Nelle stanze della poesia, da Salerno a Otranto

Martedì 2 Marzo 2021 di Donatella Trotta
Nelle stanze della poesia, da Salerno a Otranto

È la forma d’arte tra le più antiche, e tra le più vicine alla sinestesia intesa come contaminazione sprigionata tra i sensi: a partire dal suono, che l’apparenta al canto (anche nella metrica e nella terminologia di “sonetti”, “canzoni”), oltre che alle immagini (all’immagin/azione) e alla parola come segno, ritmo e simbolismo, musica e preghiera: capace di fondere ragione ed emozione, cuore e intelletto, sentimenti e pensiero. Linguaggio radicale (e ancestrale) dell’anima, la poesia percorre dalla notte dei tempi sentieri spesso carsici ma luminosi, generativi di relazioni autentiche tra cuori pensanti: non a caso, si è a lungo abusato dell’espressione “pensiero poetante” usata – soprattutto –  a proposito del Giacomo Leopardi filosofo e filologo anche in versi, oltre che in prosa. E proprio il genio recanatese sarà allora al centro di una lezione di Alberto Folin in programma giovedì 4 marzo (ore 18) online, nell’àmbito della seconda edizione del Webinar «Poesia. Letture a distanza», meritoriamente promosso, dal 18 febbraio fino al 17 giugno 2021, dall’Università degli Studi di Salerno, con la direzione scientifica e organizzativa di Alfonso Amendola, Rosa Giulio e Davide Monaco, e aperto dallo scrittore Elio Goka che ha parlato di Pier Paolo Pasolini con Marinella Attinà e letture di Micòl Gaia Ferrigno, a partire dagli spunti offerti dal volume di Amendola, Attinà e Martino Una disperata vitalità. PPP: sguardi interdisciplinari e tensioni pedagogiche (Pensa, Lecce, 2017).

Folin, che è membro del Comitato scientifico del Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati e vicepresidente del Centro Mondiale della Poesia e della Cultura Giacomo Leopardi, già docente di Ermeneutica leopardiana e di Scritture e poetiche all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, è autore fra il resto di un recente e stimolante saggio dal titolo Il celeste confine. Leopardi e il mito moderno dell’infinito, pubblicato da Marsilio (Venezia 2019): editore per il quale ha anche firmato altri significativi saggi leopardiani, tra i quali Leopardi e la notte chiara (19932); Pensare per affetti. Leopardi, la natura, l’immagine (1996); Leopardi e l’imperfetto nulla (2001); Leopardi e il canto dell’addio (2008). Libri in cui lo studioso (che è anche traduttore dal francese di autori come Jabès, Kojève, Serres, Nancy) ha portato avanti un puntuale esercizio di lettura ermeneutica del testo poetico, tanto da essere stato nominato dal MiBact, il Ministero per i beni e le attività culturali, membro del Comitato nazionale per le celebrazioni del bicentenario della composizione dell’Infinito leopardiano (1819-2019). A introdurlo, giovedì, sarà Rosa Giulio, del Dipartimento Studi Umanistici dell'Università di Salerno, con letture di Antonetta Capriglione.

I successivi appuntamenti del Webinar accademico proseguiranno con focus di Francesco Tomatis su Antonio Bodrero (18 marzo); di Massimo Donà su Carlo Invernizzi (25 marzo); di Amelia Valtolina su Gottfried Benn (15 aprile); di Andrea Lombardinilo su Gabriele D’Annunzio (6 maggio); della poetessa Elisa Biagini su «Una lingua per la poesia d’oggi» (20 maggio); di Ercole Giap Parini su Fernando Pessoa (3 giugno). Gran finale, il 17 giugno su Dante Alighieri, con una lezione di Giulio D’Onofrio, autore del recentissimo saggio Per questa selva oscura. La teologia poetica di Dante, vol. I: La gioventute, pubblicato da Città Nuova (Roma 2021).

Anche ai tempi del Covid e dell’inevitabile distanziamento fisico, insomma, la poesia continua a nutrire le mente, tessere trame di incontri, svelare (e rivelare) orizzonti di senso, interpellare coscienze e sensibilità con domande ultime e penultime. Lo può confermare anche la motivata partecipazione ad un altro ciclo di incontri di taglio totalmente diverso, più affettivo e colloquiale ma non meno intenso e profondo: la bella rassegna «Il tempo che viene», serrato e originale dialogo con poeti e scrittori «attorno alla poesia e al suo rapporto con il tempo presente e il tempo che sta arrivando». Il progetto, promosso dalla casa editrice AnimaMundi, coordinato da Gianluigi Gherzi, Cristiano Sormani Valli e Giuseppe Conoci e trasmesso in diretta streeaming dalla pagina fb AnimaMundi Otranto (facebook.com/AnimaMundiEdizioni), è giunto il 25 febbraio scorso al secondo partecipato appuntamento (con le potenti voci poetiche contemporanee di Claudia Fabris e Antonio Ferrara), seguito da un centinaio di persone attivamente presenti, anche in chat. Un atto (non soltanto culturale: politico) di ricostruzione (e riorganizzazione) senza sosta della speranza «perché a tutti noi – spiegano gli organizzatori di AnimaMundi – e all’abbraccio della poesia, aspetta e spetta un tempo nuovo».Teso ad accogliere, in tempi di inedita pandemia e paura globalizzata, stagioni nuove. Come quelle annunciate dagli ormai celebri versi centrali di Mariangela Gualtieri in Nove marzo duemilaventi: «…È portentoso quello che succede./ E c’è dell’oro, credo, in questo tempo strano./ Forse ci sono doni./ Pepite d’oro per noi. Se ci aiutiamo./ C’è un molto forte richiamo/ della specie ora e come specie adesso/ deve pensarsi ognuno. Un comune destino/ ci tiene qui. Lo sapevamo. Ma non troppo bene./ O tutti quanti o nessuno…».

  

 

Ultimo aggiornamento: 21:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA