia, alla Pietrasanta; e ancora, nel 2021, una grande mostra su Brügel, dopo quelle sulla follia, su Andy Warhol e su Chagall già ospitate dal Polo museale e culturale della Pietrasanta. Ma ora Iovine, imprenditore illuminato che sul Palazzo della Musica ha investito in prima persona, da privato, con un rendering firmato NCH (Naples Center Hotels) e Vele (Architecture-Energy-Urban Design), va oltre: e punta su quell’”arte dei suoni”, ossia la musica, senza la quale la vita è come un corpo senz’anima, come sottolineava Cicerone, o, incalzava Nietzsche, la vita sarebbe addirittura “un errore”. «Dalla Pietrasanta – sottolinea Iovine - vogliamo dedicare alla nostra città il concerto di Natale. Un’occasione per ricordarci che siamo parte di una comunità, antichissima e straordinaria, che nelle prove più difficili ha sempre saputo dare il meglio di sé; ma anche un modo per presentare a tutti il nostro progetto di Insula musicale, che confidiamo di poter realizzare presto, nel giro di un paio d’anni a partire dalla prossima primavera, nelle piazze e nelle strade adiacenti al Conservatorio».

Un distretto dalla vocazione precisa, non per caso interamente dedicato alla musica e ai giovani musicisti e individuato, da Iovine, come spazio paradigmatico non soltanto di significativa memoria storica - legata fra il resto anche al patrimonio di quella Fondazione intitolata alla casa editrice musicale Bideri che proprio in piazza Miraglia aveva la propria sede, crocevia di intellettuali come Pirandello, Di Giacomo, D’Annunzio e tanti altri -, ma anche come modello di sito aperto e produttivo, tappa obbligata, dopo il Covid, per un futuro turismo culturale di qualità che possa (ri)lanciare Napoli sulla scena internazionale. Un sogno troppo ambizioso? Iovine ci crede. Ed è ottimista: «Le visioni hanno bisogno di coraggio – spiega – ma se condivise, come sta avvenendo con soggetti pubblici tra i quali il Comune e privati, istituzioni e professionisti, possono moltiplicarsi e crescere con il buon esempio e l’effetto emulazione. E l’Insula della musica e della cultura ben si presta a sognare in grande: tra piazza Miraglia, il Palazzo della Musica sarà la porta d’accesso armonica al Decumano (che ospiterà una serie di servizi e iniziative a beneficio del Conservatorio San Pietro a Majella, tutor musicale del progetto), e Vicoletto San Pietro a Majella, stradina attualmente nel degrado, di collegamento tra piazza Miraglia e Via San Sebastiano, che tra panchine “intelligenti”, interventi di Street Art, filodiffusione, impianti di videosorveglianza e innovative App per prenotazioni di musiche, accanto a spazi per happening di giovani musicisti emergenti, si configurerà come una sorta di Walk of Fame della musica», conclude. 

Ultimo aggiornamento: 16:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA