Prisco tra giornalismo e critica: un convegno a Roma e una mostra a Napoli chiudono le celebrazioni del centenario

Domenica 10 Ottobre 2021 di Donatella Trotta
Prisco tra giornalismo e critica: un convegno a Roma e una mostra a Napoli chiudono le celebrazioni del centenario

Uno scrittore di rango: capace di saldare, tra radici e memoria di invenzione, l’eredità del realismo della tradizione ottocentesca europea alla complessità dell’umbratile e inquieto spirito contemporaneo con uno stile peculiare alieno, nei parametri della geografia e storia della letteratura italiana, sia da facili stereotipi e trite mitologie (cresciute ad esempio intorno all’immagine di Napoli e dei territori meridionali), sia da mode effimere di avanguardie, scorciatoie di formulette narrative e trappole di un “impegno” ostentato come mestiere. Un fine traduttore e critico (letterario ma anche cinematografico, teatrale, televisivo) che ha esercitato per oltre mezzo secolo la propria militanza nella “civile letteratura” pure in quel «secondo mestiere» che è il giornalismo. E un uomo, non a caso considerato «il signore del romanzo», che ha vissuto la propria vita di esploratore dell’esistenza nel segno del primato degli affetti e della fedeltà ai valori fondanti di un umanesimo integrale.

Nel centenario della nascita di Michele Prisco (1921-2021), le celebrazioni organizzate dal Comitato nazionale istituito dal Ministero della Cultura — presieduto dal filologo, italianista e studioso del Rinascimento Carlo Vecce, dell’università L’Orientale di Napoli, d’intesa con il Centro Studi Michele Prisco guidato dalle figlie dell’artista, Caterina e Annella Prisco — giungono a conclusione con due eventi: un convegno di studi a Roma (il 19 e 20 ottobre prossimi, nella sede della Società Dante Alighieri in piazza di Firenze 27) e una mostra documentaria a Napoli, in programma dal 1° dicembre per due settimane alla Biblioteca Nazionale di Napoli, a cura di Mariolina Rascaglia. Così, dopo il convegno inaugurale su «Michele Prisco tra radici e memoria» del 19 novembre 2020 (i cui Atti, di imminente uscita per Unior Press a cura di Laura Cannavacciuolo e Carlo Vecce, saranno presentati proprio in occasione dell’inaugurazione della mostra a Napoli), teso a una prima articolata ricognizione critica sul duplice versante delle ragioni letterarie e di quelle del cuore (che la ragione non può intendere), anche con l’anteprima del documentario di Giorgio Tabanelli «Michele Prisco: il signore del romanzo» (la cui proiezione chiuderà non a caso l’appuntamento romano), e dopo una serie di appuntamenti in tutta Italia, focus della nuova due giorni conclusiva romana è ora «Michele Prisco tra giornalismo e critica»: per indagare e restituire a tutto tondo il ruolo dell’autore oplontino di adozione napoletana nella temperie culturale del Novecento.

«Nel quadro delle molteplici celebrazioni del centenario - sottolinea Carlo Vecceil convegno a Roma, ospitato da un’istituzione prestigiosa come la Dante, illumina uno degli aspetti più rilevanti della figura di Michele Prisco: il profondo coinvolgimento nel dibattito intellettuale contemporaneo, tra attività giornalistica, critica, letteratura e cinema». Se ne parlerà martedì 19 ottobre dalle 15.30, con l’avvio dei lavori (trasmessi in diretta streaming sulla pagina Facebook del Centro Studi Michele Prisco) aperti dai saluti della presidente del Centro Studi Caterina Prisco, seguiti dall’introduzione di Laura Cannavacciuolo dell’Orientale di Napoli e dagli interventi di Marcello Carlino (Università di Roma Sapienza) su Lo stile di un narratore di film; del giornalista e scrittore Paolo Conti su Michele Prisco e il «Corriere della Sera» e di Mariolina Rascaglia (Biblioteca Nazionale di Napoli Vittorio Emanuele III), che illustrerà - con una piccola mostra di documenti predisposti per l’occasione nella sede della Dante Alighieri, “assaggio” della esposizione prevista alla Biblioteca Nazionale di Napoli - L’officina letteraria di Michele Prisco. Un’anteprima della mostra. Ad aprire la seconda sessione dei lavori di mercoledì 20 ottobre (dalle 9.30) sarà Annella Prisco, vice presidente del Centro Studi, con l’introduzione di Carlo Vecce, seguiti dai contributi dello scrittore e saggista Raffaele Messina su La collaborazione di Michele Prisco con il settimanale «Il lavoro illustrato» (1950-1953); del giornalista e saggista Pierantonio Toma su Michele Prisco e il cinema; di Francesco Sielo (Università della Campania “Luigi Vanvitelli”) su «Essere del proprio tempo»: riflessi della cronaca nella narrativa di Michele Prisco; di Giorgio Tabanelli (Accademia di Belle Arti di Urbino) su Michele Prisco e Carlo Bo: Letteratura come vita. Presentazione del documentario «Michele Prisco: il signore del romanzo», che terminerà come detto con la proiezione del documentario.

La terza sessione del convegno, a seguire (dalle 15.30) è affidata all’introduzione del giornalista culturale Simone Gambacorta, seguito da Stefano Petrocchi (direttore del Premio Strega), che parlerà di Michele Prisco e il «Premio Strega»; dalla saggista e scrittrice Lorenza Rocco Carbone, che si soffermerà sui “Ritratti incompiuti” di Michele Prisco tra giornalismo e critica; e dal giornalista e scrittore Luca Desiato, che conclude le riflessioni e il confronto critico su Michele Prisco tra narrativa e giornalismo. La partecipazione in presenza al convegno, in considerazione delle vigenti disposizioni anti-Covid, prevede la prenotazione obbligatoria, scrivendo all’indirizzo convegnoprisco2020@gmail.com e specificando le sessioni alle quali si intende prendere parte. Ma anche a distanza, seguendo l’evento in diretta streaming, l’occasione segna un ulteriore prezioso tassello nella doverosa ricostruzione del “mosaico" dell'autore, tra i  più rappresentativi, seppure meno appariscenti, della narrativa italiana del secondo Novecento, "secolo breve" di cui può a ragione essere considerato, come ebbe a dire Carlo Bo, un vero e proprio classico. Pluripremiato e tradotto all'estero, vincitore del Premio Strega 1966 con Una spirale di nebbia, teorico attento e argomentante (anche con la rivista Le ragioni narrative) di una civile letteratura riconosciuta e riconoscibile nell’adeguamento consapevole al ruolo dello scrittore di professione, Prisco merita ora un degno riconoscimento critico, accanto alla riedizione delle sue opere. Non a caso  altre manifestazioni seguiranno anche in vista, nel 2022, dei 55 anni trascorsi dalla vincita del Premio istituito dalla Fondazione Bellonci.

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